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| | Iscrizione all'accademia, [Da Studente in su] | |
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 | | |  Hei! Sono un senzavatar.
 Group: AdminPosts: 11908 Location: Pisa Status:  | |
| Iscrizione all'accademia In questo topik è riservato per tutti gli studenti che vogliono partecipare ai corsi genin. Per dare la propria disponibilità sarà necessaria la compilazione del seguente cartiglio. Nel caso, nella scorsa sessioni d'esami, si è stati bocciati dopo aver consegnato il compito l'iscrizione ai corsi successivi sarà automatica, quindi NON è necessario postare nuovamente la vostra disponibilità CODICE <b>Nome Utente:</b> Il vostro Nick <b>Nome del PG: </b>Il nome del PG <b>Villaggio:</b> Il vostro villaggio d'appartenenza <b>Grado Attuale: </b>Studente <b>Energia Attuale:</b> Bianca o gialla
<b>Scheda:</b> Link alla scheda del PG
[SPOILER]Descrizione addestramento DI TRE GIORNI Solo se non posseduta l'energia gialla[/SPOILER] Ricordo fin d'ora, dato le richieste incessanti, che postando il vostro addestramento in questa sede siete AUTOMATICAMENTE ISCRITTI AI NUOVI CORSI GENIN, se non diversamente specificatoSTAFF GENIN*
Ratty Shinodari Jaku Yami Kaguya ~Shiro
*Siete pregati di non tartassare privatamente lo staff genin per avere una valutazione, grazie. Ora la parte divertente. Per fare un buon post, e passare l'esame, è necessario soddisfare questi tre parametri; se non sufficienti l'esaminatore semplicemente segnalerà quale parametro migliorare per riuscire a passare l'esame. Dato nelle precedenti esaminazioni i commenti erano piuttosto ripetitivi, credo che il succod della prova si possa riassumere in questi tre parametri: CITAZIONE 1. Narrazione & GrammaticaE’ importante creare una storia intrigante, una motivazione forte nel voler partecipare a questo addestramento di 3 giorni e riuscire in questo modo a raggiungere un energia maggiore, superare questa prima tappa. E’ utile soffermarsi sull’introspezione, sull’analisi del proprio PG comunicando le sue emozioni e altri particolari ignoti al lettore. E’ possibile utilizzare PNG (personaggi non giocanti) manovrabili a piacimento per riuscire a imporsi degli obbiettivi, riuscendo a giocare anche i personaggi più avulsi da tali pratiche ninja. Ricordo fin d’ora che, sebbene la creatività è pregevole, anche l’italiano deve essere tale; narrazioni prolisse e frasi senza un senso logico possono essere facilmente scovati con una accurata rilettura del proprio lavoro, mentre per gli errori grammaticali o si battitura, il correttore di word può rivelarsi un utile alleato. 2. AddestramentoLa parte più importante di questa fase. Le prove devono essere pregevoli e motivati da un processo di miglioramento del PG in tre ambiti: Forza, Velocità e Chakra. Inutile specificare che addestramenti creativi verranno considerati molto più interessanti di addestramenti invasivi, anche se quest’ultimi permetterebbero un maggior numero di prove. Quindi meglio la qualità che la quantità di esercizi. Ci sono errori comuni che NON vanno ripetuti. - Non è possibile camminare sugli alberi o nell'acqua;
- I cloni non sono corporei e non possono effettuare attacchi reali;
- Si può impastare, da studente, al massimo un mezzo basso;
- Le armi da lancio (kunai, shuriken, spiedi) raggiungono al massimo 20, 18, 15 metri rispettivamente;
- Descrivete cosa copie il vostro PG anche durante l'esacuzione di una cata tecnica, non affidatevi solamente alla sua citazione;
- L'addestramento (anche ridotto) deve essere presente anche l'ultimo giorno.
3. InterpretazioneQuello che ritengo il punto focale per un buon GdR. Dialoghi e pensieri sono utili strumenti per palesare il proprio PG, ma personalmente vi consiglio di puntare sulla scrittura: sarà specificando dalla narrazione i pensieri e l’atteggiamento del vostro personaggio che si potrà coinvolgere maggiormente il lettore e renderlo attratto dalla situazione. Usate i pensieri e le parole come “messaggi chiave” e non come unica fonte di esplicazione per la vostra interpretazione. Un consiglio per migliorare il testo è NON postare un cartiglio riassuntivo (dato colore = narrazione; questo = pensiero) semmai spiegate quello che fa il vostro PG durante la narrazione. Con il tempo vi verrà automatico aumentare tale digressione, riuscendo a descrivere facilmente le emozioni del vostro personaggio, rendendo praticamente inutile l’utilizzo di pensieri. Gli addestramenti verranno valutati tramite la seguenti voci. Promosso con riserva non ha alcuna limitazione, quanto la promozione con lode non ha alcun bonus. Chi si occuperà della valutazione potrà solamente indicare quale dei tre parametri scarso o insufficiente, senza addentrarsi nella descrizione. - Respinto
- Promosso con riserva
- Promosso
- Promosso con lode
Per chi interessato ad altri addestramenti, da utilizzare come esempio per impostare al meglio il proprio (le copie sono sgradite quanto punite, e ricordo che gli scorsi me li sono letti tutti :jaku: ) può osservare vecchi addestramenti in QUESTO topik. Modifica: Si ricorda che per migliorare l'ingresso all'accademia, è stato ridotta la durata dell'addestramento da una settimana a tre giorni. Ci scusiamo per la mancata informazione. ~ Staff Corsi Genin ~Edited by Ratty - 28/3/2009, 18:21 | | | |
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 Group: ModPosts: 881 Location: Torino Status:  | |
| Nome Utente:gahara95 Nome del PG:gahara manchi Villaggio:suna Grado Attuale: Studente Energia Attuale: giallaScheda:http://narutolegend.forumfree.net/?t=21480974 ecco la mia iscrizione e per il bene di ratty deve solo iscrivermi ai corsi genin di febbraio...(se mi metti in classe cn te,sarebbe una cosa meravigliosa!!ti prego dammi questa occasione... 
Intervento del Ratto
Iscritto; per me va bene Edited by Ratty - 13/1/2008, 18:45   citazione nn mia lurido tappo ambizioso che si crede Dio in terra quando invece non è nessuno | | | |
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 | sherikin | | |
Nome Utente: shekirin Nome del PG: Shekirin Nara Villaggio: Konoa Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca
Scheda: link
Lunedi A konoha regnava la tranquillità. Tutto era calmo, tranne il cinguettare degli uccellini e le persone che chiacchieravano per le vie. Vicino alla porta di Konoha c'era una piccola abitazione,con un giardino intorno. In quella casa viveva sherikin. Un giovane ragazzo che aspirava a diventare un forte ninjia. Erano le 7 di mattina. Ahhh,oggi è proprio una bella giornata,e ora di alzarsi,devo andare ad allenarmi come sempre.Sherikin si alzò dal letto, aveva ancora il pigiama addosso, andando verso il bagno si accorse di non aver aperto le finestre così tornò indietro e le apri tutte e 3 .Ora che la luce splendeva nella camera il giovane ragazzo andò in bagno. Arrivato in bagno si fece una bella doccia calda, per riscaldare i muscoli. Passarono alcuni minuti quando sherikin uscì dalla doccia, ci volle un po' per asciugare i capelli, erano abbastanza lunghi. Uscendo dal bagno si diresse verso l'armadio della stanza e aprendolo prese i suoi vestiti. Spogliandosi mise via il pigiama e si mise i vestiti che aveva preparato pochi secondi fa. Ora era pronto per uscire di casa. Passando per la cucina prese una fetta di pane e un pò di marmellata e se la mangiò. Bene,ora che sono apposto posso iniziare ad allenarmi in vista dell'accademia.Uscendo di casa sherikin prese il suo equipaggiamento dall'armadio dell'entrata e uscì nel giardino. Era una splendida giornata per allenarsi. Erano quasi le 8 quando il giovane Nara iniziò ad allenarsi. Come tutte le mattine che si allenava sherikin iniziò con un piccolo riscaldamento, il riscaldamento consisteva in esercizi di streaking. sherikin si posizionò vicino ad un albero che aveva ancora i segni dell'ultimo addestramento fatto. Iniziò tirando 100 pugni contro il tronco dell'albero. 1,2,3,4..8...17..23...42...59...69...85..92...100.Passarono i minuti e sherikin tirava sempre più pugni,quando arrivò a cento pugni decise di passare a 100 calci,così posizionandosi davanti all'albero iniziò con la prima serie da cento calci. 1,2,3,4..8...17..23...42...59...69...85..92...100.Questi esercizi di riscaldamento non provocavano nessuna sudorazione al giovane ragazzo,anzì,con il passare del tempo lo irrobustivano. Quando ebbe finito pure i calci,si spostò con un balzo in mezzo al giardino. Bene,ora scaldiamo un pò i muscoli con una bella corsetta.Detto questo sherikin iniziò a correre intorno alla casa,Il tempo passava e il giovane Nara faceva sempre più giri,arrivato a 50 giri della casetta si sentì soddisfatto e si fermò per iniziare il vero allenamento della giornata. Erano quasi le 10,quando sherikin decise di iniziare con il lancio degli shuriken. Così prendendo i manichini dalla casetta, li posizionò ad una distanza di 7 metri da lui. Dopo averli posizionati tutti e sei ,indietreggiò fino ad arrivare a sette da loro, da li prese i primi due shuriken che teneva nella sacca porta shuriken allacciata alla gamba destra. Mirando hai due manichini centrali, lanciò i due shuriken nello stesso momento. La forza del tiro era uguale,infatti tutti e due andarono a conficcarsi nell addome dei rispettivi bersagli. Bene,quelli li ho colpiti,ora tocca agli altri 4.Così prendendo quattro Kunai nelle mani, due e due, li lanciò verso i restanti bersagli, colpendoli in varie parti, il primo alla gamba destra, il secondo al braccio sinistro,il terzo all'addome e l'ultimo alla gamba sinistra. Sulla faccia del ragazzo comparve una smorfia, i bersagli non erano stati colpiti come lui voleva. La mattina era finita e allora il Nara decise di rientrare per pranzare e allo stesso tempo riposarsi. Entrando in casa, sherikin si sedette a tavola e prendendo una mela se la mangiò con molta calma,non aveva fretta. Passò un ora quando il giovane ragazzo tornò fuori nel giardino ,sazio e riposato,il pomeriggio era secondo sherikin la parte più bella della giornata, perchè poteva allenarsi con il ninjutsu. Il sole iniziava a picchiare,ma a sherikin non cambiava molto,si sentiva bene anche con il sole che scaldava. Per iniziare l'allenamento pomeridiano sherikin si posizionò in centro al giardino. Era molto riposato e rilassato quando iniziò l'allenamento,per prima cosa iniziò componendo i seal della Tigre, Cinghiale, Bue, Cane. Poi dicendo ad alta voce. Bunshin no JutsuUn fumo intorno al ragazzo si alzò,quando scomparve, vicino al ragazzo c'erano 3 sagome,tutte coricate al suolo, la tecnica non era venuta come il nara sperava. Dannazione,in questi giorni devo cercare di migliorare questa tecnica,devo trovare il giusto quantitativo di chakra,sennò il risultato sarà sempre lo stesso.Sherikin,un po' arrabbiato dal fallimento della tecnica decise di riprovare,così sciogliendo la tecnica provò a concentrare più chakra,cercando di riuscire a completare la tecnica. Ricomponendo i seal e pronunciando Bunshin no Jutsuun fumo si alzò nuovamente,ma alla sua scomparsa vicino allo Hyuga c'erano tre cloni in perfetta condizione. sherikin capì subito che avrebbe dovuto lavorare meglio nel controllo del chakra. Ok,ora sono soddisfatto del lavoro ottenuto,devo continuare di questo passo e migliorerò le mie prestazioni e abilità.Dopo che la tecnica riuscì sherikin la riprovò fino a quando non ci riuscì. Aveva finito quasi tutto il chakra,quando si era fatta sera. Aveva dolori a tutte le parti del corpo,ma riusciva ancora a camminare fino a casa. Entrando in casa andò direttamente in camera e sdraiandosi nel letto si addormentò subito. CITAZIONE Tecnica della Moltiplicazione del Corpo - Bunshin no Jutsu Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane Questa tecnica permette di creare dei cloni di se, composti unicamente di chakra. I cloni si presentano come una copia esatta del ninja che le ha create. Le copie possono essere create ad una distanza massima di 3 metri dall'utilizzatore. Le copie possono allontanarsi dal ninja che le ha create di circa 10 metri, superata questa distanza si dissolvono. La resistenza agli urti è minima, infatti ciascuna copia è distrutta appena subisce un qualsiasi contatto. Il numero di cloni creati non deve mai superare il massimo espresso sotto. Un clone che non fa nulla di particolare dura 6 turni mentre un clone costretto a correre o altro dura solamente 3 turni. I cloni creati con questa tecnica non possono attaccare ne simulare un attacco. Possiedono però la controparte illusoria di qualsiasi arma base in possesso del loro creatore. Possono muoversi camminando o correndo, abbassarsi e muovere gli arti con media velocità, e saltare. Non possono fare tecniche e non hanno forza. Se toccati svaniscono.
Tipo: Ninjutsu (Livello: 6 / Consumo di Chakra: Bassissimo per Copia) [massimo copie: Studenti 3, Genin 5, Chunin 7, Jonin Grado D 9, Grado C 11, Grado B 13, Grado A 15] MartedìErano le sette di martedì mattina,quando sherikin si alzò dal letto un po' assonnato e un po' affamato. Mmm,ieri sera ero così stanco che non ho nemmeno cenato,sarà meglio che stamattina mangi un po' più del solito,per riempire lo stomaco.Così come ogni mattina il ragazzo si fece una doccia calda,si cambiò mettendo il pigiama nell'armadio e arrivando in cucina,prese due fette di pane,la marmellata e si fece scaldare il latte. Quando si sedette a tavola,il latte era ben caldo e le fette di pane erano ricoperte di marmellata di albicocca. Passarono pochi minuti quando sherikin finì di fare colazione. Una colazione così ci voleva proprio per iniziare la giornata,su,andiamo ad allenarci.
Prendendo l'equipaggiamento uscì di casa e andò in giardino. Come sempre le prime due ore della giornata le passava a riscaldarsi con i soliti esercizi,pugni calci e corsetta. Quando il riscaldamento finì decise di allenarsi un po' nei movimenti, mentre il ninjutsu e il taijutsu lo avrebbe lasciato al pomeriggio. Vicino a casa,c'era un piccolo boschetto con degli alberi abbastanza alti da consentire al Nara di allenarsi. Poco dopo sherikin usci di casa per dirigersi verso il boschetto li vicino,ci vollero pochi minuti ad arrivare. La prima cosa che notò arrivando è che si stava molto meglio e che era molto più fresco il paesaggio. Saltando su un albero sherikin iniziò a balzare da un albero all'altro,aumentando sempre più la velocità dei movimenti durante i balzi,mentre saltava vide un uccello a circa 5 metri da lui,che si accingeva a colpire una lepre,allora prendendo un kunai dalla borsa porta armi,glielo lanciò contro,colpendolo ad un ala,e facendolo cadere sul ramo vicino. La lepre sentendo il rumore dell'uccello scappò. Il Nara avvicinandosi all' uccello.notò che era ancora vivo,cosi estrasse il kunai e ripulendolo lo rimise nella borsa. Decise di lasciare l'animale li e tornare a casa. Così scese dall'albero con un balzo e si diresse a casa. Dopo aver pranzato sherikin si affacciò alla finestra e notò che si era messo a diluviare,allora decise di rinviare l'allenamento e di allenarsi nel controllo del chakra, così andando in camera si sedette a gambe incrociate sul letto. Iniziò a concentrarsi sul chakra, così da farlo fluire in tutto il corpo in modo uniforme,per tutto il pomeriggio,fino alle sette il Nara lo passo a concentrarsi,facendo qualche pausa ogni tanto. Alla sera non era stanco come il giorno prima,così ebbe il tempo di cenare .La sera passo velocemente e sherikin andò a dormire verso le 10 e mezza. MercoledìIl mercoledì era come sempre il giorno di riposo per sherikin,quel giorno avrebbe fatto una bella passeggiata per il villaggio. Quella mattina il ragazzo si svegliò più tardi del solito perché sapeva che si sarebbe riposato quel giorno e così verso le 10 si alzò dal letto. Con molta calma si fece la doccia e si cambiò. Contrariamente agli altri giorni sherikin decise di andare a fare colazione al villaggio. Prendendo l'equipaggiamento lo shinobi uscì di casa verso le 10 e mezza. Quando usci dalla porticina del giardino notò che c'era molta gente in giro,di solito non c'era quasi nessuno a quest'ora,ma poi li balzo alla mente un pensiero E' vero,oggi c'è il mercato ecco perchè ce così tanta gente,devo ricordarmelo in futuro.Camminando per le vie del villaggio il nara di tanto in tanto salutava amici e parenti che incontrava. Arrivato in centro si fermo al chiosco del ramen,per fare colazione. Si sedette al tavolo e ordinò una ciotola di ramen,il signore dietro al bancone iniziò a prepararlo subito. Passarono pochi minuti quando il signore porgendo al ragazzo la ciotola di ramen disse E da un po' che non assaggio più una bella ciotola di ramen,vediamo com'è.
Così prendendo i bastoncini inizio a mangiare il ramen. Quando ebbe ripulito per bene la ciotola ringrazio il signore e uscì dal chiosco. Era proprio buono,devo ritornarci una volta o l'altra.
Detto questo ricominciò a farsi il giro del villaggio,nell'arco della giornata sherikin ebbe il tempo di visitarlo tutto,dal palazzo dell'Hokage all'accademia ninjia.Visto che si era fatta sera decise di tornare a casa a dormire. sherikin era rimasto contento della giornata passata al villaggio. Arrivato a casa si mise il pigiama e coricandosi sotto le coperte si addormentò in un sonno profondo. GiovedìErano circa le otto quando un raggio di luce penetrò nella cameretta attraverso la finestra, quel raggio colpì la faccia di sherikin così da farlo svegliare di colpo- Mannaggia,devo ricordarmi di chiudere le serrande di sera,sennò alla mattina il sole mi sveglia.
Alzandosi dal letto il nara come faceva sempre andò a farsi una doccia, poi si cambiò e fece una colazione abbondante, aveva in mente di fare un allenamento molto duro oggi,e quindi doveva essere in condizione perfetta. Uscendo di casa prese l'equipaggiamento come faceva sempre, e chiuse la porta dietro di se. Bene, oggi darò il massimo in allenamento, devo riuscire a migliorare in vista di iscrivermi all'accademia, non voglio fare brutte figure.
Come ogni mattina di allenamento le prime due ore della giornata le passava a riscaldarsi tutti i muscoli del corpo, quindi fece i suoi soliti esercizi,pugni,calci e corsetta. Ma a differenza degli altri giorni decise di mettersi dei pesini sul corpo,così da rendere più pesante gli allenamenti. Infatti il riscaldamento fu più pesante del solito e quando lo finì si senti più stanco,ma questo non lo fermava e quindi continuò con esercizi vari. Bene,adesso alleniamoci nelle tecniche base per uno studente,la tecnica della trasformazione e quella della moltiplicazione.
Posizionandosi come sempre al centro del giardino iniziò a concentrarsi sul chakra,lo fece fluire per tutto il corpo in modo omogeneo e quando fu sicuro di averlo concentrato abbastanza compose un seal e disse Henge no JutsuUna cortina di fumo si alzò e quando sparì al posto di sherikin c'era un adulto,assomigliava al ragazzo,ma era più grande,era il padre di sherikin ,Cris Nara. Dopo aver fatto la tecnica il nara cerco di mantenerla il più possibile,ma era molto difficile e faticoso. Dopo 20 minuti lo shinobi decise di sciogliere la tecnica e di tornare allo stato normale.questa tecnica aveva portato via un po' di chakra al ragazzo,anche se non era abbastanza per farsi sentire. Ora era il momento di provare la seconda tecnica che un ninjia dovrebbe sapere, la tecnica della moltiplicazione. Così,concentrandosi nuovamente sul chakra,compose i seguenti seals Tigre, Cinghiale, Bue, Cane disse Bunshin no JutsuSi alzò una cortina di fumo, che alla sua scomparsa fece vedere tre copie del ragazzo, tutte identiche e in perfetta condizione. Finalmente il giovane nara era riuscito a fare la tecnica al primo colpo e senza sbagliare la quantità di chakra necessaria. Finalmente sono riuscito a fare la tecnica al primo colpo,ora bisogna andare avanti con gli altri allenamenti. Incominciamo con una tecnica che richiede più concentrazione e chakra.
Detto questo si avvicinò al laghetto e si fermo sul bordo,guardando il laghetto in tutto il suo splendore, era davvero bello,soprattutto quel giorno .Si mise a concentrare il chakra, ancora più deciso di prima, e componendo i seal del Serpente, Tigre, Cinghiale, Cavallo, Tigre, pronuncio Katon:Goukakyuu no JutsuCosì impastando il chakra nella bocca, creo una palla di fuoco molto ampia,che arrivò fino a sei metri dal nara. Gli era venuta bene questa tecnica, grazie anche alla sua esperienza che aveva accumulato nei mesi di prova. Tutto il giovedì lo passò ad allenarsi sulla palla di fuoco, per saperla concentrare e creare bene allo stesso tempo. Il pomeriggio passo molto velocemente e la sera arrivo presto. Come tutte le sere sherikin ceno da solo e poi andò a dormire presto, l'indomani si sarebbe allenato tutto il giorno sul taijutsu. VenerdìEra arrivato finalmente il venerdì, mancavano solamente tre giorni alla fine della settimana. Come ogni mattina sherikin si alzò all'alba per iniziare il suo allenamento. Alzandosi dal letto si diresse verso il bagno per fare una doccia calda, così da riscaldare i muscoli in previsione dell'allenamento. Quando finì passò dalla camera, si cambiò e andò in cucina. Dalla cucina prese dei biscotti e un po di marmellata, e li mangio velocemente.Passando dall'armadietto dell'entrata prese l'equipaggiamento e uscì sul giardino. Quel giorno faceva più fresco del solito, il sole era oscurato dalle nuvole, anche se ogni tanto il sole batteva su konoha, privo delle nuvole di passaggio. Allora,ricapitoliamo gli allenamenti fatti fin'ora, lunedì mi sono allenato sulla precisione, martedì sui movimenti e sulla velocità, mercoledì ho fatto una pausa e giovedì mi sono allenato sul ninjutsu, quindi oggi mi allenerò sul taijutsu. Peccato che non posso ancora allenarmi sul controllo dell'ombra perché non so ancora usarlo.Avvicinandosi al solito albero iniziò a riscaldarsi con i soliti esercizi che ogni giorno faceva, però con l'eccezione di raddoppiarli, così al posto di farne 100, ne fece 200. Così la mattina passò più velocemente del solito,e allora Shiny tornò a casa per pranzare e riposare. Mmm, stamattina è stato più faticoso del solito,ma devo persistere per migliorare le mie prestazioni.
Passarono poche ore, e subito sherikin tornò ad allenarsi in giardino, era ben riposato e sazio. Appena fu arrivato vicino ad un albero iniziò a concentrare il chakra nei piedi, così da renderli più pericolosi. Così poco dopo iniziò a tirare calci all'albero, con molta potenza e precisione, così da colpire sempre lo stesso punto. Dopo aver sferrato molti calci, circa mille, l'albero si ruppe e cadde a terra provocando un baccano pazzesco. Con questo allenamento sherikin consumo molto chakra e anche molta fatica, così decise di terminare l'addestramento per oggi e continuare domani. Mancava ancora qualche ora alla cena,così il nara decise di farsi una doccia fresca per rilassarsi e pulirsi. Dopo aver finito la doccia si cambiò e andò a fare cena come al solito. Quella sera il giovane ragazzo aveva molta fame,così fece una cena abbondante. Dopo aver finito andò a dormire. Era stata una giornata molto impegnativa. SabatoFinalmente era arrivato il fine settimana, e per sherikin si prospettava la fine degli allenamenti. Erano le sette di mattina quando sherikin si svegliò, era un po' assonnato, ma col passare del tempo si sarebbe svegliato completamente. Subito andò in bagno per lavarsi, così da cercare di svegliarsi almeno un pò. La doccia era talmente rinfrescante che il nara sarebbe rimasto per giorni, ma non c'era il tempo, così usci dalla doccia, si asciugò e andò in camera a cambiarsi. Quel giorno si vesti un po' più pesante perché faceva più freddo del solito. L'autunno stava per arrivare e le giornate si facevano più corte e fredde. sherikin passando dalla cucina si fece un bel the caldo, così da riscaldarsi un po'. Appena ebbe finito prese l'equipaggiamento e uscì di casa. Il clima era un po' diverso dal giorno prima faceva più freddo e piovigginava. sherikin per non bagnarsi troppo decise di andare nel boschetto ad allenarsi. Quando arrivò al boschetto c'erano altre persone che si allenavano, quel giorno non era solo ad allenarsi. Meno male che non sono solo,almeno posso allenarmi con loro e migliorare le mie capacità. Ora devo solo chiedergli.
Così avvicinandosi a uno di loro chiese Scusa, posso allenarmi con voi, vorrei aiutarvi e allo stesso tempo aiutare me a migliorare.
Il ninjia girandosi vide sherikin e conoscendolo rispose Ah, sherikin sei tu,si si,puoi allenarti con noi,uno in più fa sempre piacere. Grazie. Così si avvicino agli altri e iniziò a riscaldarsi con loro. Iniziarono con qualche flessione, qualche addominale e qualche tiro al bersaglio,per poi passare a dei veri e propri combattimenti. sherikin durante gli incontri notò che erano molto forti, ma che lui con il suo allenamento era migliorato parecchio. Però non riuscì a vincere tutti gli incontri,uno lo perse con lo sconosciuto che gli aveva dato il consenso. Hum,come fa a conoscermi quel ragazzo, non mi ricordo di averlo mai visto da qualche parte, forse mi avrà intravisto quando mi allenavo o quando giravo per il villaggio.
Con questo dubbio il nara tornò a casa quasi esausto dall'allenamento. Era stato molto bello allenarsi con quei ragazzi, e fare amicizia con loro. Alla sera come tutte le sere sherikin mangiò e andò a dormire presto. DomenicaFinalmente è arrivato l'ultimo giorno della settimana, e sherikin svolgerà l'ultimo allenamento. Ore 8:00 sherikin come tutte le mattine si alzò e facendo una doccia calda si lavo per bene, voleva essere pulito per uscire di casa. Dopo aver finito di fare la doccia passò dalla camera a cambiarsi e andò in cucina a fare colazione. Bene, stamattina andrò a fare un giro per il villaggio mentre oggi pomeriggio mi allenerò sulle tecniche base. Devo perfezionare le due tecniche.
Dopo aver preparato l'equipaggiamento, sherikin uscì di casa,per fare un bel giro nel villaggio. Mentre camminava per le vie il nara notò che c'era poca gente che camminava. sherikin arrivando davanti all'accademia penso a cosa gli sarebbe successo in futuro. Mmm, speriamo che tra breve inizi un corso, così forse riuscirò ad iscrivermi e ad imparare qualcosa. Conoscerò nuovi compagni e tecniche molto potenti, in più potrò diventare un ninjia a tutti gli effetti.S periamo bene.mentre pensava camminava per le vie fino ad arrivare davanti alle porte del villaggio. Quando arrivo davanti al portone sherikin decise di fare una corsa fuori dal villaggio, nel boschetto vicino. Uscendo salutò le due guardie e si incamminò nel folto bosco. Arrivato al bosco iniziò a saltare da un albero all'altro, fino ad arrivare ad un laghetto in mezzo al boschetto. Era proprio la giornata migliore per farsi un bel bagnetto, così togliendosi la maglietta e l'equipaggiamento si tuffò in acqua. L'acqua era abbastanza tiepida, ma allo stesso tempo era una sensazione bellissima, c'era anche una brezza di vento, che portava il profumo dei fiori. Il tempo trascorreva, ma sherikin non se ne accorse, era troppo impegnato a divertirsi nel laghetto. Quando tornò alla normalità si ricordo del suo allenamento e allora uscendo dal laghetto decise di allenarsi li, vicino al boschetto. Rimettendosi la maglia e l'equipaggiamento incominciò a concentrare il chakra in tutto il corpo, e componendo un serial disse Henge no Jutsu
Una cortina di fumo si alzò, e quando si dissolse al posto del ragazzo si trovava un adulto, molto alto, come sempre si era trasformato nel padre. Facendo qualche salto sugli alberi, capì che riusciva ad usare la tecnica al meglio e allora la sciolse. Poi facendo una piccola pausa continuo il suo allenamento. Si concentro di nuovo sul chakra e componendo i seals della Tigre, Cinghiale, Bue, Cane disse Bunshin no JutsuNuovamente una cortina di fumo si alzò e quando si dissolse tre copie di sherikin erano accanto a lui, la tecnica era venuta perfettamente. Allo scadere del tempo le copie svanirono e sherikin un po' stanco decise di tornarsene a casa. Iuff, sono proprio stanco oggi,ho male alle gambe e alle braccia,torniamo a casa così' vado a dormire.sherikin si incammino verso casa. Passarono qualche minuto,circa venti quando sherikin arrivo a casa, entro in casa e si sdraio sul letto cadendo in un sonno profondo portato dalla stanchezza.
Intervento di Yami: Ehm....mi pare di aver già corretto il tuo addestramento, nel vecchio topic linkato da Ratty tre messaggi qui sopra ^^''''' Solo che non ho notato cambiamenti, a parte l'aggiunta del colore per quanto riguarda il pensato. Quindi, devo segnalarti gli errori precedenti: Per il martedì, non ho colto un grande sforzo da parte del pg. Andare in giro sui rami, e colpire un falco, non è proprio un allenamento, senza nemmeno usare dei pesi, o correre a lungo ^^''''' Ti suggerisco di ampliare un pò quel giorno.
Per il resto, sul piano pratico sei un pò carente nelle descrizioni, ovvero scrivi solo l'indispensabile. E mi piacerebbe che provassi a immedesimarti di più nel pg, così da poter immaginare la fatica che prova in ogni esercizio ^^ Poi vorrei che ragionassi su un punto: Il riscaldamento è fare 15, 20 flessioni, stretching allungando i muscoli. Tirare 100 pugni, e subito dopo 100 calci, è un allenamento. Quindi l'esercizio è corretto, ma mi suona un pò "particolare" farlo per scaldare i muscoli. Prova a rivedere un pò questa parte, o a ridurre il numero di pugni e calci se preferisci, come riscaldamento. ^^ Appena editi ricontrollo. Per il momento però, sorry ma non è sufficiente come addestramento.
Respinto
Edited by Yami Kaguya - 10/1/2008, 15:33 | | | |
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| Nome Utente: Drako11 Nome del PG: Drako Uchiha Villaggio: KonohaGrado Attuale: Studente Energia Attuale: BiancaScheda: http://narutolegend.forumfree.net/?t=22960081LUNEDI:La sveglia mattutina è intorno alle ore 6.30 e m faccio una bella doccia dopo di che m aspetta una bella colazione.. l'addestramento comincia alle ore 7.30 dopo che ho fatto una piccola corsetta vicino casa così x svegliare corpo e spirito. Quest'oggi il tema principale sarà il taijutsu, la forza fisica e la velocità. dedico le prime due ore circa allo studio delle tecniche principali e alle particolarità delle tecniche che già conosco così da scoprire tutti i punti deboli e quelli forti. Le tecnica che m incuriosisce di più è il loto.. ma x ora è troppo proibitivo x uno studente x cui meglio passare alle tecniche che già conosco. intorno alle 10.00 comincia l'allenamento pratico ma prima devo predisporre il campo di addestramento; posiziono quindi nel giardino abbastanza ampio fuori casa 8 costruzioni di legno a forma d croce che assomoglino in modo anche stilizzato ad un uomo; li metto in modo che formino un ottagono intorno a me, quindi m posiziono al centro. Comincia quindi l'allenamento pratico e cerco di attaccare da qualsiasi posizione i miei avversari Cerco anche di attaccare con le tecniche di taijutsu che già conosco: Attacco il primo avversario spostandomi il più rapidamente possibile arrivando alla sua sinistra ad una distanza di 1 o 2 metri sferro un calcio rotante che colpisce la parte alta dell’avversario ( Konoha Dai Senpu); Sferrato l’attacco mi dirigo dalla parte opposta dove un altro avversario mi attende, arrivo proprio di fronte a lui e con un rapido movimento sposto il baricentro del mio corpo in basso quindi compio un veloce giro a 360 gradi colpendo con un calcio le gambe dell’avversario scagliando lo stesso a qualche metro di distanza ( Konoha Renpuu) Completata la tecnica compio un balzo verso l’alto per rialzarmi e mi dirigo verso il prossimo avversario, questa volta dovrò compiere una combinazione di due tecniche: arrivato di fronte al mio avversario mi abbasso e carico un calcio che lo farà balzare in aria per qualche metro, raggiungo l’avversario in aria e mi posiziono dietro di lui utilizzando la tecnica dell’ombra imprigionante (Kage Buyo), dopo di che con la gamba destra gli rifilo un calcio nelle costole che ipoteticamente un avversario vivo dovrebbe parare ma poi, sfruttando la spinta del calcio sferro un pugno con il braccio sinistro che colpirà l’avversario spingendolo verso il basso  quindi, mentre l’avversario è a mezz’aria lo colpisco con un violento destro che o spingerà ulteriormente verso il suolo e quando ormai il mio avversario è a pochi centimetri da terra ruotando l’intero corpo sferro un violento calcio con la gamba sinistra (Colpo concatenato del leone o Shishi Rendan).  Continuo in questo modo cercando di mischiare le tecniche e talvolta di potenziarle aggiungendo un po’ di chackra ai miei colpi, mi alleno quindi anche sulla velocità di esecuzione delle tecniche di taijutsu e sulla velocizzazione dei miei movimenti in presenza di più avversari. Devo riuscire a migliorare tutte le mie tecniche in modo ke qualsiasi avversario ke ho davanti venga colto di sorpresa di fronte a esse.Dando sempre il massimo del mio impegno ho ormai distrutto i miei avversari di legno ma questo nn è niente di ke xke so che la fuori m aspetta qualcosa di molto più pericoloso. Si sono fatte ormai le 13.00 e abbastanza affamato e molto contento dei risultati conseguiti in mattinata m dirigo in casa dove m aspetta un buon pranzo preparato dal uomo ke ormai da anni m accudisce. Finisco di mangiare intorno alle 14.00 e m riposo un'oretta; alle 15.00 comincio con un pò di stretching e una corsetta. Nel pomeriggio mi eserciterò nella difesa predispongo ancora il mio campo di addestramento come la mattina ma equipaggiando 4 delle figure con dei motorini e una piastra girevole alla base ed armandoli con degli shuriken o kunai alle "mani"; gli altri quattro invece avranno solo una piastra girevole alla base; ora vi spiego in cosa consiste questa esercitazione: ad alternanza i quattro avversari equipaggiati con i motori gireranno ad alta velocità e lanceranno le armi verso di me ed io dovrò assolutamente schivarli; mentre attaccando gli altri quattro questi gireranno ad alta velocità tentando di colpirmi e dovrò esercitarmi a schivare i loro attacchi fisici; sono movimenti abbastanza prevedibili ma servono per allenarmi nella velocità di schivata degli attacchi nemici, continuo quindi questo tipo di allenamento fino alle 17.00 quando, abbastanza stanco mi riposo una mezz’oretta per poi riprendere con una corsetta leggera vicino casa fino alle 18.30. Torno a casa e m metto a studiare qualche nuovo attacco e qualcosa sull’arte del taijutsu sui libri regalati dal mio tutore mentre aspetto l’ora di cena; intorno alle 19.30 ceno e m metto comodo fin quando alle 21.00 mi addormento aspettando con impazienza l’allenamento di domani. MARTEDI:Mi alzo intorno alle 6.30 faccio, una bella doccia e colazione sostanziosa. Comincio con una corsetta vicino casa per attivarmi un po’ e dopo mi metto al lavoro. Quest‘oggi mi eserciterò sui ninjutu di base che conosco; faccio un po’ di stretching e comincio il mio addestramento. Comincerò con la tecnica della trasformazione cercando di velocizzare sempre di più la velocità d’esecuzione, tento quindi di prendere la forma di oggetti e animali che mi stanno attorno sempre mantenendo la regola che non posso diminuire il mio peso più di 1/3 e non lo posso aumentare per più del 33 %; ovviamente le prime volte ne viene fuori qualcosa di davvero bizzarro ma continuando ad allenarmi dopo innumerevoli prove riesco a copiare alla perfezione la maggior parte delle cose che ho intorno. Sto davvero migliorando e ne sono felice ma devo ancor perfezionare la velocità di esecuzione. E ormai ora di pranzo e mi metto a tavola, faccio poi un riposino e alle 14.30 ricomincio Dopo essere sicuro di essere migliorato abbastanza per oggi passo alla tecnica della moltiplicazione del corpo; questa è un po’ più difficile ma dovrò comunque mettercela tutta. Dopo aver eseguito le posizioni delle mani richieste :  Bue  cane  drago  cinghiale eseguo la tecnica e quello che ne ricavo è solo una copia di me stesso ma cerco comunque di mantenerla il più possibile compiendo anche delle azioni combinate come se volessi distrarre l’avversario. Dopo molte prove riesco a mantenere la mia copia e ad allontanarmi fino a 10 m; m sento soddisfatto. Provo e riprovo però anche a creare più copie di me stesso e riesco perfino a creare due o tre copie alla volta.. sono passi avanti no?? .Si sono ormai fatte le 18.30 e sono davvero sfinito. Torno a casa e ceno subito perché ho davvero molta fame.. Mi dirigo in camera da letto e leggo come al solito qualcosa, oggi la lettura è dedicata alle tecniche di ninjutsu e ai segreti di quelle che già conosco;mi dedico poi a quelle tecniche più avanzate che richiedono però una quantità di chackra troppo alta per ora; a forza di leggere si sono fatte le 21.30 e dormo.. MERCOLEDI:Solita sveglia e solito rituale: doccia colazione e corsetta; dopo di che comincia l’allenamento. Quest’oggi mi allenerò per di più sulla forza della mia mente. Ogni shinobi sa che, oltre al ninjutsu e taijutsu, esiste anche un altro tipo di tecniche: il Genjutsu. Esse sono tecniche di illusione che mettono a dura prova le menti delle persone quindi, bisogna avere una mente allenata per non cadere in trappola. Ho predisposto un stanza completamente vuota e al completo buio e mi ci siedo al centro. Seduto a gambe incrociate al centro della sala chiudo gli occhi e cerco di liberare la mente..può sembrare un allenamento semplice ma non lo è. Dopo un paio d’ore il mio fiato si fa pesante l’eco del mio respiro mi risuona continuamente nelle orecchie, percepisco ogni minimo ronzio nell’aria cercando di capire da dove venga, comincio a innervosirmi ora… un silenzio quasi terrificante mi circonda, apro gli occhi. Inutile. In questa camera buia non si vede niente ogni cosa intorno a me è invisibile, se ci fosse un nemico sarei già morto. Ho ormai perso la cognizione del tempo non so proprio quanto tempo sia passato da stamattina, sento il sudo re che scende dalla mia fronte non riesco più a stare tranquillo, devo muovermi…no impossibile devo stare immobile… se ci fosse un genjutsu adesso sarei già impazzito sono troppo debole ancora.. Meglio alzarmi l’allenamento è finito. Esco dalla stanza controllo l’ora sono stato dentro 4 ore e mi sembra una vita; non basta questo con i maestri di genjutsu, ma non posso pretendere di più da me stesso per ora. Non ho molta fame ma mangio perché ne ho bisogno. Dopo opranzo mi dedico ad una lettura sui cacciatori di taglie e la loro vita solitaria e girovaga; il testo parla di un ninja che da la caccia ai maggiori traditori del paese, tutti ninja di grado S per intenderci, mi incuriosisce la cosa. Ora però è tempo di riprendere, mi dirigo fretta e furia, ovviamente dopo uno stretching leggero, verso la montagna a 5 chilometri da casa aumentando ripetutamente la mia velocità di corsa e con continui cambi di direzione per migliorare la mia capacità nel movimento. Finalmente, poco dopo, sono arrivato; di fronte a me c’è un’imperiosa scalata, sarà dura. Comincio subito e con la mano destra mi appendo alla prima sporgenza visibile, poi punto il piede sinistro ad un’altra un po’ più bassa e con un’energica spinta comincio la scalata; tutti sanno che per una buona scalata bisogna sapersi arrampicare con la forza delle gambe e non usare le braccia quindi uso le mie braccia solo come ancoraggi di sicurezza, mentre le gambe fungono da spinta verso l’alto; mi soffermo un attimo, sono quasi arrivato non manca molto, quindi riprendo, prima di arrivare in cima, il mio piede perde l’appoggio per colpa di una sporgenza troppo fragile, la gamba destra cade a penzoloni e con lei pure l’altra resto ben attaccato con le mani e con una gesto energico spingo il mio corpo verso l’alto e appoggio bene i piedi, ho rischiato davvero questa volta. Bene sono ormai le 16.00 e sono arrivato in cima; la vista da qui è stupenda si può infatti vedere benissimo tutta Konoha. Cerco con lo sguardo la residenza dell’Hokage, è bellissima, non avevo mai visto niente di simile, poi provo a cercare la parte del villaggio dove risiede la famiglia Uchiha, la c’era la mia casa una volta, vivevo felice e tranquillo, non so ancora il perché ma qualcuno ha fatto fuori tutta la mia famiglia. E’ ora di smetterla con i ricordi devo tornare a casa, quindi mi alzo e scendo dalla strada che costeggia la montagna. Procedo prima con una corsetta leggera così da sciogliere i muscoli, dopo un paio di chilometri però aumento il passo fino alla mia massima velocità e proseguo così per un chilometro intero per poi diminuire di nuovo data la stanchezza. Alle 18.30 sono a casa e mi siedo in cucina con il mio tutore a parlare di quello che è successo in giornata. E stata una giornata di allenamento abbastanza buona, dopo una bella cena a base di pesce mi metto a letto con qualche lettura sul chackra e alle 21.30 circa mi addormento. GIOVEDI: Quest’oggi mi eserciterò all’uso delle armi che posseggo.Posiziono vari bersagli a forma d’uomo o anche tronchi di legno nel mio campo d’addestramento e comincio subito. Cominciamo prima con gli shuriken: bisogna apprendere tutti i tipi di lancio degli shuriken e quindi provo a mettere in pratica ciò che ho studiato sui miei libri: Dal basso verso l’alto: lo shuriken viene tenuto tra la nocca dell’indice e il polpastrello del pollice ed il lancio dato da un movimento tipo frusta del tricipide che finisce con un analogo movimento del polso. Dall’alto verso il basso: lo shuriken viene tenuto tra la nocca dell’indice e il polpastrello del pollice e il lancio è dato da un movimento che interessa tutti i muscoli del braccio. Il braccio è steso in avanti e dopo aver portato la mano sopra la spalla viene risteso il braccio sfruttando il peso del braccio stesso. In esterno: lo shuriken è tenuto tra l’indice e il dito medio o tra il polpastrello del pollice e la nocca dell’indice. Ripeto le tecniche in un ordine a piacere e cerco di eseguirle sia in movimento sia da fermo in modo da poter simulare una battaglia. Alle 12.00 pranzo e alle 14.00 mi metto subito all’opera. Cominceremo con la pratica sull’utilizzo dei kunai; con essi metto in pratica sia il lancio da fermo e in movimento sia l’attacco ravvicinato cercando di colpire in ogni direzione i miei avversari. Adopero tutti gli stili che conosco e attacco sempre più velocemente. Sono ormai le 16.30 e dedico l’ultima parte della giornata alla pratica con un’arma che mi piace molto: l’Aikuchi;  con essa mi esercito sul contatto ravvicinato: mi sposto con movimenti rapidi verso i miei avversari e arrivatogli vicino, con un rapido movimento estraggo dalla manica l'arma che verrà conficcata con forza in corrispondenza dei punti vitali del namico; mi dirigo verso il primo avversario, con un rapido movimento a terra mi sposto sulla sua destra e, dopo un veloce salto in lunghezza mi ritrovo alle sue spalle, estraggo l'aikuchi dalla manica in un istante e colpisco all'altezza dei reni, dopo di che corro verso l'avversario che trova dalla parte opposta e, arrivatogli a mezzo metro di fronte a lui, abbasso il baricentro del corpo, estraggo l'arma il più rapidamente possibile e, con una rapida spinta delle gambe, conficco il mio aikuchi nel collo del nemico, provo e riprovo a velocizzare i miei movimenti in modo da renderli imprevedibili, l'allenamento consiste anche nel lancio dell'arma e nel più rapido recupero della stessa, in modo da poterla utilizzare più volte. Sono sfinito ormai ma quest’oggi l’allenamento ha fruttato molto bene dato che mi sono esercitato su molti tipi di attacchi e sto migliorando molto.. Ovviamente però c’è da fare ancora molta strada.. Tanta.. E ormai ora di cena e mi metto a tavola.. Dopo aver mangiato davvero molto leggo un libro sulle armi ninja e come al solito mi soffermo sull’arma che in assoluto mi piace di più: la Katana..so tutto su questa arma almeno sulla teoria in particolare mi piace molto un tipo di katana con la lama diritta e affilata solo da un lato, un giorno l’avro anch’io ma per ora devo accontentarmi di quello che posso avere ed esercitarmi sempre con il massimo dell’impegno. Alle 21.30 circa vado a dormire dopo una bella doccia. VENERDI:Mi sveglio come al solito e faccio una bella doccia e successiva colazione. Comincio con lo studiare e ristudiare un vecchio rotolo che mio padre mi regalò quando ero bambino su di esso è trascritta una tecnica del mio clan: la tecnica della palla di fuoco suprema(Katon - Goukakyuu no Jutsu) . Essa è una tecnica molto complessa e richiede molto chakra ed un tempo di preparazione alto; eseguo corretamente le posizioni magiche richieste:  Serpente  tigre  cinghiale  cavallo  tigre e impasto il chakra nella bocca in modo che espellendolo si crei una palla di fuoco di grande volume e ad una discreta distanza. Le prime volte creo poca roba un soffio che assomiglia vagamente ad una fiamma ma continuando l’esercitazione ogni volta che ci riprovo miglioro sempre di più fino a creare ad una distanza di 4/5 m una palla di fuoco del diametro di 4m circa…  vado comunque avanti sia per aumentare il volume della palla di fuoco sia per velocizzare al massimo l’esecuzione della tecnica; ho ottenuto ottimi risultati con questo addestramento riuscendo a creare una notevole palla di fuoco ho però qualche difficoltà con la velocità di esecuzione che resta comunque un po’ troppo lenta per i miei gusti. Si sono ormai fatte le 18.30 e sono davvero sfinito. Torno a casa e ceno subito perché ho davvero molta fame.. Mi dirigo in camera da letto e leggo come al solito qualcosa, oggi la lettura è dedicata all’arte del fuoco,del fulmine e di tutti gli altri elementi che mi potranno ci certo aiutare a realizzare il mio sogno; alle 21.00 sono già nel mondo dei miei sogni… SABATO:Il rituale è sempre il solito, sveglia alle 6.30, doccia, colazione e corsetta. Dopo un po’ di stretching comincio un completo ripasso sui jutsu che conosco. Il campo d’allenamento è allestito come al solito con otto avversari alcuni predisposti con pedana girevole. Il ripasso consiste nell’utilizzare contro di essi tutte le tecniche a mia conoscenza comincio con i taijutsu attaccando un avversario fisso con un Konoha Dai Senpu che lo scaglia a qualche metro di distanza; mi dirigo quindi verso il prossimo avversario e gli infliggo un Konoha Renpuu che lo fa cadere a terra, dopo di che attacco il prossimo avversario e mentre mi dirigo verso di lui creo con le mani delle posizioni magiche:  Serpente  tigre  cinghiale  cavallo  tigre Arrivatogli i fronte ad una distanza di circa 4/5 metri sputo dalla bocca una gigantesca palla di fuoco del diametro di 4 m circa che lo avvolge completamente  Quindi con un rapido movimento ruoto su me stesso e rotolo per terra rapidamente fino ad arrivare alle spalle del mio prossimo avversario estraggo furtivamente il mio Aikuchi e lo conficco nel collo del nemico per paralizzarlo temporaneamente dopo di che con un balzo felino mi dirigo di fronte a lui e gli scaglio contro tre shuriken nei tre modi appresi che lo colpiscono alle gambe e al braccio destro impedendogli di muoversi. Rapidamente mi giro e salto verso l’alto lanciando un kunai contro il prossimo e lo colpisco al braccio dopo di che con una corsa fulminante mi dirigo verso un albero e arrivatogli vicino salto contro di esso e sfrutto la spinta per dirigermi verso il nemico con più velocità e lo colpisco con un violento calcio in volto. Dopo averlo colpito rotolo velocemente verso il centro e noto che di fronte a me ci sono pezzi di legno ovunque. Ricomincio subito ed attacco di nuovo i miei avversari; mi precipito di fronte al più lontano degli avversari: arrivato di fronte al mio avversario mi abbasso e carico un calcio che lo farà balzare in aria per qualche metro, raggiungo l’avversario in aria e mi posiziono dietro di lui utilizzando la tecnica dell’ombra imprigionante (Kage Buyo), dopo di che con la gamba destra gli rifilo un calcio nelle costole che ipoteticamente un avversario vivo dovrebbe parare ma poi, sfruttando la spinta del calcio sferro un pugno con il braccio sinistro che colpirà l’avversario spingendolo verso il basso  quindi, mentre l’avversario è a mezz’aria lo colpisco con un violento destro che o spingerà ulteriormente verso il suolo e quando ormai il mio avversario è a pochi centimetri da terra ruotando l’intero corpo sferro un violento calcio con la gamba sinistra (Colpo concatenato del leone o Shishi Rendan).  Continuo con questi attacchi fino a che non ci sono più avversari. Dopo aver sconfitto gli avversari mi sento un po’ stanco e controllando l’ora capisco che ormai la giornata di allenamento è finita, ma sono davvero felice è andata davvero bene. Ora vado a casa e mangio, sono ormai le 18.30 dopo aver fatto una bella doccia vado a fare un giro in città con il mio tutore che mi offrirà una ciotola di Ramen. Alle 22.00 circa sono a casa e vado a dormire. DOMENICAMi sveglio più tardi del solito visto l’ora tarda fatta ieri, faccio una bella colazione e comincio a pensare a come potrebbe essere la vita dell’accademia. Il gran giorno è vicino speriamo di essere ammesso. Sono le 9.30 e comincio gli allenamenti, inizio con il prendere due balle di fieno del peso di circa 25 kg l'una e le sollevo con le braccia; comincio da fermo in piedi a solevarle per 30 volte, ripetendo questa serie per 5 volte; quest'allenamento serve per migliorare la forza che è indispensabile per un ninja; dopo aver effettuato le 5 serie da trenta sollevamenti passo al prossimo esercizio. Prendo un tronco altro circa 2 m del peso di circa 80 chili e lo posiziono di fronte a me, l'allenamento consiste in questo: colpisco con violenti calci e pugni il tronco in modo da poterlo spostare per allenare di nuovo la mia forza; colpico prima con un destro diretto, con un montante sinistro, poi effettuo un calcio volante, attabbo con tutte le mie forze e con tutti i tipi di pugni e calci immaginabili e poco a poco il tronco si sposta di qualche centimetro. Continuo l'allenamento per un'ora tentando ogni volta di far spostare sempre di più il tronco. Alla fine ho colpito circa 1000 volte con i braccia e 1000 volte con le gambe Finita questo allenamento, verso le 12.00, sono a casa, mangio e mi riposo un’oretta. Verso le 14.00 mi dirigo con una corsetta tranquilla ad un lago poco lontano casa. Arrivato mi immergo completamente nell’acqua e resto completamente immobile e cerco di concentrare il più possibile il mio checkra in modo da restare immoblile ma i risultati che ne conseguo non sono molto esaltanti. Dopo di che comincio a nuotare e cerco di arrivare dall’altra parte del lago che dista circa 350 metri; durante il percorso oltre a nuotare mi immergo e nuoto sotto l’acqua cercando di arrivare sempre di più in profondità e mantenere il respiro il più a lungo possibile; oltre a questo, arrivato sul fondo, raccolgo un sasso del peso di circa 30 chili e cerco di nuotare escluivamente con le gambe in modo da rinforzarle e aumentare la loro forza; percorsa una distanza di circa 30 metri ad una velocità molto lenta, per rendere più efficace l'esercizio, risalgo in superficie per prendere fiato. Dopo qualche minuto di recupero mi immergo di nuovo e arrivo ancora sul fondo; questa volta prenderò di nuovo il sasso ma, lo posizionerò sulle gambe, sulla parte posteriore del ginochhio; quindi comincerò a nuotare solamente con l'uso delle braccia compiendo una distanza di circa 25 metri ad una velocità ridotta. Finito l'esercizio torno in superficie e riprendo e nuotare nei vari stili. Dopo circa 20 minuti di nuoto mi fermo ed eseguo un altro esercizio: mi immergo e, arrivato sul fondo, cerco di restare immobile; una volta che riesco a restare stabile, comincio a colpire il vuoto con calci e pugni. Essendo nell'acqua i colpi sono rallentati e devo imprimere più forza per colpire in modo efficace. Eseguo 200 pugni e 200 calci nel vuoto prima di risalire, ma rieseguo questo esercizio per tre volte. La fatica comincia a farsi sentire le braccia sono deboli e le gambe tremano un pò, l'allenamento di oggi sulla forza sta dando i suoi frutti , ma richiede una grande quantità di energia. Conclusi gli esercizi e ripreso fiato riprendo la nuotata fino dall'altra parte del lago. Arrivato dall’altra parte del lago mi sdraio e riposo un po’ compiendo un po’ di stretching in modo da mantenere i muscoli caldi. Alle 18.00 riparto, ma questa volta non attraverserò il lago ma lo costeggerò fino ad arrivare dall’altra parte e quindi tornare a casa. Durante il percorso raccolgo dei pesi da tenere tra le braccia in modo da tenere in tensione anche i muscoli delle braccia; continuo la mia corsa in questo modo e alle 19.30 sono a casa e , aspettando l’ora di cena faccio qualche flessione e piegamenti sulle braccia così da rinforzare la mia muscolatura  Alle 20.30 mangio e vado subito a letto dopo una doccia rinfrescante. Sono davvero emozionato per gli esiti di domani. Intervento di Yami Valutazione difficile. Hai sviluppato la descrizione delle tecniche in maniera ottima, e anche l'idea della meditazione mi è piaciuta. Tuttavia, mi pare che tu abbia un pò tralasciato la descrizione degli esercizi sulla forza, a scapito di quelli per le tecniche. Li esegui, e la struttura dell'allenamento è pienamente sufficiente,certo. Ma le parti riguardanti la forza, come la scalata o l'uso di armi, credo andrebbero un pò riviste. Nella scalata, a mio parere potevi soffermarti un pò di più, e per le armi, purtroppo non colgo la fatica derivata dai pesi che indossi, quando ti muovi. Nessuno di questi errori è sufficiente a dichiarare la bocciatura di solito, ma a questi si somma che in alcuni punti del tuo testo, ci sono alcuni errori, come mancanza di virgole. Vorrei inoltre che evitassi l'uso di abbreviazioni come "Ke", in un gdr sono assolutamente vietate. Insomma, da ciò che ho visto credo che con un piccolo sforzo in più, tu possa prendere la sufficienza piena =3 Riguarda un pò l'addestramento alla luce di ciò che ti ho detto, e modifica dove ritieni serva ^^ Respinto Hoo modificato alcune parti dell'allenamento, prova a controllare e fammi sapere al più presto grazie dei consigli. Intervento di Yami - 2 Prego, ma alcuni non li hai seguiti ;P Alcuni errorini come il "ke" sono rimasti, così come alcune lettere mancanti. CITAZIONE ma questo nn è niente di ke xke so ke la fuori m aspetta qualcosa di molto più pericoloso. Tanto per citare. Comunque, le parti della forza le hai ampliate bene, quindi passi. Attento però a evitare abreviazioni, e se fai correggere a Microsoft Word il testo prima di postarlo, ottieni una diminuzione di errori come lettere mancanti  Promosso gentilmente chiedo di essere ammesso ai prossimi corsi genin grazie anticipatamente Edited by Drako11 - 24/1/2008, 16:32 | | | |
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| Nome Utente: [Lerax] Nome PG:Shinji Kazama Villaggio: Suna Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: [*]
1° Giorno ~ Lunedì“Dannazione!” Pensò Shinji quella mattina di Lunedì infatti non era ancora riuscito a racimolare abbastanza per poter pagare le cure mediche alla madre, l'Assicurazione di suo padre gli aveva permesso di comprarsi una casa relativamente immensa ma aveva sbagliato, Aveva Speso tutto. Comunque il giovane Ninja in erba non pensava che mollando il lavoro di fruttivendolo e diventando Ninja avrebbe guadagnato di più. Ma era ottimista anche se non aveva -Sempre nel suo ottimismo- molte speranze di diventare un Ninja Affermato. Era un povero ragazzo di Suna senza nessuna predisposizione alle Nobili arti dei Ninja. Alzatosi, verso le 7.15, si fece una doccia dopodiché si vestì. Aveva deciso che quello sarebbe stato il primo giorno di allenamento serio; Si avviò verso la palestra. Decise di usare le travi per fare qualche esercizio di stretching per riscaldarmi [Durata 30 Minuti]. ~ Ore: 8.00 Dopo il precedente allenamento di riscaldamento Shinji decise di correre per cominciare a prendere a fiato [Durata 15 Minuti, Equivalente ad 8 Giri della Palestra]. Finita la corsa, stanco e sudato Shinji bevve per qualche minuto e dopo essersi riposato per qualche instante si diresse alla postazione dei pesi. "Fiù... Ho appena cominciato e Sono già tutto sudato...". Pensò che doveva farlo e continuò. Prese due Manubri da 5 Kg. Ciascuno, per un totale di 10 Kg. Fece Vari esercizi; Tra cui: Tirare Pugni con i Manubri in mano per aumentarne la forza. Ne susseguirono sollevamenti da seduto [Durata 20 Minuti]. Alla fine si diresse verso il giardino. ~ Ore: 8.45 Arrivato al Giardino decise di fare qualche Sprint tra i vari alberi. Prese dei bastoncini e tracciò due righe distanti circa 5 Metri. Posizionatosi sulla prima linea pensò "3..2..1; Via!". Scattò verso l'altra linea e arrivatoci si girò e riprese a correre. Continuò così per un totale di 30 Scatti da due Sessioni una non consecutive una all'altra per non riportare eventuali danni fisici al corpo. [Durata 10 Minuti]. Stanco, Tornò in casa e fece una sostanziosa colazione. E dopo aver pensato a quali esercizi avrebbe fatto dopo si addormentò avendo ancora sonno...Passarono diverse ore. ~ Ore: 11.00 Shinji si svegliò e immediatamente, Dannatamente Preoccupato si girò verso l'orologio. "Le 11.00. Menomale Pensavo peggio." Si alzò dal divano e pensando a ciò che aveva fatto stamattina uscì di casa. Si diresse versò il Campo di Combattimento di Strada. Girando per le strade di Suna vedendo tutti quei mercanti pensò che se li avesse avuti lui i soldi che avevano loro avrebbe fatto ben altro che continuare a vendere inutili cianfrusaglie. Arrivò al campo e creò alcune sue copie. Eseguendo i seguenti simboli. Tigre, Cinghiale, Bufalo, Cane. Apparirono due copie incorporee. Decise di fare un mini-combattimento ma ovviamente a ogni sua minima risposta le copie sarebbero sparite e anche perchè ogni altra azione per altre sequenze avrebbe dovuto impiegare una impegnativa quantità di Chakra che lui non era ancora capace di impastare. Il primo clone corse verso di lui tentando di sferrare un pugno al viso. Shinji si abbassò e vigorosamente tirò un pugno all'addome della prima copia. Scomparve. La seconda copia saltò e tentò di tirare un calcio al basso Ventre del Ragazzo. Shinji, sicuro di se, gli afferrò il piede e lo scaraventò a terra. Soddisfatto si diresse verso una montagna ripida. "Tempo di Scalatee!". Impostò un Bassissimo in entrambe le braccia e cominciò a salire. Arrivato circa a metà, dopo un'ora buona di scalata, vide una nicchia ci si sdraiò. "Cavolo, è più dura del previsto. Ma.. Devo farcela." Fiero e Felice di sé riprese la scalata. Pietra dopo Pietra il Chakra cominciava a Lasciarlo e le braccia cominciavano a cedergli. Notò una parete laterale e ci si mise. Si riposò guardando il paesaggio naturalistico per una mezz'oretta.. Si stava divertendo moltissimo e per questo motivo riprese la scalata in fretta e furia e in qualche minuto arrivò alla cima. Da lì si vedeva tutta Suna. "Non pensavo che questa montagna nel bel mezzo del villaggio fosse così Alta." Scese dalla parte opposta in 1/4 del tempo impiegato per la salita. Andò ad un ristorante per pranzare. ~ Ore: 14.00 » 16.00 »Pranzo«Shinji Si concedette una pausa per tutto il resto del giorno. 2° Giorno ~ MartedìUn altro giorno cominciava. Un altra alba e un altro tramonto. Oggi Shinji dopo il precedente allenamento mirato a potenziare le sue caratteristiche fisiche ed energetiche in generale, aveva deciso di potenziare la Velocità, unicamente la Velocità. Appena si sveglio, attorno alle 7.00, fece una colazione con del latte e senza altro cibo, molto più leggera del giorno precedente. Si voleva tenere leggere perchè da lì a poco avrebbe dovuto correre e correre. E a Stomaco Pieno avrebbe sicuramente Rimesso. ~ Ore: 9.00 Decise di fare altre serie di scatti. Non doveva fare come prima andare da una parte all'altra ma doveva incominciare subito alla massima velocità e, non perdendo mai il ritmo. L'esercizio erano 15 scatti di 100 metri, con una pausa di 5 minuti fra una serie ed un altra.Si mise in posizione e partì. Il più velocemente possibile, senza fermarsi nemmeno per un secondo a riprendere fiato. Fece la prima serie, poi riprese fiato. Questo esercizio gli risultò molto facile avendo 5 minuti per riprendere la maggior parte del fiato perduto per poi riprendere la corsa con tutte le energie in corpo.Shinji Riuscì a fare le 14 serie rimanenti molto velocemente e senza ricorrere all'aiuto del Chakra. Una volta terminato questo esercizio, ne incominciò subito un altro. Erano sempre scatti ma differenziavano in quasi tutto rispetto a quelli precedentemente. Questa volta erano 5 gli scatti, sempre 10 minuti ma con dei pesi da 4 Kg legati ai piedi. La pausa venne ridotta a 2 minuti per non perdere tempo. Incominciò subito a correre la prima serie, non doveva sprecare tempo visto che il pomeriggio sarebbe dovuto partire. Arrivato alla penultima, si dovette riposare più di 10 minuti, era stanco ed il sole batteva dannatamente forte. Non c'è la faceva più. Era come morto fisicamente. Doveva dare un taglio a questi duri allenamenti. Dopo 13 minuti, tempo prolungato per prendere fiato, ricominciò la corsa. Appena ebbe finito tornò subito a casa a preparare i bagagli, oggi partiva. Aveva intenzione di scalare un'altra montagna per allenarsi, e anche per arrivare nel luogo dove aveva deciso di allenarsi per il resto della settimana; Gli era piaciuta la scalata del giorno precedente. Il pomeriggio non sarebbe bastato per scalarla tutta, ma poteva arrivare ad un buon punto. Inoltre doveva anche scendere dalla montagna dalla parte opposta per arrivare al luogo prestabilito. ~ Ore: 15.00 Prese un sacco a pelo, una tenda e molte razioni di cibo anche se sapeva che dall'altra parta della montagna c'era molta selvaggina. Ripose la tunica del clan nell'apposito zainetto e indosso indumenti più adatti per la scalata. Per un tratto di strada c'erano dei piccolo scalini con pavimentazione irregolare che ti portavano fino a metà della montagna. Intraprese quella strada. Ere anche abbastanza faticoso portare tutta quella roba dentro lo zaino... Arrivato alla sua piccola meta immise un Bassissimo in entrambe le braccia e cominciò a scalare; Pietra dopo Pietra. Gli mancavano circa 50 metri. Scalati circa un'altra quarantina di metri si fermò. Prese un Kunai, Gli legò al manico un Filo D'acciaio e lo lanciò alla cima della Montagna [10 Metri] .Il Kunai fortunatamente si incastrò al primo lancio. Shinji ricominciò a Salire. "Ce la posso fare, Ce la posso fare." Questo ripeteva durante i suoi allenamenti e pensava che il dolore che provava fosse solo un idea psicologica quindi poteva arrivare anche senza ormai più un briciolo di Chakra in corpo fino alla fine dei suoi allenamenti. E' quello che fece durante la scalata. Arrivato in cima, si godette, come il giorno precedente il panorama. Per poi scendere dal lato Opposto. Però era stanco troppo stanco. ~ Ore: 19.00 » Mattina Seguente Shinji dormì male. Anzi Malissimo fece degli incubi spaventosi in cui la madre soffriva molto e per questo si svegliò varie volte nel sonno. Divenne ancora più stanco, ma come sempre se ne fece una ragione, Aveva una resistenza elevata... Ma in quanto a Forza anche un bambino di tre anni lo poteva battere a braccio di ferro. Per quello le molte scalate.. 3° Giorno ~ MercoledìCome detto prima il ragazzo aveva dormito male tutta la notte, aveva fatto dei brutti sogni, immaginandosi La madre ormai quasi morta... Ma la mattina scacciò ogni preoccupazione. Non aveva tempo da perdere, doveva finire la scalata dall'altro lato della montagna. Shinji Non aveva trovato modo migliore per allenare la sua Forza Fisica; Questa sua caratteristica poco elevata. Adesso la via agiata era finita, adesso doveva scalarla a mani nude, senza guanti e cose protettive era difficile, molto difficile. Se cadava giù dalla montagna eri letteralmente finito. Si prospettava più difficoltose del previsto e la montagna sembrava ancora più pericolosa da quel lato. ~ Ore: 10.00 Scalava molto lentamente, sapeva che bastava un movimento sbagliato per morire. Il chakra non aveva intenzione di usarlo ancora, Questa volta lo avrebbe usato solo in situazioni di estremo pericolo. Incominciò a scendere. Ogni volta che si arrampicava, piccoli sassi cadevano nel vuoto, dando una situazione di disagio al ninja della sabbia. Aveva paura, ma sapeva che sarebbe riuscito a farcela. Questo pensiero lo spingeva ad andare avanti, a non mollare mai. Ma, prima di arrivare in cima, sentì le forze abbandonarlo, non c'è la faceva più. Le mani erano sanguinanti dal dolore. Certe volte degli schizzi di sangue cadevano sul suo volto, incrementando la sua paura di morire. Ma al culmine della sua stanchezza impastò una quantità di chakra pari ad 1/2 di basso. Con molta forza e resistenza riuscì a scalarla tutta. Nonostante il dolore era molto non aveva intenzione di fermarsi. Solo il tempo di mettere qualcosa sotto i denti. Così facendo c'è la doveva fare a scendere la montagna per sera. Almeno questo era quello che sperava. ~ Ore: 15.00 La difficoltà di questa discesa era la molta pendenza che vi era. Molto pericoloso scendere senza nessun mezzo da professionisti. Con delle bende fasciò le sue mani sanguinanti, e incominciò piano piano a scendere la parete rocciosa. Se, per un solo momento, avrebbe lasciato i tendini che lo aiutavano a non cadere, poteva arrotolarsi giù per la montagna e morire. Non aveva intenzione di porre fine alla sua vita, aveva molte cose da fare, anzi troppe.. Incominciò a camminare lentamente. Questa scalata aiutava a rafforzare molto i muscoli delle gambe, più di qualunque altro esercizio. Dopo due ore, vide che la strada da percorrere era ancora molta. Non poteva fermarsi altrimenti avrebbe rischiato la morte. Ma così gli sembrava troppo facile. Prese dei pesi e gli legò alle caviglie. Durante questa operazione stette attento a non rilassare i muscoli degli arti inferiori. I pesi erano da 2 chilogrammi l'uno. Adesso poteva bastare secondo lui. Continuò a scendere, non trovò molti problemi sul suo cammino. Fu così per tutta l'ascesa, solo in un momento rischiò la vita, ma impastando altro chakra (1/2 di basso) riuscì a cavarsela ancora una volta. Verso le 20.00 scese tutta la montagna. ~ Ore: 21.00 Anche quel giorno era passato, faceva meno freddo, anzi faceva quasi caldo. Non si trovava più su in quelle altitudini da pazzi. Era sceso da quella dannatissima montagna dove molte volte aveva rischiato la vita ma per motivi più che validi. Ma sapeva bene che morire in quel posto, non era scritto nel suo destino. Doveva vivere, ancora un pò, Fino all'accompimento dei suoi obbiettivi. Dormì tranquillamente e pensando che ormai era arrivato a buon punto dell'allenamento. 4° Giorno ~ GiovedìAveva molta fame. Appena si svegliò si ricordò che il giorno prima non aveva mangiato niente a parte un piccolo spuntino una volta aver finito di scalare la "Montagna della Morta" ormai chiamato da lui così. Mangiò molto voracemente. Appena ebbe finito decise che almeno per quella mattinata si sarebbe allenato con le armi da lancio ninja. Tanto ora aveva allenato già un bel pò le tre caratteristiche fondamentali ovvero forza, velocità e resistenza. Adesso gli mancava un pò di allenamento con le armi da lancio ed ad usare bene il chakra. Poi finito anche questo poteva darsi da fare con il ripasso. Oggi voleva allenarsi con le armi. Ma come si poteva allenare in un luogo tanto desertico? Non aveva pensato a questo problema. Meno male che con se aveva portato dei bersagli. Li posizionò ognuno molto distanti dall'altro e tentava di colpire ripetutamente con shuriken nel punto segnalato nel bersaglio Era molto portato nelle armi da lancio, era come se avesse una particolare inclinazione verso queste armi. Non si poteva dire lo stesso delle armi a corpo a corpo. ~ Ore: 12.00 Riusciva a fare quasi sempre centro. Il tempo passava incessantemente, e il tempo per le armi da lancio era quasi scaduto. infatti preferiva allenarsi con le armi da corpo a corpo per migliorarsi anche in questa specialità. Prese dal suo zaino dei piccoli bersagli aventi la forma umana, e sopra a questi bersagli vi erano segnati i punti più pericolosi e deboli del corpo umano. Cuore, giugulare, fegato, polmoni, spina dorsale. Tutte molto difficili da colpire con precisione. ovviamente non aveva intenzione di adottare questa sua furia omicida nei combattimenti, voleva solo aumentare la sua precisione con queste armi. Estrasse l'Aikuchi riposto nel fodero dietro alla schiena e incominciò a colpire con forza e velocità queste sagome di cartone. Venivano tagliate, ma non riusciva quasi sempre a colpire le parti selezionate. si era ormai rassegnato, sapeva che non era portato per quel genere di combattimento e doveva farsene una ragione. Si era fatta l'ora di pranzo, decise di andare a caccia. Si addentrò nei meandri di una piccola foresta la vicino. Era molto arida, ma sapeva che qui vi era molta selvaggina. Cercò di affinare il suo udito per sentire i movimenti degli animali. Non sentiva niente. Fece qualche metro più avanti quando sentì qualcosa muoversi. Davanti ai suoi occhi aveva un piccolo coniglio. Seppur gli dispiaceva ucciderlo, doveva farlo visto che voleva conservarsi le razioni di cibo. Prese lentamente un kunai dal fodere e lo lanciò uccidendo sul colpo il povero animale. Accese un piccolo fuoco e lo incominciò a cucinare. Quando ebbe finito di pranzare ricominciò gli addestramenti. Decise che per allenarsi con le armi da lancio poteva andare a caccia. Così oltre ad allenarsi si procurava il cibo. ~ Ore: 16.00 Incominciò ad addentrarsi per la seconda volta nei meandri della foresta. Aveva capito che ciò che aveva sentito sull'abbondanza della selvaggina in queste zone era falso. Non trovò niente di particolare, qualche coniglio, animale molto presente, e un piccolo lupo. Incominciava a provare terrore. Capì che nella zona vi erano branchi di lupi e che lo avrebbero potuto mangiare durante la notte.Era soddisfatto dell'allenamento che aveva compiuto oggi con le armi da lancio ovvero gli shuriken. Ma sapeva che non aveva fatto granché e si rattristì. "Avrei Potuto fare meglio dovunque.. Sono una frana.. Completa! Vabbè c'è tempo!" Penso Shinji mentre tornava fuori dalla foresta Con quello scarno bottino. Però voleva rimanere lì per la notte quindi preparò la cena sul posto, ovvero i lupi, e se li mangiò. Quando entrò nella tenda per dormire,rimase sveglio per qualche ora per paura che i lupi lo potessero mangiare. Ma poi il sonno prese il sopravvento e fu costretto ad addormentarsi. Non accadde Nulla. 5° Giorno ~ VenerdìSi svegliò particolarmente in ritardo, forse perchè era andato a dormire molto tardi a causa della sua paura nei confronti dei lupi. Era molto arrabbiato con se stesso per l'ora che aveva fatto. Oggi doveva concentrarsi sul chakra. Fece una magra colazione consumando metà di una delle due razioni di cibo rimastogli. Voleva combinare Forza e Chakra così da aumentare le sue doti in tutte e due. Pensò che fosse una buona idea e cominciò. ~ Ore: 11.00 Iniziò col prendere dei bersagli, utili per sperimentare qualche tecnica, ma si equipaggio di molta energia mentale. Doveva essere concentrato se voleva esercitarsi al meglio. Posizionò dei bersagli uno ad un metro da un altro, e impastando un Bassissimo nei muscoli delle braccia provò a sferrare dei pugni contro queste sagome. Erano poco resistenti, al secondo pugno infatti saltavano in aria. Quindi decise di trovare un albero con un tronco abbastanza duro in modo di allenarsi tirando calci e pungi potenziati. Ma doveva fare attenzione ad non utilizzare molto chakra, gli doveva bastare per tutta la giornata e doveva esercitarsi anche sulle tecniche. Una volta trovato un albero, una quercia abbastanza dura incominciò a tirare calci e pungi per un totale di 10 calci e 10 pugni, ognuno era stato potenziato con un Bassissimo di chakra. Una volta aver finito la serie di pungi e di calci, avendo sprecato un totale di 20 bassissimi, si riposò per riacquistare questa enorme energia che possedeva dentro al suo corpo. Riuscì a recuperare un medio-basso che equivaleva a 6 bassissimi, arrivando a 18 bassissimi ancora utilizzabili. Incominciò ad allenarsi sulla tecnica della moltiplicazione del corpo, ove aveva una particolare abilità. Provando una prima volta non ci riuscì stranamente, però dopo concentrandosi fece apparire due, dei suoi cloni, ma per non esagerare, smise. Incomincio poi a trasformarsi, facendo sempre attenzione ai parametri che non poteva superare. Per 5 volte si trasformò e per 5 volte tornò normale. Sulle tecniche base era molto bravo. Intanto venne l'ora di pranzo.Il cibo scarseggiava, ma non poteva fare niente. Anche la selvaggine ce ne era poca, non come sapeva lui. Decise di consumare anche l'altra metà in modo che per gli ultimi due giorni gli rimanesse solo una razione. Pranzò velocemente, e poi si allungò a terra sotto i caldi raggi del sole che mitigavano la zona. Era stanco, ma doveva resistere ancora un pò. In quella pausa acquistò un altro consumo basso alla sua riserva. ~ Ore: 16.00 Ricominciò con gli allenamenti. Adesso doveva allenarsi sulle tecniche tipiche del suo villaggio. L'allenamento più stremante era iniziato.Inziò subito con il Miraggio, tecnica che riteneva più semplice, poi la Schermatura d'aria, i Proiettili ad aria compressa e infine nelle due tecniche che riteneva più difficili: Kaze No Totte e la Tecnica Minore Delle Sabbie.Stette tutto il pomeriggio ad allenarsi, a consumare chakra e senza mai fermarsi, cosa che riteneva quasi impossibile.Aveva utilizzato troppo chakra, non c'e la faceva più nemmeno a rimanere all'impiedi. Verso il tramonto cadde per terra, senza possibilità di appello. Non riusciva a muoversi, era pericoloso rimanere lì, ma in fondo lui cosa poteva farci? Si addormentò piano piano rassegnatosi al fatto che non potesse muoversi. Sperava solo che la mattina dopo potesse riacquistare il controllo sul suo corpo. 6° Giorno ~ SabatoPer fortuna il giorno dopo riuscì ad acquistare parzialmente il controllo del proprio corpo. Era tardi, anche questa mattina aveva fatto tardi. Forse era dovuta alla troppa stanchezza che si era accumulata in questi giorni. Era stata una settimana stressante ed ancora non era finita. Doveva continuare il suo allenamento per altri due giorni. Aveva finito tutti gli argomenti, poteva darsi al ripasso. Ma cosa doveva ripassare? Doveva fare altre esercizi fisici? No, quelli gli aveva riposti per l'ultimo giorno, ma non aveva pensato a cosa fare Sabato. Decise di fare qualche esercizio per riscaldarsi intanto e poi si vedeva il da farsi. Incominciò a fare una leggera corsa di un chilometro, tanto per riscaldare i muscoli. La corsa però era resa più difficile a causa del terreno, infatti aveva deciso di correre in una palude in modo che ogni passo risultasse molto più difficile. ~ Ore: 11.30 Correva lentamente, i vestiti si sporcavano tutti. Meno male che aveva riposto nello zaino un cambio. Continuava a correre, il clima era umido era come se l'acqua entrasse nelle ossa. Bruttissima sensazione. Si stava avvicinando al confine con il paese del fuoco. La sua casa distava kilometri da dove si trovava ora. Aveva deciso che si sarebbe allenato là, ma non aveva fatto i calcoli con il viaggio di ritorno. Doveva tornare indietro, doveva riscalare la montagna. Solo al pensiero si demoralizzava. Però aveva deciso cosa fare. Visto che si trovava poteva fare dei vari scatti nella palude. Pronti, via. Incominciò a correre 100 metri alla massima velocità. Degli schizzi di acqua sporca si levavano in cielo, ma doveva continuare, doveva farlo. Verso ora di pranzo tornò al suo accampamento. Si era stancato di sporcarsi in quella brutta palude. Da lì si vedeva anche la montagna che doveva riscalare. Si era rotto di allenarsi. Si era allenato abbastanza in questi giorni. Forse era uno degli aspiranti ninja che si era più impegnato ad allenarsi. Ma il suo buon senso lo convinceva ad allenarsi, ancora poco, molto poco mancava al termine di tale addestramento. Decise che oggi non avrebbe pranzato ne cenato in modo da risparmiare il cibo per il giorno dopo. ~ Ore: 16.00 Restò un po lì, a contemplare il suo passato. Nel tardo pomeriggio, udito dallo status di dormiente, ricominciò con gli allenamenti. Solo altra corsa, non aveva più niente da fare. Ormai aveva fatto tutti gli esercizi possibili, non gli rimaneva che copiare gli esercizi svolti giorni addietro. Cominciò a correre, ma lentamente, ormai la velocità era già aumentata cosa serviva allenarsi ancora su questa statistica? Mentre pensava calava la notte, fece un ultimo esercizio. Per fare correttamente questo esercizio, doveva mantenere sempre la coscia perpendicolare al terreno, inoltre Il carico muscolare maggiore si ha nella fase intermedia del movimento, quando l'angolo del ginocchio forma circa 90°. Incominciò a fare la prima serie da 10 minuti. Ne erano solo due di serie visto che si era fatto tardi. Continuò a fare questo esercizio fino a quando il freddo aumentò considerevolmente e dovette farlo in tenda se non voleva rischiare un raffreddore. Una volta finito, si fece la doccia, in una sorgente la vicino dove in tutti questi giorni si è lavato, ma aveva sbagliato. Faceva troppo freddo per farsi la doccia fuori. E infatti il giorno dopo ebbe le conseguenze di quel gesto sconsiderato. 7° Giorno ~ DomenicaL' allenamento era quasi giunto a termine. Mancavano meno di 24 ore, ma Shinji accusava problemi di salute. Non si sentiva bene, era influenzato, forse a causa del bagno il giorno prima. ma nonostante tutto desiderava allenarsi, ormai mancava poco, c'è l'aveva fatta. Il primo esercizio che desiderava fare era un esercizio che migliorava la muscolature degli arti inferiori. ~ Ore: 10.00 Bisognava mantenere estesa la gamba e non bisognava levare il bacino dal suolo. Incominciò con la prima serie, che risultò assai facile, forse perchè aveva appena iniziato con gli esercizi, oppure forse perchè l'esercizio era uno dei più facili. Per aumentare la difficoltà, legò alle caviglie dei pesi da 2 Kg. Infatti già dalla seconda serie l'esercizio risultò molto più difficoltoso da eseguire. Ma ciò nonostante riuscì a completarlo senza troppe difficoltà. Così come anche la terza serie, ma alla quarta e alla quinta la stanchezza incominciava a farsi sentire. Infatti dovette impastare del chakra. In tutto consumò un ammontare di chakra pari a 5 bassissimi. Dopodichè si girò e incominciò le altre e 5 serie con l'altra gamba. Così come la prima, riuscì a completare le prime tre serie con successo, invece le altre e 2 dovette impastare lo stesso chakra utilizzato precedentemente. Una volta terminato questo esercizio si riposò un po fino all'ora di pranzo. Oggi era domenica, la giornata del riposo. Non doveva esagerare con gli allenamenti, inoltre era anche molto raffreddato. Per oggi avrebbe fatto un altro esercizio e poi avrebbe incominciato a scalare la montagna per ritornare a casa. Verso le 18.00 ricominciò con gli esercizi, anzi con l'ultimo esercizio. ~ Ore: 18.00 Doveva sollevare il bacino fino a quando raggiungeva l’allineamento tra il busto e gli arti inferiori. Inoltre i muscoli estensori del tronco agiscono come fissatori. Erano solo 5 serie, ma con una sola mano in modo da aumentare notevolmente la difficoltà dell'esercizio. Stava sudando molto, faceva caldo inoltre l'esercizio era molto difficile già dalla prima serie. Aveva tutti i muscoli doloranti a causa degli esercizi dei giorni precedenti. Al termine della prima serie fece una piccola pausa per poi ricominciare con la seconda serie. Già alla seconda impastò due bassissimi di chakra per portare a termine l'esercizio con successo. E così fece durante anche le altre serie, fino a quando non terminò anche quest'ultimo esercizio. Si buttò a terra, a riposare un attimo. Mise la tuta che aveva usato durante questi allenamenti nello zaino e riestrasse la tunica del clan. Levò la tenda e la mise dentro al grosso zaino. Poi fissò attentamente il bosco, girò dalla parte opposta e si diresse verso la montagna. Il viaggio di ritorno era appena incominciato...
Intervento di Yami
Ottima l'impostazione storica dell'allenamento. Consiglio di stare un pò più attento ad alcuni errori di ortografia, frutto di distrazione probabilmente, ma contano comunque. Nel complesso però l'addestramento è pienamente sufficiente =P
Promosso
Edited by Yami Kaguya - 10/1/2008, 15:32
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 | Le Chavalier | | | CITAZIONE Nome Utente: Le Chavalier. Nome Pg: Aran. Villaggio: Kiri. Energia: Bianca. Grado: Studente. Scheda: [ +]
Lunedì
Mi alzai presto rispetto a come solevo ed ero consono fare, era ancora alba, il sole fiero doveva ancora sorgere ed io dove sbrigarmi ad uscire in solitaria. Un allenamento di una intera settimana mi aspettava non era per nulla facile per me che son abituato a ben altri sforzi ed impiego delle arti del combattimento, ma un cavaliere deve in ogni caso tenere alto il suo onore, sin dalla nascita ci cimentiamo in strenui addestramenti sia di tipo fisico che psicologico. Dunque presi solo ciò che mi poteva servire ed uscii a cercare un posto solitario, tranquillo e lontanto da occhi indiscreti, anche se ad un ora simile sarebbe stato difficile incrociare molte persone. Le cascate sono un ottimo posto per lo sviluppo della mente ed i primi giorni preferisco cimentarmi nella concentrazione in modo da riuscire a far scorrere in tutto il corpo più fluidamente il chakra.
«E' ora di cominciare!»
Mi posizionai di lato alla cascata, seduto su un intenso prato verde ove vi era situato un grande spiazzo, il quale ritengo sia solitamente usato da chiunque per i propri addestramenti personali. Impastai una bassissima quantità di Chakra, così bassa, quanto impercettibile, poi la feci scorrere su tutto il corpo cercando però di concentrarmi sui rumori e sullo spostamento dell'aria, cercando insomma di riuscire a fare entrambe le cose in contemporanea. Era difficile mai prima fui così strenuamente sotto pressione in un allenamento personale, non riuscivo a concentrare ambedue le cose, che invece dovevo cercare di unire in un unica sintonia, per creare una piacevole armonia tra di esse. Il chakra ancora scorreva sebbene in minima parte quasi nulla nel mio corpo, nel frattempo passavano le ore ed il tempo soleva scandire le proprie lancette, ero certo che fosse passato da poche ore l'ora di pranzo, ma come una macchina non vi facevo caso e continuavo il mio allenamento. All'improvviso chiusi gli occhi, non pensavo più a nulla vi era solo il vuoto ed il buio intorno a me, poi lentamente tutto si metteva a fuoco sebbene con colori e suoni diversi, percepì il rumore della cascata non era il solito frastuono, bensì un rumore più lento, più armonioso e più dolce poi d'un tratto spalancai le palpebre, il Chakra che avevo attinso non scorreva più, era come esaurito. Avevo ragione da poco era passata l'ora di pranzo così dedicai il rasto di questa giornata di allenamento al riposo ed allo svago.
Martedì Mi alzai con qualche difficoltà, poichè il giorno precedente misi a dura prova lo spirito e la mente. In fretta e furia presi tutto ciò che mi sarebbe servito e tornai alle cascate come il giorno precedente. Questa volte non era la mente però che dovevo potenziare ma la forza, la mia energia, perciò cominciai con una serie di esercizi vari di riscaldamento per non rischiare di prendere contratture e simili. Conclusi gli esercizi di riscaldamento, cominciai delle serie di flessioni e addominali alternate, concluso anche queste impastai sulle braccia e sulla gambe la solità quantità minima di Chakra e così cominciai a svolgere il vero allenamento, ovvero di fianco alla cascata vi era situata un'alta parete rocciosa che era abbastanza frastagliata e quindi parecchio impegnativa da scalare sino alla cima, l'esercizio consisteva nel scalarla avanti e indietro almeno 5 volte. Era un tipo di duro esercizio alla quale ero abituato da sempre, ne svolsi di più impegnativi durante il mio addestramento a cavaliere, ma non fu comunque affatto facile, poichè arrivato nemmeno alla terza scalata cominciavo a sentirmi i muscoli tirare e di conseguenza la fatica nella scalata aumentava. Il Chakra impastato però mi aiutò molto nello svolgere correttamente l'addestramento, così senza nemmeno poi tanti risvolti negativi finii le scalate e tornai a casa per nutrirmi poichè il pomeriggio sarebbe continuato con altri allenamenti fisici. Tornai sempre nello stesso luogo, stavolta portai una serie di pesi, ma prima di mettermeli svolsi nuovamente la fase di riscaldamento più le flessioni e gli addominali. Misi i pesi e attinsi sempre quel poco di Chakra poi presi di mira un fusto d'albero robusto sferrai prima una durissima serie di pugni, poi di calci ed infine ambedue le cose alternate per poi ripetere tutto da capo per altre dieci volte. Finito tutto, nel tardo pomeriggio tornai a casa a riposare e trascorrere cauto il resto della giornata che ormai era quasi giunta alla fine.
Mercoledì La dolce e tenera notte buia passò come sempre nell'incertezza, perchè è soliti esprimersi con essa in senso di timore o di ammirazione. Grande fu la dormita quanto grande fu il ritardo negli allenamenti di quel giorno, un altra volta doveva sviluppare l'utilizzo della mente e del chakra, stavolta però concentrandosi su più di un obbiettivo, cercando quindi di migliorare ciò che aveva compiuto due giorni prima.
«Maledizione!»
Imprecai dunque mentre correvo per raggiungere un bosco non troppo lontano e distante dalle cascate, difatti esse erano situate proprio alla fine del bosco che si divideva in due poichè era attraversato dal torrente limpido e forte, il quale poi si sarebbe mutato ai confini del bosco nella cascata. Mi arrampicai in alto ad un albero situato proprio alla fine del bosco, infatti da lassù potevo scorgere il luogo dove mi ero allenato i giorni precedenti, nel mentre stava già per giungere l'ora di pranzo ed io iniziai ad allenare lo spirito e la mente. Chiusi gli occhi e concentrai il poco Chakra attinso, che ora scorreva nel corpo intero, poi svuotai la mia mente da tutti i pensieri e come quel giorno si mise a fuoco tutto in modo un po' diverso dal normale, riconoscevo il dolce fruscio delle foglie sugli alberi e poi riconoscevo l'acqua del torrente scorrere fluida e lenta, ma con una sifnonia ed armonia strepitosa, poi d'un tratto riaprì gli occhi, ancora una volta esaurì il chakra che avevo consumato, ma almeno questa volta riuscì a concentrarmi su più di una precisa cosa o luogo. Scesi dall'albero e notai che nel mentre il sole stava già scappando dietro le nuvole e mi accorsi di avvere già compiuto notevoli miglioramenti nell'utilizzo del Chakra, ma avevo un ennesima volta la testa stanca, così mi diressi a casa a riposare di nuovo per lo strenuo allenamento che avrei dovuto affrontare il giorno seguente.
Giovedì Un gran mal di testa mi ritrovai la seguente mattina, ma non potevo saltarmi l'allenamento anche perchè oggi avrei dovuto affrontare la velocità e non era una cosa da poco, anche se in quest' abilità io sono sempre eccelso parecchio. Quel mattino dovevo svolgere giri intensi intorno al torrente dall'inizio del bosco alla fine di esso, la distanza era più o meno di 500 metri, poi dovevo fare una lunga serie di scatti brevi e poi lunghi.
«Che palle!»
Dissi mentre viaggiavo in direzione del bosco. Arrivato svolsi come al solito tutti gli esercizi di riscaldamento e di potenziamento muscolare, poi comincia la corsa tenuta a ritmo intorno al torrente. Dovevo compiere 12 giri e tutti di 500 metri tenendo un ritmo costante, il quale non doveva essere nè troppo lento nè assai veloce. Consumai la quantità bassissima sulle gambe e cominciai i giri, era davvero complicato non ero nemmeno all' ottavo giro che già cominciavo ad avere il fiatone, però con straordinaria ed insolita sorpresa le gambe tenevano ancora e parevano averne ancora tantissimo, così completai faticosamente i 12 giri e mi riposai per un qualche minuto. Poi cominciai una serie di scatti di 80 metri che dovevo ripetere dieci volte. Svolsi anche questi e ancora stanco mi fermai a riposare per altri minuti, prima di intraprendere gli scatti da 150 metri, anch'essi da svolgere dieci volte. Ancora una volta completai l'addestramento prendendo una breve pausa mi accorsi però che era già ora di mangiare così tornai a casa pranzai e tornai sempre nello stesso luogo con dei pesi. Misi questi pesi alle gambe e consumai ancora la stessa quantità di Chakra, così reintrapresi i 12 giri intorno al torrente, alla fine di essi mi sentivo come un masso enorme che pesava quintali, ma dovevo ancora svolgere gli scatti. Così mi misi a fare quelli corti e attesi un po' prima di intraprendere la serie da 150 metri, che infine completai senza problemi, ma con un bel po' di affaticamento. Il cielo era quasi già scuro e ciò segnava la fine di questa giornata di addestramento.
Venerdì Mi svegliai un po' dolorante a cuasa di tutta quella corsa, ma nonostante ciò presi tutto l'occorrente e mi diressi nel bosco. Il sole era ancora nascituro in quel momento e le nuvole erano così chiare che ancora vi si trovava difficoltà nel riconoscerle, era veramente presto, ma oggi sarebbe stato uno degli allenamenti più duri di tutta la settimana. Poggiai lo zaino su un albero e misi i pesi a braccia e gambe, attinsi del Chakra e cominciai a scalare in giù le roccie che accompagnavano la cascata e che ne facevano da poggio e dimora. Completato la serie di scalate tornai su e cominciai a tirare addosso ad un grosso albero una ventina di pugni, poi dei calci e poi dei colpi ben studiati insieme per poi risvolgere da capo la scalata e la serie di colpi sull'albero. Non pranzai quel giorno poichè non volevo metter su peso per la corsa che mi spettava. Doveva ancora una volta svolgere con i pesi alle braccia e alle gambe i 12 giri intorno al torrente, poi dopo una corta e quasi inesistente pausa svolsi la serie di scatti lunghi e brevi. Infine veniva la parte più complicata unire lo sforzo fisico nello sviluppo mentale, scalai nuovamente le rocce e mi posizionai in c'entro allo spiazzo. Con gli occhi chiusi concentrai il Chakra e lo feci scorrere lento, ma impetuoso nel corpo. Misi a fuoco come potevo la natura che mi circondava e cominciai a sferrare nel vuoto colpi misti e non sempre mantenendo la mente ben concentrata. Ma non riuscivo ancora a muovermi come dovevo e a tenere sempre la mente concentrata con gli occhi ben chiusi, così dopo vari tentativi rinunciai per timore di affaticarmi troppo e decisi di riprovare il giorno seguente. Oramai era giunta la tarda sera ed ancora non avevo messo nulla nello stomaco, chissà come avrei dormito quella notte! Sabato Decisi di rimanere a dormire molto di più, per lo sforzo fatto il giorno precedente. Mi sentivo la testa scoppiare e tutti i muscoli tesi, ma mi rallegravo pensando che rimaneva ancora un giorno all'allenamento e che in fin dei conti oggi non sarebbe stato troppo arduo ciò che dovevo fare, così sempre più convinto mi svegliai poche ore prima di pranzo e mi incamminai nel solito luogo. Giunto allo spiazzo, praticai alcuni esercizi di riscaldamento, poi mi misi a fare delle serie di flessioni e stavolta le alternai ai dorsali. Poi presi i pesi e li indossai, consumai la piccola quantità di Chakra mi posizionai in fronte ad un albero e sferrai una serie lunga di pugni, poi un'altra di calci e infine li combinai insieme per poi risvolgerli ancora una volta, finito tutto ero pronto per il tentativo fallito ieri.
«Ci vuole solo concentrazione, la concentrazione è tutto!»
C'era un notevole venticello, la giornata non era particolarmente bella il cielo era grigio e il sole era nascosto dalle nuvole e rimaneva in penombra oscurato. Concentrai il Chakra chiusi gli occhi e tolsi ogni pensiero ed ogni immagine dalla mia testa. Vuoto e null'altro ora mi circondava, sentivo il suono del vento, vedevo gli spostamenti delle foglie e dell'erba dello spiazzo, sentivo ancora la cascata ed il grande torrente scorrere come solevana fare, poi sferrai un primo pugno all'aria, il colpo partì fluido con il chakra in esso che scorreva sebbene in pochissima quantità, ma con un potenza straordinaria, così riuscì a svolgere la serie di pugni e decisi subito di svolgere la serie di pugni e calci combinati. Esaurito il Chakra e le forze ormai l'ora era sempre più tarda tornai a casa a riposarmi in vista dell'ultimo giorno di allenamento, il quale di certo sarebbe stato quello meno faticoso ed intenso.
Domenica Svelto mi alzai, ero esausto per l'allenamento svolto durante tutti i giorni fino ad ora, così non vedevo l'ora di terminare al più presto gli allenamenti, isnomma oggi non dovevo affaticarmi troppo quindi potevo rilassarmi un po' in confronto agli altri gironi, ma non per questo dovevo tardare ad incamminarmi, di già il cielo non mi promette nulla di buono. Difatti si mise a piovere intensamente, c'era da aspettarselo il giorno prima non era stato particolarmente bello, anzi è stato già tanto se ieri non ha piovuto. Di controvoglia intrapresi a fare gli esercizi di riscaldamento, completati e consumando il Chakra necessario cominciai la corsa di 12 giri intorno al torrente con l'unica differenza, che l'avrei svolta molto più lentamente e cautamente del solito. Completai i 12 giri senza nemmeno una fatica segnata in faccia, così impiegai il tempo rimasto negli scatti, svolsi sia quelli brevi che quelli lunghi. Giunto a casa e pranzato presi i pesi e tornai al torrente, era ancora tardo pomeriggio, ma almeno la pioggia era cessata ed era spuntato un fievole sole, che dolcemente aveva asciugato un po' l'acqua che si era accumulata nel bosco seppure rimaneva ancora zuppo. Ripetei gli stessi esercizi svolti al mattino con un maggiore impegno e costanza e con l'impiego dei pesi ed ovviamente attingento sempre la necessaria poca quantità di Chakra. Poi finalmente esausto conclusi l'allenamento settimanale e mi diressi a casa per riposare e mangiare concludendo così la giornata di fine settimana.
Intervento di Yami Buona l'interpretazione, ma come descrizione degli esercizi non ci siamo. Ti soffermi poco su ognuno di essi, a parte la meditazione che è già un pò più descritta. Per la grammatica, ci sono volte in cui passi dall'imperfetto al presente, attenzione a questi dettagli. Ci sono anche casi di errori di ortografia ripetuti, come mancanza di virgole, e e lettere in più. Due tre ci possono stare, ma quando si sale diventa mancanza di attenzione. Prova ad aumentare la descrizione dell'addestramento sul piano pratico. Respinto Edited by Yami Kaguya - 12/1/2008, 16:15 | | | |
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Group: MemberPosts: 56 Location: Perchè vuoi saperlo? eh? Eh? EH? RISPONDI! NON SONO PARANOICO! LASCIATEM... Status:  | |
| Nome Utente: Lordelleossa Nome del PG: Jin Bloodmoon Uchiha Villaggio: Konoha Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: Scheda di Jin Bloodmoon UchihaSpoiler addestramento Mi avevano spiegato tutto. Ora il momento era davvero arrivato. L'inizio dell'allenamento era previsto per domani mattina alle 6... "stasera a letto presto, altrimenti domani crollo come un sacco di patate" pensai... ...detto fatto. Alle 10 ero già nel mondo dei sogni Lunedì "Forza, Velocità, Chakra, Forza, Velocità, Chakra..." Erano queste le parole che continuavo a ripetere mentalmente da quando mi ero destato dal mio lungo sonno, interrotto dal rumore acuto della sveglia... ero più determinato che mai a farmi promuovere svolgendo un buon allenamento... per farlo occorreva iniziare subito... Dopo una colazione frugale ma non per questo insufficiente (doveva tenermi in piedi fino all'ora di pranzo) mi avviai al dojo che conoscevo come le mie tasche pensando durante il tragitto a come sarebbe dovuto essere strutturato il mio allenamento... "In forza non sono particolarmente carente... il mio punto debole è il chakra, quindi comincerò con un po' di allenamento finalizzato a migliorarne il controllo..." Mentre seguivo queste riflessioni entrai nella palestra e mi guardai intorno... secondo le mie disposizioni erano stati predisposti molti attrezzi da lavoro tutto intorno, per facilitare il mio addestramento... "bene, non perderò altro tempo!". Dopo qualche oretta di adeguati esercizi di riscaldamento per gli arti superiori ( rotazione e distensione repentina delle braccia) ,mi diressi deciso verso un mucchio di tavole di legno di vario spessore, a partire da quelle da 2-3 cm fino ad arrivare alle più spesse da 4 e 4,5. Posi la prima tavola su due mattoni paralleli e mi concentrai avvertendo il chakra scorrere dentro di me. Ne concentrai un bassissimo sul taglio della mano e sferrai il colpo... che spaccò la tavola in due con buona precisione, anche se una scheggia mi ferì il dorso della mano... "queste riuscirei a spaccarle anche senza usare il chakra... meglio usarne di più spesse..." stavolta provai con una da 3 centimetri... l'effetto fu immediato... la tavola si spaccò, ma la mano mi doleva già per la potenza con cui avevo dovuto sferrare il colpo... Allora decisi di avvolgere le mani nelle fasce per il tajuutsu, che avrebbero attutito i colpi... "Bene, pensai, 50 tavole dovrebbero bastare per iniziare ad affinare il controllo del chakra... cominciamo". Già dopo sole 13 tavole la mano era tutta indolenzita, sia per via dei colpi sia per via del chakra che vi concentravo continuamente... Tuttavia il mio carattere ostinato prevalse e a mezzogiorno davanti a me si stendeva una distesa di spezzoni di tavola, anche se non mi sentivo più la mano e la mia riserva di chakra era notevomente diminuita... raccolsi tutti i pezzi di legno e li disposi ordinatamente a formare delle pile che sarebbero servite come bersagli d'allenamento per le armi da tiro. Avevo creato 3 bersagli per il lancio di kunai alle rispettive distanze di 12, 15 e 20 metri, e cominciai a lanciare i pugnali potenziando (per i lanci da 20 metri) l'arto interessato con 1 bassissimo di chakra... I risultati non furono subito quelli sperati. Spesso mancavo del colpo a causa di fattori quali l'insufficiente velocità del braccio od il fatto che il kunai mi sfuggisse prima di lasciare la mano... capii che continuando così sarei soltanto peggiorato e decisi di prendermi una piccola pausa dopo sei ore di allenamento non-stop. Mi diressi lentamente verso la cascatella di acqua a temperatura ambiente meditando sui risultati ottenuti... "Bene, direi che ho cominciato a fare un pò di pratica con il dosaggio giusto di chakra nei colpi, ma devo essere più preciso perchè l'allenamento sia completo..." Tornai nel dojo notevolmente ristorato dalla pausa e ripresi subito a pieno ritmo... ripetei velocemente alcuni esercizi di stretching e ripresi a scagliare i pugnali contro i miei bersagli...notai un certo miglioramento nell'esecuzione dei lanci... Infatti ora, anche se faticavo a colpire il bersaglio più distante, riuscivo infallibilmente a colpire gli altri più vicini... "Ma erano proprio i miei limiti che dovevo", pensai,"sforzarmi di sorpassare...". Riprendendo con più grinta e perseveranza l'allenamento, i risultati furono ancora scarsi... troppi pochi kunai raggiungevano quella maledetta pila a 20 metri che sembrava sempre più lontana... ed il mio chakra diminuiva ancora... decisi allora di impastare meglio il chakra nel braccio per il lancio delle mie armi... Mi preparai inspirando profondamente e cominciai a far confluire il chakra nell'arto... il kunai sibilò nell'aria e si piantò con un tonfo nel centro del bersaglio... un sorriso andava ampliandosi sul mio viso... continuai così fino alle 3, ora del pranzo a base di sushi, che consumai con la dovuta lentezza per permettere al mio organismo di assimilare il cibo e nel contempo riequilibrare la pesante perdita di chakra subita durante l'allenamento... circa un'ora dopo il pasto tornai al dojo, sicuro di aver ben digerito il cibo... Subito ripresi l'esercizio precedente che ora sembrava notevolmente più facile, inducendomi a pensare che dovevo renderlo più arduo o non sarei migliorato più di così... quindi pensai di frapporre dei fili d'acciaio tesi fra me ed il bersaglio, lasciando solo una via diretta fra me e la pila distante 20 metri, l'unica via possibile per centare il bersaglio senza che il kunai fosse deviato... capii subito che la difficoltà aumentava molto... e quindi dovevo impegnarmi ancora di più nell'impasto del chakra... infatti il pugnale andava spesso impigliandosi nei fili senza raggiungere l'agognato obiettivo... rassegnato, decisi così di provare per pochi tiri ad impastare dei mezzi bassi nel braccio che però avrebbe cominciato a risentire del troppo chakra accumulato... Ma ormai la decisione era presa. Sentii il braccio formicolare per il troppo chakra e scagliai con gran potenza l'ennesimo kunai... che si impigliò per un pelo finendo davvero a pochi millimetri dal bersaglio... "Bene, continuerò a provare" pensai, mentre il sudore gocciolava lento lungo il mio corpo formando macchie irregolari sul lucido pavimento di legno. Fino alle 21.30 non feci altro che perfezionare la capacità di impastare il chakra negli arti, ma l'allenamento era interrotto da rare pause per consentire al mio povero corpo di recuperare l'energia perduta... Comunque alle 22 ero sotto una meravigliosa e rigenerante doccia calda che precedeva il sonno che mi avrebbe dato la possibilità di dare il meglio di me anche il giorno dopo. Martedì "Wow, ieri è stata proprio una faticaccia" fu il primo pensiero che mi colpì appena sveglio. Dopo essermi lavato ed aver fatto una colazione abbondante ed adeguata, mi diressi come di consetuo al dojo, rimuginando sull'allenamento che mi "toccava" oggi. Avevo pianificato di esercitarmi sulle varie tecniche che includeva la mia scheda ninja. Di mattina avrei provato due tecniche: 1)Tecnica della Trasformazione – Henge no Jutsu Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: 1 Il ninja che pratica questa tecnica è capace di cambiare il proprio aspetto. Se la sua scelta ricade su qualcosa di diverso da un altro essere umano, per esempio un oggetto o un animale, questo deve essere compreso entro questi parametri: da 1/3 del proprio peso e volume (minimo) a +33% del proprio peso e volume (massimo). Il consumo Bassissimo va sottratto dalla propria riserva all'inizio di ogni turno di chi ha effettuato la tecnica. Tipo: Ninjutsu (Livello: 6 / Consumo di Chakra: Bassissimo) e 2)Tecnica della Moltiplicazione del Corpo - Bunshin no Jutsu Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane Questa tecnica permette di creare dei cloni di se, composti unicamente di chakra. I cloni si presentano come una copia esatta del ninja che le ha create. Le copie possono essere create ad una distanza massima di 3 metri dall’utilizzatore. Le copie possono allontanarsi dal ninja che le ha create di circa 10 metri, superata questa distanza si dissolvono. La resistenza agli urti è minima, infatti ciascuna copia è distrutta appena subisce un qualsiasi contatto. Il numero di cloni creati non deve mai superare il massimo espresso sotto. Un clone che non fa nulla di particolare dura 6 turni mentre un clone costretto a correre o altro dura solamente 3 turni. I cloni creati con questa tecnica non possono attaccare ne simulare un attacco. Possiedono però la controparte illusoria di qualsiasi arma base in possesso del loro creatore. Possono muoversi camminando o correndo, abbassarsi e muovere gli arti con media velocità, e saltare. Non possono fare tecniche e non hanno forza. Se toccati svaniscono. Ma come avrei fatto a verificarne l'efficacia? "Mmm... devo inventarmi qualcosa... trovato!" Avrei seguito questo metodo, molto bizzarro ma efficace: per la tecnica della trasformazione avrei usato la vecchia macchina fotografia con l'autoscatto che mi aveva regalato la zia prima di dirigermi all'accademia. Prima però dovevo trovare un sasso abbastanza grosso... ne presi uno che pesava quasi quanto me e concentrando 1 bassissimo di chakra nelle mani e nelle gambe iniziai a spingere... con un po' di fatica riuscii a trasportarlo nel dojo e... gli scattai una foto! Dopo misi la macchina sul sasso, impostai l'autoscatto a 20 secondi e dopo circa 10 effettuai il sigillo della Henge no Jutsu (tecnica della trasformazione): rimasi trasformato per un pò e poi mi detrasformai, andando a riguardare le due foto (masso e me trasformato): "Uhmmm... non siamo molto simili" pensai comparando il masso e l'a...masso grigio e disomogeneo in cui mi ero mutato... "Oh, beh, suppongo che se la sapessi eseguire perfettamente non sarei qui ad allenarmi!". Dopo una decina di tentativi (e molte foto, e molta pazienza), ottenni un buon risultato: quasi non riuscivo a distinguere la mia foto da quella originale del masso! Decisi quindi, dopo aver pranzato, visto l'orario ed anche il chakra rimastomi, di passare ad esercitarmi sulla Bunshin no Jutsu. Usavo sempre la macchinetta: facevo disporre i miei cloni tenendo gli occhi chiusi nella mia stessa posizione vicino a me e poi facevo scattare la foto: all'inizio notavo che le differenze si notavano, ma dopo molto perfezionamento e molto chakra ( e molte altre foto) riuscii a migliorare anche in questa tecnica: In seguito decisi di giocare ad una sorta di prendi-prendi con 3 cloni che cercavano di toccarmi restando entro 10 metri da me: Purtroppo, costretti a correre, i cloni duravano poco, ma l'allenamento fu molto utile anche per migliorare le mie prestazioni fisiche. Sudavo ed ero stanco ma il mio caratteraccio ostinato mi impediva di arrendermi, e così continuai ad allenarmi su diverse altre tecniche di taijutsu, quelle che in assoluto preferivo!! Calcio a Martello Villaggio: Tutti Sigilli: 0 (Molto Veloce) Un primo calcio del Ninja viene portato dal basso verso l'alto davanti a sè, terminando il movimento con la gamba perfettamente perpendicolare al suolo, con la pianta del piede rivolta al cielo. Il colpo è più rapido del normale (+3 tacche a Velocità) e se va a segno, viene immediatamente seguito da un calcio discendente molto potente (+3 tacche a Forza) che colpisce lo stesso identico punto raggiunto dal colpo ascendente e la vittima verrà probabilmente atterrata , anche se la zona colpita fosse la sola mano. Se il primo colpo non va a segno, allora il resto della tecnica non avverrà. Tipo: Taijutsu - (Rendan) (Livello: 5 / Consumo: MedioBasso) Raffica della foglia - Konoha Reppuu Posizioni Magiche: Nessuna Villaggio: Foglia Descrizione: Servendosi di questa tecnica il ninja, che durante l'esecuzione della stessa compirà un giro di 360° sull'asse frontale, tenta di portare a terra un'avversario in corpo a corpo. Nella sua interezza questo taijutsu si compone in un abbassamento del baricentro, una spazzata che mira ad entrambe le gambe avversarie, e una conseguente spinta verso l'esterno. Se colpito nel punto prescelto, l'avversario non solo finirà a terra, ma verrà anche scagliato lontano... da quell'effetto simile ad una raffica di vento che dà il nome alla tecnica. Tipo: Taijutsu (Livello: 5 / Consumo: Basso) Vento Ascensionale della Foglia - Konoha Shoufuu Posizioni Magiche: Nessuna Villaggio: Foglia Descrizione: Questa tecnica si compone di un unico calcio, dal basso verso l'alto. Ha un raggio molto elevato (ben 4 metri) che viene raggiunto tramite un'alta concentrazione di chakra e ovviamente un salto adeguato alla distanza che si vuole raggiungere. Oltre ad avere un chiaro valore come tecnica offensiva, questo taijutsu può essere utilizzato molto efficacemente per contrastare qualsiasi tipo di attacco di fonte tangibile, che non ecceda un consumo energetico o un potenziale offensivo troppo elevato. Questo perchè, ad accompagnare il calcio volante, inteviene quella corrente di vento ascensionale che dà il nome alla tecnica. Tipo: Taijutsu (Livello: 4 / Consumo: Medio) [Solo se si ha in scheda il Vento della Foglia] Attacco Concatenato del Leone - Shishi Rendan Posizioni Magiche: Nessuna Villaggio: Foglia Descrizione: Si tratta di una veloce combinazione di attacchi dalla potenza devastante. Può essere eseguita sia contro un nemico in aria, che su uno a terra: nel primo caso si evita il primo calcio, ma tutti gli altri colpi verranno comunque sferrati... nel secondo caso c'è un calcio in più, ma se questo va a vuoto, l'intera combinazione è da considerarsi evitata. Dopo aver sferrato un calcio dal basso al mento dell'avversario per scagliarlo in aria, si salta dietro di lui mentre è in volo e gli si sferra un pugno con la mano sinistra torcendo il busto in modo da far roteare l'avversario in aria. Poi si sferra con la gamba sinistra allo stomaco dell'avversario un calcio, abbastanza falice da parare, e quindi facendo leva su quella stessa gamba si gira intorno all'avversario, facendo finta di tirare un calcio destro, quando in realtà lo si attacca con la mano sinistra per farlo precipitare verso il suolo.A quel punto, prima che l'avversario tocchi terra, gli si sferra un pugno allo stomaco. Infine si gira di 360° su se stessi attaccando l'avversario al volto o allo sterno con un calcio a martello (un attimo prima che tocchi terra in modo da farlo rimbalzare violentemente). Tipo: Taijutsu (Livello: 5 / Consumo: Medio) Vento della Foglia - Konoha Senpuu Posizioni Magiche: Nessuna Villaggio: Foglia Descrizione: Grazie a questo taijutsu il ninja è in grado di sferrare un attacco in più rispetto al massimo concesso dal suo grado. Tutti questi attacchi, portati con gli arti inferiori, saranno leggermente più forti e più veloci rispetto allo standard dettato dell'energia dello shinobi (come se si fosse concentrato bassissimo su ogni colpo). Ovviamente ripetere questa combinazione vari volte nello stesso combattimento la rende prevedibile, e quindi facilmente contrastabile. Tipo: Taijutsu (Livello: 5 / Consumo: Medio-Basso) Queste erano quelle che sapevo usare e decisi di allenarmi fino alle 22.00 in modo diverso per ogni tecnica: 1)Per il calcio a martello predisposi tavole di legno da 4 cm alle diverse altezze a cui la tecnica colpiva: sapevo infatti che, poichè la jutsu comportava un aumento di forza elevato, non mi sarebbe risultato troppo difficile romperle: non mi sbagliavo. 2)Per la raffica della foglia misi vari bersagli in verticale esercitandomi a farli volare via, a parecchi metri di distanza: però ora la stanchezza cominciava davvero a farsi sentire, e non ero nemmeno a metà. Comunque, raggiunto un livello di padronanza della tecnica che giudicai buono, passai ad altro. 3)Dopo aver recuperato pienamente il chakra, mi costruii un manichino rinforzato in cuoio per la prossima combinazione, complicatissima e costosa in termini di chakra:dovevo prima usare il vento ascensionale e farlo andare in aria, e poi utilizzare il Shishi Rendan per... "metterlo ko una volta per tutte". La combinazione richiese un grandissimo impegno da parte mia, ed ogni volta che la completavo, dovevo riposare per recuperare l'enorme quantità di chakra necessaria: ma questa combo si rivelò essere decisamente devastante. Dopo averla eseguita 5-6 volte per intero, decisi di non sprecare ulteriore chakra, e che era il momento di passare all'ultima tecnica prima dell'agognato riposo. 4)Iniziai quindi ad allenarmi sul vento della foglia, tecnica molto potente, che però non richiedeva troppo impegno... la ripetei svariate volte, riempiendo di botte il povero manichino che, sebbene imbottito in cuoio, cominciava a distruggersi... Quando la testa volò a 5 metri di distanza decisi che era davvero abbastanza, e tornai a casa sotto una lieve pioggerella che mi mise di buonumore. Dopo la solita doccia rinfrancante ed una cena molto frugale, forse troppo, mi coricai pensando già al domani. Mercoledì Questa giornata e la seguente sarebbero state dedicate allo sviluppo della forza fisica. L'allenamento sarebbe stato essenzialmente strutturato in 2 parti: Pesi&Colpi liberi Oggi mi sarei dunque allenato con i pesi. Presi uno speciale attrezzo, inventato da me. Si trattava di un robusto tubo di alluminio cavo ma spesso, con due manopole per afferrarlo (il diametro era di circa un metro) collegato ad una pompa ed otturato ai lati con tappi tenuti da catene. L'attrezzo seguiva un principio simile a quello del... water. In pratica, prima si riempiva d'acqua, e poi si sollevava. L'acqua, che gli dava una quantità variabile di peso, filtrava lentamente dai tappi alle estremità, che si aprivano proporzionalmente all'altezza raggiunta dall'oggetto. Quindi, più esso era sollevato, più velocemente usciva l'acqua, e più diminuiva il peso. Ero molto orgoglioso di aver ideato un simile attrezzo. Iniziai dunque riempiendolo di 25 litri di acqua. Ogni volta che si fosse svuotato, avrei aumentato il carico di 1 litro, fino ad arrivare a 50 litri (cioè 50 kg circa, incluso il peso del tubo). Sollevai l'attrezzo la prima volta e lo trovai molto leggero, a dispetto dei miei ricordi, ma arrivato a 35 non ne ero più molto sicuro... Il sudore aveva cominciato a colarmi dal naso facendomi deconcentrare e faticavo molto di più... dubitavo che sarei arrivato a 50 litri... "Non mollare, non mollare!!" mi ripeteva una vocina nella testa, ed io le diedi ascolto impedendo a me stesso di lasciare l'attrezzo. Tuttavia mi ci volle davvero tutta la forza di volontà che avevo per arrivare a 45 litri, dopo i quali ero davvero distrutto. Il sudore mi colava sul petto, sugli occhi, sulle gambe, ed infine cadeva a terra confondendosi con l'acqua che già c'era. Tuttavia non mi sarei mai arreso. VOLEVO, DOVEVO e POTEVO portare a termine quell'esercizio... mezzogiorno si avvicinava, ma anche i 50 litri... ero a 48... dopo una immensa fatica riuscii finalmente a far filtrare tutta l'acqua anche riempiendo il meccanismo con 50 litri, ed era già mezzogiorno... quindi decisi, visto che mi reggevo in piedi a stento, di andare a farmi una doccia rinfrescante sotto l'acqua fredda... dopo la doccia mi sentii ristorato e pronto a riprendere; così iniziai l'allenamento con gli attrezzi da culturista, cioè manopole e flessori: iniziai con un'ora di allenamento con le prime, che consistono in manopole di metallo collegate da molle di metallo difficilissime da tendere: esse servono principalmente a riscaldare bicipiti e tricipiti. Dopo il pranzo, quindi, cominciai: l'allenamento si rivelò meno duro del previsto, e riuscii a superarlo senza troppe difficoltà: dopo mezz'ora, però, avevo i muscoli tutti indolenziti per via dello sforzo e dovetti ancora ricorrere alla mia inesauribile forza di volontà per ignorare il sudore che ruscellava lungo le braccia e continuare l'esercizio, che terminai notevolmente affaticato: "Capperi, se mi ci è voluta tanta fatica per completare questo esercizio, il prossimo sarà proprio un calvario...". I flessori li avevo battezzati così io... Le mie paure erano fondate visto e considerato che essi erano estremamente faticosi da usare: si tratta infatti di due sbarre di piombo fissate ad un supporto e bilanciate ad un contrappeso: bisogna muovere il tutto facendo forza sui muscoli delle braccia e sugli addominali mentre si sta seduti su una sedia: il concetto è essenzialmente uno: FATICA, FATICA, FATICA!!! Rassegnato, mi dedicai comunque a quell'esercizio anima e corpo: avevo programmato di fare 100 volte l'esercizio, ma dopo le prime 20 non mi sentivo più le braccia: altre 10 e stavo per cedere ma mi sforzai fino al limite massimo: 62. Dopo crollai a terra sfinito, i muscoli talmente affaticati da essere come anestetizzati, e gli addominali sforzati oltre ogni limite normale: ma IO NON ERO NORMALE: ERO UN NINJA!! Forte di questa consapevolezza, andai avanti fino ad esercizio concluso, e mi riposai fino alle 8 di sera (erano le 7 e 35 circa): sentivo che dopo tre giorni di durissimo allenamento fisico, un pò di riposo era pienamente meritato... decisi quindi di godermelo e tornai a casa reggendomi a malapena: mi buttai sul letto e mi addormentai vestito dopo una giornata martoriante... Giovedì Quando mi svegliai mi accorsi che erano già le 7: saltai giù dal mio letto semplice, e presi a correre affannato verso la palestra: sembrava che i miei muscoli avessero recuperato dalla fatica del giorno precedente: meglio, perchè oggi mi sarebbe tocccato un allenamento semplice ma duro: colpi liberi fino allo svenimento contro i manichini approntati in precedenza. Nel dojo iniziai a colpire senza tregua i 3 bersagli con calci laterali, frontali, centrali, alti e bassi a ritmo serrato, e tentai anche di portare a termine varie combinazioni senza poggiare il piede con cui sferravo l'attacco a terra: imprimevo ogni volta tutta la forza che potevo per rendere i colpi forti, ma non dimenticavo che mi dovevo preoccupare anche della velocità e della precisione: infatti in un combattimento si devono possedere tutte queste doti per avere successo (almeno nel corpo a corpo,  ). I manichini riportavano ammaccature e strappi sotto i miei calci incessanti, ma da parte mia io consumavo molte energie nell'esercizio che minacciava di sfinirmi prima del previsto: già sentivo gli effetti della stanchezza, ed i miei colpi divenivano meno precisi e potenti, e diminuiaìva anche il ritmo... ma non dovevo assoulutamente permettermi di cedere: continuai sforzandomi di mantenere la velocità di esecuzione e la potenza su livelli accettabili fino a quando la stanchezza non ebbe la meglio sul mio corpo... ed erano ancora le 11 e 30! I manichini erano semidistrutti, ad uno mancava la testa, ad un altro il braccio si era spappolato facendo fuoriuscire tutta l'imbottitura... dopo averli riparati e ricuciti come potevo decisi di continuare ma con un piccolo cambiamento: avrei segnato i punti vitali con un colore ed avrei cercato di colpirli più volte che potevo con la giusta dose di potenza: è inutile cercare di colpire la giugulare con un colpo potentissimo: più che altro deve essere preciso... così come è meglio colpire il cuore con grande potenza ma con poca precisione: se anche solo la cassa toracica viene lesionata da un colpo, i danni sono gravissimi perchè gli organi interni vengono schiacciati contro spuntoni di ossa... non che avessi intenzione di usare tali colpi in scontri amichevoli, sia chiaro!!! "Non posso uccidere nessun ninja se l'incontro non lo prevede"... lo sapevo benissimo... comunque continuai la serie di colpi potenti e veloci e dopo un buon pranzo iniziai con i pugni: questi erano meno faticosi dei calci, ma richiedevano più forza, dato che i muscoli delle braccia di solito sono meno potenti di quelli delle gambe... Mentre riflettevo così, continuavo a colpire incessantemente le sagome ormai sfocate che mi apparivano davanti, come se fossero degli odiatissimi nemici che volevo annientare ad ogni costo: pugno dopo pugno, i manichini andarono in pezzi, e così ricominciai a sfondare, sempre più stanco, tavole di legno abbastanza spesse: qualche volta ne mettevo addirittura 2 una dietro l'altra, ma difficilmente riuscivo nel mio intento senza usare il chakra: comunque alle 6 del pomeriggio ero ancora nello stesso punto e stavo sferrando pugni contro una roccia porosa che si stava lentamente sbriciolando: parevo un essere inanimato, meccanico: la sequenza era sempre la stessa... alto, alto, medio ,alto, basso, medio ecc. e nemmeno l'introduzione sporadica di nuovi colpi riusciva a cancellare la monotonia dell'esercizio... comunque alle 23 tornai a casa con la consapevolezza di aver notevolmente migliorato la mia forza: nei giorni seguenti sarebbe toccato prima alla velocità, ed infine ad un ripasso generale: doccia calda, lavata di denti, breve cena e poi una bella dormita riposante erano tutto quello che mi serviva ora.Improvvisamente mi resi conto di non aver migliorato quasi per nulla la mia abilità con l’aikuchi: "Pazienza", pensai prima di addormentarmi, "rimedierò domani..." Venerdì "Oggi e domani velocità e poi domenica prima un pò di pratica con l'aikuchi e poi ripasso generale..." : questo era il programma che mi si prospettava nei giorni seguenti... tornando al presente, decisi come strutturare l'allenamento di oggi mentre ero ancora sulla strada per il dojo... Stabilii che avrei compiuto, dalle 6.30 alle 12.30 un allenamento molto duro anche se utile per migliorare velocità ed anche la resistenza: avrei fatto intorno al perimetro del giardino qualche centinaio di giri preceduti da 30 minuti di corsetta lenta per scaldare i muscoli; in seguito avrei cominciato i giri, correndo in questo modo: prima 10 minuti di corsa lenta, poi 10 di corsa normale e poi 2 di scatto continuo: infine 5 minuti di passo per riposarsi, durante i quali avrei fatto qualche affondo con la gamba... poi si ricominciava. Dopo una decina di sequenze, malgrado i periodi di "riposo", ero già un po' stanco, fatto dovuto ai minuti di scatto che erano stremanti: dunque, visto che erano già quasi le 12, rallentai per un po', rallentando la corsa... il sudore e la stanchezza non contribuivano certo ad alzare il livello del mio morale, rendendo gli esercizi estenuanti come non mai... comunque alle 12.30 ero ancora vivo e vegeto, e decisi di riposarmi fino alle 2 per prepararmi all'allenamento di oggi pomeriggio, che sarebbe stato ancora più faticoso di quello compiuto la mattina: dovevo infatti affinare la velocità dei colpi e per far questo era necessario sferrare lunghissime serie di pugni e poi calci e ginocchiate a dei bersagli in gomma, senza un attimo di riposo e soprattutto senza cedimenti: dunque pranzai in fretta e furia e andai a riposare fino alle 2 meno 10 per essere nel pieno delle forze per l'esercizio. Quando mi svegliai il caldo era soffocante, tanto da farmi rimpiangere quella mattina, in cui il sole era coperto seppur parzialmente dalle nuvole... comunque il mio allenamento si sarebbe svolto all'interno. Iniziai con una lunga fase di riscaldamento muscolare composta da addominali, flessioni sulle braccia, flessioni su un solo braccio (una tortura), mezzi squotch (piegamenti da posizione retta che consistono nel piegarsi sulle ginocchia portando le mani a livello delle spalle), e soprattutto allungamento ( delle braccia, da seduto, delle gambe eccetra)... il tutto si rivelò non troppo faticoso, ed nel complesso mi aiutò a tonificare e preparare i muscoli per la tortura che sarebbe seguita: mi aspettavano 1)1250 pugni (625 destri e 625 sinistri) alla frequenza di 2 al secondo 2)500 calci frontali (400 destri e 100 sinistri visto che ero molto più abituato a colpire con il destro, la mia gamba più potente) 3)400 calci laterali (idem come sopra riguardo al numero) 4)400 calci circolari (133 alti, 133 medi e 133 bassi e l'ultimo... beh... come volevo ^^) le serie di calci dovevano essere svolte con la frequenza di un calcio al secondo Ben riscaldato mi appropinquai al bersaglio che avevo scelto e cominciai la serie dei pugni che durò 10 minuti circa: al termine ero stremato e le braccia mi dolevano: tuttavia non ebbi esitazioni e continuai l'allenamento. I calci frontali non presentarono particolari difficoltà poichè erano abbastanza facili da eseguire, così come i laterali: tuttavia, sebbene questi tipi di calci non richiedessero una notevole preparazione tecnica, contribuirono a stancarmi ancora di più: inoltre, i circolari erano difficili al contrario degli altri e dopo aver sferrato 399 calci di questo tipo, sudato e stanco, ebbi appena il tempo di sferrare un ultimo calcio a "coda del drago" (calcio volante girato) prima di cadere a terra ansante e sfinito: mentre respiravo affannosamente un pensiero attraversò la mia mente: "Oh nooo, le ginocchiate...". In effetti mi ero completamente dimenticato di includerle; ne avrei quindi sferrate 300, 150 per ginocchio, più altre 100 in salto ad un bersaglio orizzontale e posto a 1 metro di altezza. Dopo aver recuperato un po' di fiato mi raddrizzai con una certa fatica e iniziai nuovamente a tempestare di colpi il manichino che si era squarciato in più punti dai quali fuoriusciva lenta della sabbia... alla fine avevo sudato così tanto che mi ero disidratato (avevo ripetuto tutte le serie 2 volte) e quindi decisi di andare a farmi una doccia e poi, visto l'orario, di andare a prendermi il meritatissismo riposo, l'agognato riposo, che mi aspettava sottoforma di un morbido letto corredato di un soffice cuscino dal quale non mi sarei rialzato fino alla mattina seguente. Notai con sollievo che come tre giorni prima una pioggerella monotona aveva cominciato a cadere, rinfrescandomi e confortandomi, prima che io mi affidassi definitivamente alle comode braccia di Morfeo... Sabato "Domani sera sarà finita... menomale...". Era questo il pensiero che mi spingeva ad andare avanti, stanco com'ero, dopo 5 giorni di massacrante, esauriente, folle ed incessante allenamento: in compenso però le mie prestazioni avevano risentito parecchio dell'allenamento: ormai le mie capacità fisiche erano migliorate a tal punto che ero quasi sicuro che, se avessi combattuto contro il me di 5 giorni prima, mi sarei sconfitto senza difficoltà. Sabato comunque decisi di ripetere l'allenamento della mattina precedente con una variante; mi sarei applicato dei pesi da 1 kg alle gambe. All'inizio, durante la solita mezz'oretta di corsetta (6:30-7:00), la faccenda mi sembrava decisamente facile: infatti sentivo poco il peso dei pesi (scusatemi il gioco di parole) gravare sulle mie gambe anche se dopo qualche ora (verso le 10), avevo cambiato completamente opinione: disteso a faccia in su sul selciato che delimitava il perimetro mi chiedevo perchè fossi già senza fiato. La risposta arrivo quando provai a ricominciare:con i pesi alle gambe gli scatti diventavano assolutamente massacranti perchè le gambe si appesantivano molto più di quanto sembrasse, con risultati scontati. Ma la mia determinazione ebbe ancora la meglio sulla mia stanchezza (o meglio sfinimento assoluto) inducendomi a non cedere mai, a continuare indipendentemente dalla fatica che provavo: anche se ormai pareva che alle gambe fossero attaccati due macigni invece di due pesetti da nulla, mi costringevo ad andare avanti, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, scatto dopo scatto, ed anche se il sudore ormai colava tanto copioso da formare delle piccole pozze sul tragitto, io quasi non ne risentivo: come se qualcuno volesse agevolarmi il più possibile, impietosito dal mio stato, le nuvole coprirono il sole verso le 12 e cominciò a scendere una leggera pioggerella che mi rinfrescava moltissimo aiutandomi nell'arduo compito che stavo svolgendo. Arrivato alla fine delle mie fatiche, mi accasciai inerte al suolo e dovetti lottare per rimanere cosciente e soprattutto per rialzarmi dato che altrimenti l'acido lattico nelle mie gambe mi avrebbe reso impossibile continuare fino a pomeriggio... trascinandomi a fatica al dojo stabilii che nel pomeriggio, dopo 5 ore di riposo (dalle 12 alle 4), avrei compiuto un allenamento ancora più faticoso: lo stesso esercizio con 2 kg alle ginocchia... che dire? Posso solo dire che sebbene mi fossi solo riposato ed avessi meditato fino alle 4, nonostante tutti i miei buoni propositi e la mia determinazione, dopo 60 giri (ovvero circa 2 ore e mezzo), ero nello stesso stato pietoso in cui mi ero trovato la mattina, a fine esercizi. Le gambe erano tanto pesanti che non riuscivo a sollevarle, e la tenera pioggerella si stava trasformando in un acquazzone... "Ecco che cominciano i guai... come farò ora a tornare al dojo?"pensai. Subito dopo una vocina mi rammentò "DOVE E' FINITA TUTTA LA TUA DETERMINAZIONE, RAZZA DI SMIDOLLATO!!! Tornare al dojo? Non se ne parla!"conclusi, e con uno sforzo sovrumano mi rimisi in piedi ricominciando a camminare... dopo 10 minuti, ripresomi parzialmente, aumentai l'andatura per poi compiere uno scatto, e poi ancora passo, corsetta, corsa, scatto e così via fino alle 10 in punto. Ma era davvero troppo anche per il mio fisico... tornai al dojo in uno stato di semincoscienza e mi addormentai lì, dentro la palestra, sul tappetino da combattimento. Domenica Fui svegliato dal cinguettio degli uccellini fuori e mi accorsi con orrore che erano le 9. "Ma quanto ho dormito??!?!?" pensai, anche se subito dopo mi resi conto di due cose positive: 1)Aveva smesso di piovere ed era rispuntato il sole 2)Oggi era domenica, mi ero riposato e mi toccava un allenamento meno duro del solito... meno male... non ne potevo più... Mi alzai velocemente, e subito mi feci una bella doccia rilassante. Dopo che mi fui lavato e ristorato, predisposi i soliti manichini ed incominciai a fare pratica con l'aikuchi... mi esercitai a lungo sui colpi di taglio, di piatto, di punta e di striscio... durante l'allenamento pensavo a tutti i progressi compiuti... "Non mi riconosco più... sono migliorato moltissimo da quando ho iniziato..." ed intanto colpivo in vari modi la sagoma che avevo davanti agli occhi... dopo l'allenamento il manichino era semplicemente... da buttare. La sabbia era fuoriuscita quasi totalmente dagli squarci e varie parti penzolavano appese a malapena... sorrisi pensando a tutte le mazzate che aveva preso... con un ultimo colpo lo decapitai e quello cadde con un tonfo a terra, fra la sabbia sparsa... riposi il coltello e decisi che ora sapevo maneggiarlo abbastanza bene, e dedicai il resto della mattina a studiare teoria. Rilessi vari testi come "Teoria del taijutsu", "Il chakra, come controllarlo" e "Jutsu dalla A alla Z". Ero appunto assorto nella lettura di quest'ultimo, dove era descritto dettagliatamente l'uso della tecnica dei bunshin, quando mi accorsi che era già arrivata l'una. Pranzai uccidendo un coniglio con un kunai e poi cucinandolo ( e questo mi diede modo di allenare ulteriormente la mira) e poi, senza riposare, decisi di fare altra pratica con le mie arti magiche... i taijutsu li avevo allenati sufficientemente... Tecnica della Trasformazione – Henge no Jutsu Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: 1 Il ninja che pratica questa tecnica è capace di cambiare il proprio aspetto. Se la sua scelta ricade su qualcosa di diverso da un altro essere umano, per esempio un oggetto o un animale, questo deve essere compreso entro questi parametri: da 1/3 del proprio peso e volume (minimo) a +33% del proprio peso e volume (massimo). Il consumo Bassissimo va sottratto dalla propria riserva all'inizio di ogni turno di chi ha effettuato la tecnica. Tipo: Ninjutsu (Livello: 6 / Consumo di Chakra: Bassissimo) Tecnica della Moltiplicazione del Corpo - Bunshin no Jutsu Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane Questa tecnica permette di creare dei cloni di se, composti unicamente di chakra. I cloni si presentano come una copia esatta del ninja che le ha create. Le copie possono essere create ad una distanza massima di 3 metri dall’utilizzatore. Le copie possono allontanarsi dal ninja che le ha create di circa 10 metri, superata questa distanza si dissolvono. La resistenza agli urti è minima, infatti ciascuna copia è distrutta appena subisce un qualsiasi contatto. Il numero di cloni creati non deve mai superare il massimo espresso sotto. Un clone che non fa nulla di particolare dura 6 turni mentre un clone costretto a correre o altro dura solamente 3 turni. I cloni creati con questa tecnica non possono attaccare ne simulare un attacco. Possiedono però la controparte illusoria di qualsiasi arma base in possesso del loro creatore. Possono muoversi camminando o correndo, abbassarsi e muovere gli arti con media velocità, e saltare. Non possono fare tecniche e non hanno forza. Se toccati svaniscono. Tipo: Ninjutsu (Livello: 6 / Consumo di Chakra: Bassissimo per Copia) [massimo copie: Studenti 3, Genin 5, Chunin 7, Jonin Grado D 9, Grado C 11, Grado B 13, Grado A 15] Queste due erano le tecniche scelte.. con la tecnica della trasformazione decisi di trasformarmi in un ceppo, sempre aiutandomi con la macchina fotografica, e quasi non si notava la differenza! Invece usai la tecnica della moltiplicazione per inscenare un mini-combattimento. Produssi quindi 3 cloni: ovviamente sapevo benissimo che in primis sarebbero svaniti al primo contatto, avevano meno velocità e riflessi di me ed infine sarebbero durati poco se costretti a combattere. Comunque provai a combattere e l'esito fu soddisfacente. Mi si lanciarono tutti addosso. Schivai il pugno goffo del primo con un movimento laterale, ed il calcio del secondo abbassandomi. Il terzo non attaccò ma prese le distanze. Scagliai un kunai concentrando un bassissimo nella mano sul primo che svanì all'istante, colpii con un pugno nel torace il secondo e feci dissolvere il terzo colpendolo dopo qualche tentativo con l'aikuchi. Il risultato era soddisfacente. Ripetei vari combattimenti fino a sera, di tanto in tanto anche usando taijutsu come il vento della foglia per eliminare 2 cloni in una volta. Infine l'esercizio divenne un pochino noioso e così decisi di fare qualche giretto ad andatura costante attorno al dojo. Senza pesi, mi sentivo leggerissimo, e dopo averne fatti 30 ero solo sudato. L'affanno era minimo. Sentendomi al settimo cielo per i risultati ottenuti, tornai a casa mia facendo pratica con i sigilli lungo il percorso... ariete, bue, cane, tigre, gallo, ariete, pecora, tigre, cane, cinghiale, cavallo... tutti i sigilli che conoscevo furono eseguiti varie volte fino a che non sentii che le mani si muovevano quasi da sole... alle 9 e mezzo rincasai e mi misi a dormire un'ora più tardi dopo aver seguito un appassionante telefilm... prima di prendere sonno tuttavia fui a lungo tormentato dai pensieri sull'accademia e su cosa avrebbe potuto attendermi lì... mi addormentai con un sorriso stampato in faccia... Intervento di Yami: Forse alcune parti potevano essere più curate, come grammatica in generale, ma l'addestramento è ben descritto, e crei una buona interpretazione. Promosso Edited by Yami Kaguya - 14/1/2008, 08:00
Il mondo si divide in 10 tipi di persone: quelle che capiscono il codice binario e quelle che non lo capiscono. 
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 | | | | Nome Utente: Marko1995 Nome del PG: Ishimaru Uchiha Villaggio: Konoha Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: Scheda di Ishimaru Uchiha1° giorno: Mercoledì
Oggi voglio iniziare l’allenamento. Mi sveglio presto, alle 7:30 circa, faccio una colazione leggera per non appesantirmi e dopo essermi lavato e vestito esco. Per riscaldarmi faccio una corsa, non troppo veloce, per arrivare al laghetto vicino a casa mia che dista 4 chilometri. Appena arrivo riprendo un po’ di fiato con degli esercizi di respirazione. Inizio con lo streching, allungamento dei muscoli delle gambe, delle braccia e dorsali. 9:00 Quando ho finito cerco un albero robusto e comincio l’allenamento con il taijustu. Inizio con una serie di calci, 150 dovrebbero bastare. Il primo, non sento niente, ventesimo le caviglie bruciano un pochino, cinquantesimo la mia fronte s’imperla di gocce di sudore, centesimo, non ce la faccio quasi più, non sento la gamba dal ginocchio in giù, centocinquantesimo, finito. Mi sdraio sull’erba e mi massaggio le caviglie. Dopo 5 minuti torno ad allenarmi, mi svesto e mi butto nel lago, faccio un quarto d’ora di nuoto, poi do la caccia ai pesci. Mi immergo, ne vedo un paio vicino al fondo e iniziò a seguirli. Riesco a prenderne uno e tornato a riva lo preparo e lo mangio, mi sdraio e riposo per un po’. 14:15 Dopo essermi riposato mi alleno con una serie di pugni tirati sul tronco. Ricordando cosa mi è successo alle caviglie ne tiro 100. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, Devo impegnarmi, devo farcela!!!! 25, 26, 27, 43, 59, 72, 100! Le mani sono intorpidite, ma adesso sono sicuro che il dolore mi aiuta. Dopo aver finito vado a lavarmi le mani sulla riva del lago. Mi metto per terra e faccio una cinquantina di flessioni a pugni chiusi. Sudo, tanto. Le flessioni, da piccolo non mi riuscivano mai, ora riesco a farne abbastanza. Alla ventesima sento i muscoli delle braccia intorpidirsi ma continuo, arrivato a cinquanta mi sdraio, senza fiato. Bevo un po’ d’acqua dal lago e torno all’allenamento. Inizio una serie di addominali, la prima da 30, riesco a farli tutti senza problemi allora ne faccio un'altra. Arrivato alla fine della seconda serie ho i muscoli a pezzi. Mi sento sempre più vicino all'accademia. Torno a casa di corsa e dopo aver cenato vado a letto presto.
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2° giorno: Giovedì
Mi sveglio un po’ tardi con un leggero formicolio sulla pancia, nonostante questo dopo aver fatto colazione ed aver fatto la doccia mi vesto e corro fino al lago. Quando arrivo noto dei tronchi sull’altra sponda e li raggiungo nuotando. Una volta arrivato mi avvicino a quello che rimane di un piccolo bosco e dopo essermi riscaldato, per evitare strappi o slogature, uso la Raffica della Foglia su i tronchi. Mi abbasso e ruotando tiro un calcio al primo, si apre una spaccatura sul lato dove è arrivato il mio calcio. Non essendo riuscito a rompere quel tronco ne tiro un altro e questa volta si spezza andando verso la costa del lago. Yatta!!! Decido di continuare fino all’ora di pranzo allenandomi con il taijutsu. Riprovo la serie di calci del giorno precedente. Oggi devo farcela, se non ce la farò è inutile che vado avanti. Inizio con il primo calcio, continuo, ignoro il dolore, devi farcela Ishimaru, sopporta! Sopporta! Stringi i denti e continua! 13:30 Mi svesto e vado a pescare nel lago. Le mie caviglie sono rosse e doloranti, ma ora sò che l'accademia è una cosa possibile. Prendo un paio di pesci e dopo averli cotti con dei legni li mangio. Poco dopo mi carico addosso il primo tronco che ho spaccato e inizio a correre intorno al lago. Dopo quattro giri inizio a sentire la stanchezza ma cerco di sopportarla. Al nono sento le gambe cedermi e riesco a finirne un altro. Vado a riposare un po’ con i piedi nel lago. 15:35 Torno in mezzo al boschetto e con dei kunai incido alcuni tronchi con dei bersagli. Appena finisco di creare i bersagli immaginari mi metto a 15 metri circa e mi alleno con gli shuriken e i kunai tutto il pomeriggio per non affaticarmi troppo. Il primo non va a segno, strano mi è sempre sembrato di avere una buona mira. Continuo. A fine giornata primo kunai è l'unico che ho dovuto raccogliere da terra. 18:30 Dopo essermi allenato con le armi da lancio riprendo il tronco rotto e ricomincio a correre intorno al lago. Riesco a fare solo 5 giri, le mie caviglie non hanno retto fino a dieci giri, devo riprovare, ma non oggi. Lascio il tronco e lo butto nel lago. Ritorno a casa camminando sfinito dalla precedente corsa. Mangio e vado a letto immediatamente.
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3° giorno: Venerdì
Mi sveglio riposato verso le 8:00 e faccio una colazione sostanziosa. Oggi non vado al lago e mi alleno in giardino nell’arte del fuoco. Scelgo la palla di fuoco suprema, molti dicono che è semplice, soprattutto tutti i componenti del mio clan, voglio provarci. Provo a impastare il chakra. Mi è stato insegnato da mio padre, ma appena ha visto che i miei risultati erano scadenti ha smesso di allenarmi. Devo fargli vedere che non sono un perdente. Devo diventare un ninja. Devo FARCELA!!!
Serpente.
Tigre.
Cinghiale.
Cavallo.
Tigre.
Prendo fiato, metto il chakra nella bocca, soffio……………….una sfera di fuoco di 2x2 metri circa esce dalla mia bocca. Immediatamente sento le mie forze uscire dal mio corpo insieme al fuoco. Non ce l'ho fatta, riproverò fino alla morte. Serpente.
Tigre.
Cinghiale.
Cavallo.
Tigre.
Stavolta dalla mia bocca esce una sfera di 1,5x1,5. Non sento più il chakra. Non riesco a stare in piedi, cado ma non riesco a sentire la botta, svengo prima. 12:00 Mi sveglio, vedo il giardino bruciacchiato e ricordo di essermi allenato nell’arte del fuoco. Rientro in casa e faccio un pranzo ricco di carboidrati. Torno fuori e per non usare chakra scelgo di allenarmi nelle armi da lancio. Piazzo di vasi lontani 20 passi da me, circa 17 metri. Lancio i kunai, non tutti vanno a segno, sono ancora stanco per lo sforzo di stamattina. Allora passo agli shuriken, come i kunai ne vanno a segno pochi. Voglio continuare, devo continuare. Decido di cambiare allenamento pur di fare qualcosa. Prendo una corda e inizio a saltare. Dieci serie da cento. Inizio a saltare. Alla settima serie sento le gambe doloranti e mi fermo per riposare un po’. Da questo momento giuro sulla casata degli Uchiha che non mi fermerò fino a quando non sarò un ninja imbattibile. Rinforzato dal mio giuramento e dal mio orgoglio riesco completare gli altri trecento salti. 8:00 Vado a cenare. Prima di coricarmi scelgo di scrivere su un rotolo il mio giuramento, poi lo appendo su un muro. Mi addormento appena tocco il letto per la fatica.
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4° giorno: Sabato
Mi sveglio alle 8:30, faccio colazione, mi lavo e mi vesto. Corro fino al lago, quando arrivo faccio 15 giri del lago a corsa, devo aumentare la mia agilità. I primi cinque passano come acqua, al dodicesimo sono completamente sudato ma riesco a farli tutti e quindici. Torno a nuoto fino ai tronchi, ogni bracciata mi avvicina alla mia meta, l'accademia. Per allenrmi concentro il chakra sulle braccia e inizio a tirare pugni sugli alberi spogli. Ricorda: non hai un albero davanti, è un nemico e tu devi batterlo. Dopo averne tirati una settantina inizio con i calci. L'energia che ho proviene dal giuramento. Riesco a tirarne cento, contento mi tuffo e prendo un pesce. 14:00 Dopo essermi rifocillato provo la tecnica della trasformazione, cerco di trasformarmi in un ragazzino che ho visto passare qualche giorno fa vicino a casa mia. Metto la mani in posizione, uso il chakra. HENGE NO JUTSU Riesco a trasformarmi, anche se sono un po’ diverso dal ragazzo che avevo visto, sembro un incrocio fra me e lui. Non va bene, devo aumentare la precisione, forse non ho abbastanza chakra da trasformarmi completamente. Nonostante questo sono abbastanza contento e riprendo subito la mia forma normale. Torno a casa presto, per essere riposato domani. Rientro di corsa e appena arrivato riprovo la tecnica della trasformazione. Stavolta gli assomiglio un po’ di più. Prendo le armi da lancio mi alleno a costruire una piccola trappola per topi. Dopo una mezz’oretta un topo ci cade e viene intrappolato da una gabbia di kunai. Prima di andare a cenare libero il topo.
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5° giorno: Domenica
Mi sveglio alle 8:00, faccio colazione e vado al lago correndo, con i kunai tiro ai pesci che saltano fuori dall’acqua, quando ho finito vado a recuperare pesci e kunai. Torno al boschetto secco e faccio dello streching, dopo aver finito concentro il chakra sulle gambe e tiro una serie di 150 calci ad un albero. Non posso abbandonare la mia promessa, devo continuare a tirare, ignorerò il dolore finché non avrò le ossa completamente rotte. Dopo i primi 75, smetto di concentrare il chakra sui piedi e tiro normali calci, sentendo più dolore, stringo i denti pensando all'accademia e alla fascia che voglio ottenere. Grazie all’allenamento il dolore viene soppresso dalla mia forza di volontà e i miei calci sono più veloci e potenti. Inizio una serie di pugni e il tronco, a metà serie, si rompe. Credo sia un buon segno, ma l'allenamento non è ancora finito. Cambio albero e finisco di tirare i pugni mancanti. Recupero i pesci e li cucino, dopo aver mangiato bevo un po’ d’acqua dal lago. Per il resto del pomeriggio mi alleno nel taijutsu sugli alberi. Immagino l'albero come mio padre, solo per un attimo, e un pugno va a segno molto più forte degli altri. Continuo pensando che lui sia lì e ignoro completamente il sangue sulle nocche. Quando mi rendo conto che la corteccia dell'albero e rossa smetto di riempirla di pugni. Decido di fare una corsa intorno al lago. Comincio a correre, mio padre è ancora in mezzo ai miei pensieri, ma viene sovrastato dal mio voler partecipare all'accademia. 19:45 Torno a casa, meno stanco del solito, mangio e mi addormento tardi.
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6° giorno: Lunedì
Mi sveglio alle 7:45. Faccio una colazione abbondante e vado a cambiarmi. Dopo essermi lavato, esco di casa e vado al lago correndo velocemente, concentrando il chakra sui piedi. Arrivo pochissimo tempo dopo essere partito, mi accorgo di aver aumentato molto la mia agilità. Arrivato al lago voglio riprovare a fare la palla di fuoco suprema. Il giuramento. Pensa al giuramento, pensa al giuramento...... Mi giro verso l’acqua. Chiudo gli occhi, appena riesco a sgombrare la mente li riapro. Faccio le posizioni imparate in tenera età con le mani, Serpente, Tigre, Cinghiale, Cavallo, Tigre. Metto le mani davanti alla bocca e soffio, davanti a me si crea una palla di fuoco di circa 3,5x3,5 metri, e non mi sento nemmeno tanto affaticato, forse riuscirei a farla un’altra volta, ma non voglio rischiare. La palla di fuoco sarà il mio biglietto d'ingresso per l'accademia, devo migliorarla fino a farla diventare grossa come la farebbe mio padre. Mi riposo una decina di minuti, e dopo mi tuffo a pescare, prendo qualche pesce. Passo la mattina a fare esercizi fisici. Inizio con una serie di addominali. Ne faccio 40, sono sudato, ma penso di riuscire a continuare. Mi metto vicino ad un albero, faccio la verticale, e inizio a fare flessioni a testa all’ingiù. Dopo averne fatte 15, sento la testa girare e mi metto seduto. Poi corro intorno al lago, dopo aver fatto 15 giri sento il mio stomaco far scomparire dalla mia mente il mio obbiettivo e mi fermo per mangiare. 13:45 Il pomeriggio faccio il giro del lago nuotando, circa 10 volte, non sono un cattivo nuotatore, mi sono sempre allenato nel lago. Dopo vado nella zona dei tronchi e mi alleno nella raffica della foglia. Cerco un tronco robusto, quando lo trovo mi metto di fronte a esso e dopo essermi abbassato, giro su me stesso e gli tiro una calcio. Il tronco si spezza e cade lontano. Il pensiero dei miei genitori va con lui. Dopo cerco i tronchi con incisi i bersagli e mettendomi a 15 metri circa da essi, gli tiro tutte le armi a distanza che ho, nessuna manca il bersaglio. Mi stupisco dei miei miglioramenti. Dopo mi sdraio per terra e faccio altri addominali. Dopo averne fatti una trentina mi arrampico su un albero e torno a casa saltando da un ramo all’altro. Ceno e vado a letto, mi addormento quasi subito.
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7° giorno: Martedì Mi sveglio prima del solito, più o meno alle 7:00, faccio colazione, mi lavo, mi vesto e faccio una corsa fino al lago. Arrivato al lago faccio degli esercizi di riscaldamento. Dopo mi metto a testa all’ingiù e faccio 5 giri del lago, appena li finisco mi sdraio, completamente sudato. Per calmarmi faccio un bagno e pesco dei pesci di media grandezza. Dopo faccio 5 giri del lago a nuoto, al terzo sento bisogno di aggrapparmi alla costa ma cerco di farne almeno un altro, senza rendermene conto ne faccio altri due, con la testa fra l'accademia e gli esercizi che mi restano da fare, a metà fra la stanchezza e il sonno. Dopo vengo fuori dall’acqua e mangio. 14:30 Dopo aver risposato, mi giro verso il lago e mi alleno nella palla di fuoco suprema. Oggi deve riuscirmi, ricorda il giuramento. Concentro il chakra, compongo i sigilli, e soffio fuori tutta l’aria che ho nei polmoni. Una sfera di fuoco di 4x4 metri viene creata dalla mia tecnica, non sento molto chakra in corpo, ma l’eccitazione mi riuscirebbe a tenere in piedi per un giorno intero. Non ho ancora finito, quando avrò svolto tutti gli esercizi avrò tempo per festeggiare. Scelgo un tronco, concentro il chakra nelle mani e inizio a tirargli pugni . Riesco a tirarne 50, mi rendo conto più o meno di quanto chakra ho in corpo asseconda degli esercizi che riesco a fare. Bene, conosco i miei limiti e l'accademia non è fra questi. Ripensando alla lista che mentalmente avevo preparato per oggi. mi ricordo il prossimo esercizio e inizio a correre intorno al lago percepisco la stanchezza farsi strada attraverso il mio corpo. Il quindicesimo giro lo finisco sdraiato, completamente sfinito. Torno a casa camminando. Quando arrivo vado a letto senza cenare. Poco prima di addormentarmi mi ricordo che il giorno dopo sarei andato all’accademia. Intervento di Yami: Umh....mi pare un pò troppo schematico =3 Racconti ogni evento come fosse una lista che stai leggendo, non come se il tuo pg stesse affrontanto ognuno di quegli esercizi, con la meta di iscriversi ai corsi, e quindi mettendoci tutto sè stesso. In sintesi, addestramento un pò carente sull'interpretazione =3 Prova a immedesimarti di più nel pg, e modifica l'addestramento. Poi te lo ricontrollo ;3 Fine dell'intervento di Yami, Marko1995: Ho modificato, ora va meglio? [Re-Intervento di Yami] Ok, anche sull'interpretazione ora l'addestramento è sufficiente ;3 Promosso Edited by Yami Kaguya - 21/1/2008, 17:39 | | | |
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 | Tetsunami | | | Nome Utente: Tetsunami Nome del PG: Nomiwoto Villaggio: Suna Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: http://narutolegend.forumfree.net/?t=24172259Lunedì Era ancora mattina presto quando Nomiwoto si svegliò. Un raggio di sole filtrava attraverso la finestra accostata della camera del ragazzo. Nomiwoto si stiracchiò. Era tutto indolenzito, ma con uno sforzo si alzò dal letto, si lavò e si vestì di corsa. Lasciò la sua stanza ed entrò in cucina dove sua madre stava cucinando. "Buongiorno mamma" disse il ragazzo con una voce ancora assonnata. Lei rispose tutta allegra e gli mise davanti un piatto con frutta e verdura. "Cos'è questa schifezza e da quando in qua si mangia verdura per colazione!" esclamò Nomiwoto. La madre alzò un dito, lo puntò verso il figlio e disse "Lo sai che se vuoi diventare un ninja devi allenarti e mangiare sano!". Il ragazzo fece per replicare, ma fu subito zittito dallo sguardo minaccioso di sua madre. Senza neanche salutare si diresse verso il la gola a fianco della casa fino ad arrivare in una radura. Lo sguardo di Nomiwoto si fece serio: sapeva che se voleva diventare un bravo ninja doveva allenarsi sul serio e non eseguire i soliti esercizi. Appoggiò le mani contro una roccia e iniziò il suo allenamento con qualche esercizio per i polpacci. Finito con il riscaldamento cercò un posto dove poter infilare i suoi piedi. Trovato ve li inserì, si sdraiò, pose le mani sopra l'addome e con forza si tirò su. Ripeté questo esercizio per un centinaio di volte ripetendosi tra sé "Devo farcela, non devo mollare". Il territorio di Suna era sprovvisto di boschi perciò decise di fare 30 giri di corsa attorno alla sua casa. Stanco, si fermò, estrasse dalla tasca della tuta un panino, preso furtivamente dalla dispensa di casa quando sua madre non era presente, e lo addentò con gusto. Fece qualche riflessione pensando a cosa avrebbero detto i suoi amici se fosse entrato nell'accademia. Finito il panino si rialzò velocemente e con una serie di piegamenti e flessioni trascorse tutta la mattinata. Il sole era già alto nel cielo e perciò era folle pensare di continuare gli allenamenti sotto quel caldo cocente. Entrò in casa e chiese a sua madre di preparargli il pranzo. Lei si mise subito al lavoro. Si sdraiò sul letto finché non sentì il richiamo della mamma "E' pronto, sbrigati!". Il pasto fu veloce e mentre Nomiwoto aspettava che il sole raggiungesse il tramonto sfogliò i libri di teoria per capire come impastare il chakra. Poi decise che l'indomani avrebbe provato con la moltiplicazione del corpo. Verso le 4 e 30 uscì di casa e fece un'ora e mezzo di corsa. Con il fiatone si sedette su una roccia a riposare. Era un allenamento molto faticoso, ma era necessario se voleva diventare un ninja. Mentre guardava il cielo udì un rumore, si voltò di scatto e scorse suo padre che stava entrando in casa. Sbuffò in segno di disprezzo e si ficcò nella capoccia che non doveva perdere tempo e ricominciare con l'addestramento. Si recò sul retro di casa sua dove un pupazzo era piantato sul terreno pronto per essere colpito. Nomiwoto sferrò una serie di pugni colpendo prima lo stomaco e poi gli arti superiori. Con dei calcì stroncò una gamba del manichino. Si apprestò verso un muro e da una sacchetta estrasse dei kunai che lanciò a dei pupazzi che si trovano su un tetto a una quindicina di metri da lui. Purtroppo mancò molto dei bersagli e deluso tornò a casa. Salutò suo padre e fece qualche flessione in camera sua. Fu chiamato per la cena. Senza accennare una parola finì il suo piatto e tornò in camera sua. Si cambiò e dormì. Si addormentò rapidamnte pensando che il giorno dopo sarebbe stato molto più faticoso del primo. Martedì Si svegliò di buon ora quando il sole gli illuminò il volto. Si vestì ancor più rapidamente del giorno prima e divorò le sue verdure. Uscì di corsa dalla casa e si apprestò a fare un giro di corsa intorno alla gola (1 ora di corsa). Tornato al punto di partenza riprese il fiato ed esclamò "Bushin no Jutsu". Non successe niente e si ricordò quello che aveva letto il giorno prima sulla posizione delle mani. Fece i seguenti segni:tigre, cinghiale, bue e cane e prununciò a gran voce "Bushin no Jutsu". Un po' di fumo e un notò una sagoma a lui somigliante stesa per terra e che dopo pochi attimi svanì. Deluso passò il resto della mattinata a eseguire flessioni, piegamenti e piccole corsette intorno alla casa. Avrebbe riprovato più tardi la tecnica della moltiplicazione del corpo. Quando il sole raggiunse il picco si rintanò in casa e consumò un buon pranzo. Mangiò di gusto. Rilesse il libro della teoria e capì che quasi sicuramente aveva sbaglito la quantità di chakra da impastare. Quando il sole si fece più basso Nomiwoto andò nello spazio dietro casa sua e riprovò la tecnica. "Bushin no Jutsu". Questa volta una copia perfettamente identica a lui apparì dal nulla. Rilasciò le mani e la copia svanì all'istante. Adesso era molto soddisfatto però sapeva che non bastava ancora. Prima della fine della settimana doveva riuscire a creare due copie alla perfezione. Si esercitò un po' con gli shuriken cercando di colpire i bersagli posti sopra il tetto, ma neanche martedì riusci a colpire più di cinque bersagli. Allora continuò con flessioni finché non gli fecero male le braccia e chilometri di corsa finché non gli fecero male le gambe. Aspettò il padre seduto su una roccia mentre si riprendeva dalla fatica. Il padre, Keciwoto, tornò a casa al solito orario e fu sia contento che sorpresa quando trovò suo filgio a salutarlo e chiedergli come era andato oggi il lavoro da ninja. La sera mangiò tutto di fretta perché era deciso a continuare il suo addestramento. Proseguì e quando giunse la mezzanotte si rimbacuccò nel suo lettoe sprofondò in un sonno profondo. Un altr giorno era finito. Adesso sapeva fare una copia di se stesso e questo gli riempiva il cuore di gioia. Fin da piccolo si sentiva molto appagato quando qualcosa gli riusciva bene. Il giorno dopo avrebbe lasciato perdere le tecniche e si sarebbe dedicato soprattutto al lancio degli shuriken. Mercoledì Nomiwoto si svegliò, come di suo solito, al mattino quando i raggi del sole entrarono nella sua stanza. Fece per alzarsi, ma cadde rovinosamente a terra. Aveva tutti i muscoli indolensiti: il giorno prima aveva esagerato con gli allenamenti. Si trasconò a fatica fino alla porta del bagno, girò la manovella dell'acqua calda della doccia e si mise sotto il getto d'acqua. Con la doccia calda i muscoli smisero di provocare un intenso dolore e Nomiwoto fu in grado di camminare normalmente. Sua madre era andata via e quando il ragazzo entrò in cucina trovò un foglietto con scritto "Sono andata a fare compere, torno per pranzo, la colazione è sul tavolo". Nomiwoto mangiò la sua razione di verdura (ormai ci aveva fatto l'abitudine) e uscì di casa. Iniziò il suo allenamento con un po' di riscaldamento e quando fu soddisfatto fece un giro di corda intorno alla gola. Adesso doveva esercitarsi sul lancio degli shuriken. Si diresse verso il posto da dove lanciava solitamente, estrasse dalla sacca appesa al muro una manciata di shuriken e iniziò a lanciarli contro i pupazzi. Daprincipio non ottenne nessun miglioramento, mentre verso mezzogiorno riusciva a colpire una decina di pupazzi (ancora non era sufficiente e non si sarebbe dato tregua finché non li avesse colpiti tutti. Mentre lanciava vide sua madre che tornava dalle sue commissioni con una borsa in mano. Nomiwoto corse ad aiutarla e la madre ringraziò prontamente. Nomiwoto che era particolarmente di buon umore decise di fare compagnia alla madre mentre lei preparava il pranzo. Nomiwoto era contento perché forse dopo domenica sarebbe stato ammesso all'accademia ed era per questo che doveva fare sul serio con gli allenamenti. Finito di mangiare uscì dalla sua casetta si spinse per la prima volta in luogo dove non era mai stato: scese lungo la gola ed entrò in una grotta. Era tutto buio e lui si era perso. Andò a dritto finché non sbucò in un'oasi. Capì di essere molto lontano da casa. Lo prese come un buon allenamento e ritornò alla sua abitaziona di corsa. Impiegò 3 ore e mezza e quando arrivò cadde al suolo come morto. Era la prima volta che correva tanto e non ce la faceva più a reggersi in piedi. Non aveva neanche la forza di chiamare sua madre per farsi aiutare. Aspettò una mezz'ora e quando recuperò il pieno controllo del suo corpo rientrò. Consumò una paarca cena e si diresse esausto per la grande fatica. Si era spinto talmente lontano che invece di focalizzare il suo allenamento sul lancio degli shuriken si era dedicato alla corsa. Almeno adesso sapeva che poteva correre per sei ore di fila senza morire. Si infilò nel letto dopo essersi cambiato, si ripromise che il giorno dopo si sarebbe allenato con le tecniche e l'utilizzo del chakra. Anche mercoledì era finito e Nomiwoto diventava sempre più forte. Giovedì Nomiwoto si svegliò più tardi del solito. Era molto stanco per cui i soli raggi del sole non erano bastati a svegliarlo. Anche se si reggeva in piedi a malapena si vestì di corsa perché era ansioso di proseguire con il suo allenamento. Arrivò in cucina e alutò sua madre che lo risalutò a sua volta. Anche di giovedì mangiò le sue verdure (iniziavano però a fargli un po' schifo) e uscì di casa. Andò nel retro della casa e si preparò per cimentarsi con le tecniche. Eseguì le stesse posizioni delle mani di mercoledì ed esclamò "Bushin no Jutso" e anche questa volta apparve una copia identica di se stesso. Decise di provare un'altra tecnica: la tecnica della trasformazione. Si mise in posizione e urlò "Henge no Jutsu". In quel momento si sentì un tonfo e sua madre uscì per vedere cosa fosse accaduto. Fece una smorfia di stupefacienza quando vide se stessa. La tecnica della trasformazione era riuscita perfettamente tranne la cicatrice nel volto. Era nella parte destra invece che in quella a sinistra. Subito sopo Nomiwoto tornò ad assumere le sue sembianze. Sua madre tornò dentro e lui provò un altro paio di volte la tencnica della moltiplicazione del corpo ottenendo un risultato più che soddisfaciente: era riuscito a creare una copia perfetta di se stesso e un'altra non molto buona, ma era comunque un gran miglioramento rispetto ai giorni precedenti. Adesso si sentiva molto stanco, doveva aver impastato troppo chakra per il suo livello. Continuò a lanciare gli shuriken contro i bersagli fino all'ora di pranzo. Sua madre lo chiamò e lui tornò velocemente in casa per mangiare. Finito il suo pranzo si stese sul letto per riposarsi mentre leggeva il suo libro di teoria. Prima di uscire per tornare ai suoi allenamenti fece una doccia fredda. Uscì fuori e passò tutto il pomeriggio a lanciare shuriken. Alla fine della giornata ormai riusciva a centrare tutti i bersagli perciò decise che nei giorni seguenti avrebbe lasciato perdere il combattimento a distanza e si sarebbe dedicato alle altre attività. Aspettò il ritorno a casa di suo padre ed entrò dentro con lui. Aspettò che la cena fosse pronta e per la prima volta in quei giorni mangiò con calma deciso a non continuare gli allenamenti dopo cena. Anche giovedì era giunto al termine e il giorno seguente avrebbe compiuto una specie di viaggio (non molto lontano da casa, ma lo avrebbe tenuto impeganto per tutta la giornata). Venerdì Si svegliò di mattina presto ai primi raggi del sole. Si vestì e si fece una bella doccia calda. Entrò in cucina e notò con sua grande sorpresa che sua madre non era ancora sveglia e suo padre era già andato in missione. Si preparò la colazione da solo (per l'ennesima volta mangiò verdura). Cercò carta e penna e lasciò sul tavolo un biglietto per la mamma con scritto "Vado via, non tornerò per pranzo perciò non mi aspettare, ci vediamo stasera. Per colazione ho mangiato verdure). Prese un paio di panini dalla dispenza e uscì di casa. Per tutta la mattina camminò fino ad arrivare all'oasi. Si fermò lì e decise di esercitarsi con le tecniche. "BUSHIN NO JUTSU!". Questa volta comparvero due copie identiche a Nomiwoto. Finalmente ce l'aveva fatta, era riuscito a eseguire per bene la tecnica della moltiplicazione del corpo. Adesso doveva fare pratica con le altre tecniche. Nomiwoto passò tutta la giornata a cercare di padroneggiare le tecniche. Fece una pausa soltanto all'ora di pranzo: mangiò i panini e bevve l'acqua dalla sorgente. Poi quando calava sera tornò a casa di corsa. Aveva calcolato male i tempi: ci volevano circa 6 ore per tornare a casa e non era certo presto. Per le 11 si presentò a casa e fu subito sgridato dalla mamma che fu costretta a cucinare la cena per Nomiwoto nonostante l'ora. Finito di cenare la madre lo informò che aveva ricevuto una lettera. Nomiwoto la lesse " Caro Nomiwoto, sono il tuo amico Gensia, ho saputo che ti stai allenando per andare all'accademia. Io sono già stato ammesso, è davvero dura, ma sto imparando davvero un mucchio di cose. So eseguire una moltiplicazione del corpo con due copie (Nomiwoto non si stupì dopotutto anche lui era capace di eseguirla). Mi sto divertendo tantissimo e ho conosciuto un sacco di amici. Spero vivamente che tu riesca a superare l'esame per entrare nell'accademia. PS=i maestri sono molto severi, ma spesso si rivelano simpatici. A presto." Nomiwoto rilesse la lettera un'altra volta perché a causa della stanchezza ci aveva capito poco o niente la prima volta che l'aveva letta. Ripiegò la lettera, la mise sopra un armadio e se ne andò a dormire. Adesso mancavano soltanto due giorni e doveva allenarsi soltanto con le arti marziali. Sabato Nomiwoto balzò giù dal letto per l'incubo appena fatto. Era mattina, ma non così presto, il sole era già sorto da un pezzo e sia sua madre che suo padre erano già alzati (il padre di Nomiwoto non aveva avuto nessuna missione e perciò aveva deciso di rimanere a casa). Fece la sua solita colazione e uscì in fretta e furia per cominciare l'allenamento mattutino. Iniziò con un riscaldamento e qualche flessione. Poi si concentrò sul manichino che stava dietro la casa e iniziò a sferrare pugni a tutta raffica. Dopo un'ora e mezzo gli facevano male tutti i bracci e passò all'allenamento con le gambe. All'ora di pranzo tornò dentro, mangiò con calma la sua razione e andò in camera sua per riposarsi. Aspettò che il sole scendesse e con sua grande sorpresa suo padre accettò di dargli una mano con il combattimento corpo a corpo. Suo padre usava i kunai, ma non faceva sul serio e non cercava mai di colpire suo figlio nei punti vitali o in profondità. Piuttosot si limitava a infliggere leggere ferite superficiali, ma niente di graveò. Nomiwoto era molto in difficoltà. Suo padre era un chunin e non c'era paragone con lui. Nomiwoto cercava di colpirlo, ma suo padre riusciva sempre a evitare e contrattaccare le offese del figlio. Nomiwoto era esausto, ma notò con piacere che i muscoli sulle sue braccia erano molto cresciuti e adesso poteva far conto su quella forza. Continuarono a combattere fino all'ora di cena. Quando la madre di Nomiwoto li chiamò, il ragazzo era esausto e si reggeva a malapena in piedi, mentre il padre non aveva neanche il fiatone. La sera il padre era molto allegro e contento per aver passato tutta la giornata insieme a suo figlio. Visto che il giorno dopo non aveva missioni, promise a Nomiwoto che lo avrebbe aiutato nuovamente nel combattimento corpo a corpo. Nomiwoto, sfinito si diresse in camera sua, ma non andò sul letto. Si mise seduto e studiò le tecniche di combattimento ravvicinato sul libro di teoria. Dopo una mezzora era troppo stanco per continuare a studiare e si abbandonò a un piacevole sogno. Finalmente anche sabato era finito, adesso c'era l'ultimo giorno per allenarsi dopodiché si sarebbe saputo se il ragazzo sarebbe stato accettato all'accademia. Nomiwoto dormì bene anche se era molto agitato. Domenica L'ultimo giorno degli allenamenti Nomiwoto si svegliò prestissimo. Ancora non era sorto il sole che già si stava alzando. Si avviò vesro il bagno e fece una doccia fredda per svegliarsi. Uscì dalla doccia tutto tremante, si asciugò per bene, tornò in camera sua e si vestì con molta calma. Poiché era di buon umore preparò la colazione per tutta la famiglia. Quando sua madre e suo padre si svegliarono furono estremamente sorpresi di trovare tutto pronto. Ringraziarono il figlio e mangiarono in silenzio. Nomiwoto uscì e si preparò per l'incontro con il padre. Fece un po' di stretching, qualche piegamento e qualche flessione. Infine 15 giri intorno alla casa. Nomiwoto entrò in casa di corsa e chiamò il padre comunicandogli che era pronto per la sfida. L'uomo fece un cenno come per esprimere il concetto "Non ne ho punta voglia, ma visto che te lo ho promesso non posso tirarmi indietro" e si avviò verso l'uscio della casa. Il sole era sorto da poco e già Nomiwoto era pronto per compiere i suoi allenamenti (dopotutto era il giorno prima del giudizio dell'accademia). Il padre fece due o tre piegamenti per stirarsi e si scaraventò contro il figlio. Questo evitò un paio di volte, ma come si era ripetuto il giorno prima non riuscì a colpirlo. A mezzogiorno, puntualmente la madre li chiamò e loro tornarono dentro per consumare il pranzo. La madre di Nomiwoto era molto allegra e fischiettava. Figlio e padre mangiarono velocemente, strozzandosi i bocconi. Uscirono di casa e ripresero l'allenamento sotto il sole cocente del mezzogiorno. Si allenarono per tutto il giorno. Nomiwoto schivò prima un pugno e poi un affondo con un kunai e con grande sopresa sferrò un pugno che colpì in pieno volto il padre. Quest'ultimo cadde a terra con un tonfo. Quando si rialzò si complimentò con il figlio "Bravo, sei riuscito a colpirmi, sono fiero di te". Il figlio sorrise e tutti e due tornarono dentro. Nomiwoto si ritirò in camera sua e troncò l'attesa della cena con qualche flessione. Finalmente, per l'ennesima volta, la madre lo chiamò, lui arrivò in cucina e mangiò senza pronunciare parola perché era molto preoccupato per l'ammissione del giorno seguente. Tornò in camera sua e si infilò sotto le coperte sperando di dormire il più velocemente possibile. Non riuscì a prendere sonno, ma a mezzanotte la stanchezza del giorno arrivò e prese il sopravvento. Anche la domenica era finita e lui si sentiva pronto per essere ammesso all'accademia. Ora era tutto da stabilire. [Intervento di Yami] Valutazione difficile. L'addestramento mi è piaciuto, ma ti soffermi un pò troppo poco sull'esercizio in sè, anche se poi tratti bene la parte sulle conseguenze degli sforzi. Ti chiedo di provare ad ampliare un pò alcune parti sulla descrizione degli esercizi. La loro varietà e numero invece va bene, quindi sono convinto che basta un pò più di descrizione, e la promozione non te la toglie nessuno ;3 Ma purtroppo, per ora non va bene. Respinto Edit di ShinnyHo letto pure io il tuo addestramento. Concordo con Yami su quanto ti ha detto, però intendo darti fiducia a patto che tu ti impegni nei prossimi corsi genin. Fai tesoro di quanto Yami ti ha detto per i tuoi futuri post. Ho convinto Yami a rileggere, e concorda sulla promozione. Valutazione:Promosso con riserva. Guadagni l'energia gialla.Edited by Shinodari Jaku - 24/1/2008, 15:27 | | | |
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 | | | | Nome Utente: ~Shiro Nome del PG: Kisuke Shinretsu Villaggio: Kiri Grado Attuale: Studente Energia Attuale: BiancaScheda: LinkGiorno 1\Lunedì Mi sveglio alle 6. Dopo una colazione sostanziosa esco di casa per cominciare gli allenamenti. Comincio con una semplice corsetta, percorrendo 50 giri intorno alla mia casa a velocità moderata. Dopo di questo vado nel giardino e comincio a fare degli esercizi di allungamento per evitare che durante l’allenamento subisca qualche dolore muscolare. Verso le 8 comincio con l’allenamento più pesante. Inizio facendo 5 serie da 20 di addominali bassi, riposando un minuto ogni serie. Poi eseguo altre 5 serie da 20 ma stavolta di addominali alti. Poi eseguo 5 serie da 20 di flessioni sulle braccia e dopo essermi riposato per 5 minuti compio 5 serie da 20 di flessioni sulle gambe. Dopo questo torno mi avvicino a un albero presente nel mio giardino e dopo essermi appeso ad un ramo compio 5 serie da 20 di trazioni sulle braccia. Alle 13:00 finisco di allenarmi, quindi torno in casa, mi faccio una doccia e poi vado a pranzo. Dopo pranzo mi riposo per 20 minuti e alle 14:30 esco di casa portando con me una borraccia con dell’acqua e dello zucchero. Mi incammino verso un bosco distante 5 Km dal villaggio compiendo il tragitto sempre di corsa. Arrivato nel bosco, dopo aver bevuto un sorso d’acqua, mi arrampico su un albero usando solo le braccia, per potenziare i muscoli di queste. Dopo 3 tentativi riesco a salire su un ramo a 15 m da terra e cominciai a balzare da un albero all’altro. Faccio questo per potenziare le gambe e, anche se ho un po’ di paura, cerco di non preoccuparmi troppo e di concentrarmi sull’esercizio. Dopo un ora di balzi il sole comincia a tramontare, infatti si sono già fatte le 5 e mezza di pomeriggio ed è di tornare a casa. Faccio 4 dei 5 Km che mi distanziavano da casa con velocità media, e la distanza restante correndo al massimo delle mie energie. Quando arrivo a casa sono stremato ma felice. Dopo essermi fatto una doccia veloce, scendo a cenare e dopo poco vado a dormire. Sono così stanco che appena chiudo gli occhi cado in un sonno senza sogni. Giorno 2\Martedì Mi sveglio alle 6 perfettamente riposato. Dopo la doccia e la colazione comincio il secondo giorno di allenamenti. Faccio 5 volte il giro dell’intero villaggio e dopo compio degli esercizi di stretching per 30 minuti. Torno a casa e prendo dei pesi che porto in giardino. Prendo dei pesi da 5 Kg e tenendo le braccia tese davanti a me eseguo 5 serie da 20 di flessioni sulle gambe riposandomi per un minuto alla fine di ogni serie. Traccio una riga a 5 m dal muro della mia casa, una a 10 m e una a 15 metri. Poi mi fisso dei pesi da 5 Kg alle gambe e eseguo 10 “suicidi” (ad ogni suicidio scatto fino alla prima linea e torno indietro, poi scatto fino alla seconda e torno indietro, poi riscatto fino all’ultima e torno indietro). Ogni 2 suicidi mi fermo per riposarmi 2 minuti, aiutando la respirazione muovendo le braccia da distese lungo i fianchi fino a dritte davanti a me mentre inspiro e facendole tornare lungo i fianchi mentre espiro. Senza togliermi i pesi dalle gambe, prendo una corda e compio 10 giri della mio giardino a velocità saltando una corda alternando ogni giro ad un “suicidio”. Per finire l’allenamento mattutino eseguo altri 5 giri del villaggio con ancora i pesi attaccati alle gambe e a mezzogiorno e mezza arrivo a casa, molto affaticato. Quindi, dopo essermi tolti i pesi dalle gambe, mi faccio una doccia e alle 13:30 scendo a pranzare. Verso le 14:30 continuo l’allenamento. Compio 10 giri del mio giardino e 10 minuti di stretching per riscaldarmi. Poi mi fisso un peso da 5 Kg al petto ed eseguo 5 serie da 20 di flessioni sulle braccia, riposandomi un minuto dopo ogni serie. Finite queste mi riposo 5 minuti e poi eseguo 5 serie da venti di flessioni sulle braccia usando solo il braccio destro. Fatte anche queste mi riposo altri 5 minuti e poi eseguo lo stesso esercizio appena finito ma con il braccio sinistro. Naturalmente mi riposo per un minuto dopo ogni serie di entrambi gli esercizi. Fatto ciò mi tolgo i pesi e mi metto in verticale sulle mie braccia. Da questa posizione eseguo 5 serie da 20 di piegamenti sulle braccia fermandomi per un minuto ogni serie, ma rimanendo sempre in verticale. Fatto questo mi riposo per 10 minuti e mentre faccio questo mi fisso un peso da 5 Kg ad ogni gamba. Poi mi appendo al ramo di un albero e compio 5 serie da 20 di trazioni sulle braccia fermandomi e staccandomi dal ramo per un minuto dopo ogni serie. Finito anche questo allenamento mi tolgo i pesi ed eseguo un giro dell’intero villaggio camminando sulle braccia. Quando torno a casa sono ormai le 6 e decido di smettere l’allenamento per oggi. Quindi ripongo i pesi dentro casa, mi faccio una doccia e mi piazzo a letto a leggere un libro. Verso le 8 e mezza scendo per cenare e alle 10 vado a dormire, poiché domani voglio essere completamente riposato. Giorno 3\Mercoledì Mi sveglio come al solito alle 6 e dopo la colazione e la doccia compio i miei soliti esercizi di riscaldamento. Alle 8 e mezza, finito il riscaldamento mi posiziono davanti all’albero e mi metto in posizione difensiva, con il piede sinistro portato leggermente avanti rispetto al destro, il braccio sinistro che copre la parte sinistra del viso e il fianco sinistro mentre il braccio destro è posizionato poco più indietro, molto vicino al mento, e protegge il fianco destro e la parte destra del viso. Comincio l’allenamento dando dei pugni con il destro, alternando diretto, gancio e montante per 50 volte per ogni tipo di colpo. Fermo il pugno poco prima di colpire la corteccia sia per non rovinarmi le mani ma soprattutto per aumentare il controllo dei miei colpi. Poi inverto la guardia portando la parte destra del corpo avanti e quella sinistra indietro e eseguo lo stesso esercizio di prima, ma naturalmente con il braccio sinistro. Poi passo ad allenare i colpi con le gambe. Mettendomi nella posizione di guardia con la sinistra avanti, comincio 5 serie da 30 di calci alti, poi 5 serie da 30 di calci ad altezza media e poi 5 serie da 30 di spazzate a terra, usando sempre la gamba destra. Come prima poi inverto la guardia ed eseguo l’esercizio con la gamba sinistra. Poi torno in casa, prendo un manichino e dopo averlo posizionato in mezzo al giardino comincio ad allenarmi eseguendo delle combinazioni di colpi. Prima eseguo delle combinazioni con gli arti superiori, poi con quelli inferiori e infine usando tutti gli arti. Dopo essermi fermato per riposarmi per 10 minuti, ricomincio con le serie di combinazioni con tutti gli arti, ma stavolta cerco di potenziare i miei colpi con il Chakra, e quindi duro molto di meno, infatti dopo solo 5 minuti di colpi cado a terra stremato. Per fortuna che sono le 13:00, quindi torno a casa, mi faccio una doccia e vado a pranzare. Verso le 14:30 finisco di mangiare e, dopo aver preso i miei Kunai e i miei Uchiha Shuriken, vado in giardino per continuare ad allenarmi. Mi posiziono a 20 metri dal manichino che avevo posizionato in giardino prima e comincio ad allenarmi al lancio dei Kunai con entrambe le mani. All’inizio non colpisco molto spesso il manichino, ma dopo un po’ di lanci riesco a padroneggiare molto meglio il lancio dei Kunai, finchè non lo imparo alla perfezione. Quindi passo con il lancio di più Kunai con una mano sola; anche con quello all’inizio non ottengo i risultati sperati, ma alla fine riesco a mandare i Kunai proprio nei punti dove volevo io. Quindi ripeto questi due esercizi con gli Uchiha Shuriken e, avendo capito il metodo di lanciare le armi a distanza, padroneggio quasi subito il lancio degli Uchiha Shuriken sia uno alla volta che più di essi con un lancio solo. Verso le 18:30 finisco di allenarmi, quindi mi faccio una bella doccia e vado a cenare. Alle 10 vado a dormire. Giorno 4\Giovedì Il giovedì mi sveglio più tardi, dato che ho deciso di dedicare la giornata allo studio teorico. Alle 8 mi alzo dal letto, mi faccio la doccia e faccio colazione. Poi vado nel salotto della mia casa, dove prendo i rotoli che mi servono per studiare. Quindi vado in camera mia e inizio lo studio. Comincio studiando che cos’è il Chakra, dove si trova e come può essere utilizzato. Dopo aver fatto ciò, scrivo su un foglio quello che ho capito: CITAZIONE Il Chakra è un energia, presente in tutto il corpo, che i Ninja utilizzano per eseguire le Tecniche. Il Chakra è composto da due cose: l'energia corporea, accumulata da ciascuna delle milioni di cellule presenti nel corpo e l'energia psichica, sviluppata attraverso allenamenti e varie esperienze. Poi studio le varie tipologie di Tecniche e riassumo su un altro foglio quello che ho appreso: CITAZIONE Le Tecniche possono essere classificate in: Ninjutsu: Questa categoria comprende tutte le tecniche magiche fisiche, cioè sono tecniche di attacco o difesa però reali. Vengono anche chiamate arti magiche. Un esempio di tecnica Ninjutsu è la Kage Bunshin no Jutsu. Genjutsu: L'arte dell'illusione, le Tecniche di questa categoria servono a confondere l'avversario proponendogli visioni non reali. Un esempio di Tecnica appartenente a questo gruppo è la Lemuri-Tecnica del Sonno. Taijutsu: Questa è la categoria che comprende tutte le tecniche di attacco fisico, senza l'utilizzo di arti magiche illusorie ecc. Un esempio di tecnica appartenente a questo gruppo è la Konoha Senpuu. Alle 13:00 Smetto di studiare e vado a pranzo. Dopo aver mangiato mi riposo per mezzora e alle 15:00 riprendo gli studi. Comincio studiando la Gerarchia Ninja. Come prima scrivo su un foglio quello che ho appena letto: CITAZIONE I Ninja possono essere divisi per gradi: Studente: non è un vero grado di Ninja. Sono tutti quelli che studiano per diventare Ninja. Genin: E’ il grado più basso della Gerarchia Ninja. Inizialmente svolgono missioni molto semplici, finchè non raggiungono l’esperienza necessaria per essere promossi al Grado successivo. Chuunin: I Chuunin sono Genin che hanno attitudini al comando e che per questo vengono promossi di Grado. Possono essere a capo di piccoli gruppi di Genin oppure possono insegnare all’Accademia. Jounin: Sono i Ninja più forti. Sono quelli che di solito eseguono le missioni più difficili, inoltre ad alcuni Jounin viene dato il compito di addestrare 3 Genin fino all’esame per Chuunin. I Jounin sono divisi per la loro forza ed esperienza in: Jounin Livello D, Jounin Livello C, Jounin Livello B, Jounin Livello A. Come ultima cosa, prendo tutto quello che ho scritto e lo ripasso con molta attenzione, fino ad impararlo quasi a memoria. Alle 17:30 finisco di studiare e, dopo aver messo a posto i rotoli, vado a leggere in camera fino ad ora di cena. Dopo cena riassumo mentalmente tutte le cose che ho studiato. Poi, alle 22:30 vado a letto per potermi svegliare domani mattina presto. Giorno 5\Venerdì MI sveglio alle 6, mi faccio la doccia e poi scendo in cucina per fare colazione. Appena ho finito esco fuori ed eseguo 5 attorno al Villaggio di Kiri, poi eseguo degli esercizi di stretching. Mi posiziono in giardino, mi siedo in mezzo ad esso e comincio a concentrarmi. Subito escludo tutti i rumori intorno a me, poco dopo sento una strana forza provenire dal mio corpo, il mio Chakra. Provo ad indirizzarlo alle mie braccia, un bassissimo per arto e subito le sento più forti, quindi le poso a terra e usando solo le braccia riesco a posizionarmi in verticale su di esse. Dopo aver sperimentato cosa posso fare potenziando il mio corpo con il Chakra, comincio ad eseguire una Tecnica per imparare ad usarlo, ossia l’Henge no Jutsu. Compongo con le mani l’unico Sigillo che serve per questa tecnica e mando il Chakra in tutto il mio corpo. Subito mi trasformo nella prima cosa che mi è venuta in mente, mio padre. Mi avvicino ad uno specchio che avevo portato fuori casa e controllo la mia nuova forma. Subito mi accorgo che c’è qualcosa che non va, infatti ho i capelli di un colore azzurro chiaro e il naso non è come quello di mio padre. Quindi riprendo subito la mia forma. Mi concentro sulla figura di mio padre, quindi eseguo di nuovo la tecnica. Finalmente la Tecnica ha avuto buon esito, infatti dentro lo specchio vedo mio padre che mi sorride e per poco non mi prende un colpo. Continuo ad eseguire la Henge no Jutsu finchè non mi finisce quasi tutto il Chakra e non svengo per la fatica. A l’una vengo svegliato dal sole che mi arriva sul viso, quindi rientro in casa per pranzare. Alle 15:00 vado ancora in giardino e continuo ad allenarmi nell’esecuzione della Tecnica che ho usato questa mattina con l’unica differenza che non appena sento di esser rimasto senza Chakra mi fermo per un ora per riposarmi e poi riprendo. Alle 18 torno a casa, mi faccio una doccia e alle 20:30 ceno. Alle 22:30 vado a dormire. Giorno 6\Sabato Il sabato mi sveglio alle 06:00 come il giorno prima. Dopo essermi fatto una doccia e aver fatto colazione esco di casa. Infatti, per mettere in pratica tutto quello che ho imparato in questi giorni di allenamento, ho deciso che starò fuori casa fino a domenica. Con me porto solo un Kunai e un panino per il viaggio di andata. Decido di recarmi a una foresta situata a 10 Km da Kiri nel centro della quale è situato un piccolo laghetto. Alle 07:00 parto da casa. Alterno 20 minuti di corsa sostenuta a 5 di corsa veloce. Alle 08:45 arrivo alla foresta e entro. Subito sento sulla mia pelle il piacere della frescura degli alberi e mi siedo alla base di uno di essi per riposarmi un po’. Dopo mezzora comincio ad eseguire le solite serie di flessioni e di addominali. Alle 13:00 mi fermo e mangio il panino che mi sono portato. Mi riposo per un oretta e alle 14:00 comincio a cercare qualcosa di commestibile per la sera. Dopo un ora di ricerche riesco a scorgere da lontano un piccolo cinghiale. Subito mi nascondo e cerco di fare meno rumore possibile. Poi, sempre nascosto, prendo la mira e tiro il Kunai mirando alla gola dell’animale. Purtroppo però, accecato da un raggio di sole, sbaglio mira e non colpisco l’animale, che spaventato corre via. Io provo a inseguirlo, ma questo riesce a passare in luoghi troppo piccoli per me, e riesce a scappare. Continuo a cercare per la foresta, quando dopo solo mezz’ora riesco a ritrovare lo stesso cinghiale di prima. Questa volta mi nascondo in un luogo con il sole alle spalle, prendo la mira e, dopo aver impastato un bassissimo nel braccio destro, lancio il Kunai alla gola dell’animale che, ferito mortalmente, dopo aver fatto pochi passi, muore. Subito mi avvicino al corpo dell’animale e comincio a togliergli la pelle. Questo mi prende molto tempo, infatti finisco solo dopo due ore riesco a prendere un pezzo di carne piuttosto grande,che avvolgo nella mia maglietta, per impedire di sporcarlo con la terra. Lascio il resto della carcassa dove ho ucciso il cinghiale e mi allontano per evitare qualche animale feroce attirato dall’odore della carne. Quindi arrivato in una piccola radura, appendo la carne a un ramo e, dopo essermi assicurato dell’assenza di animali nei paraggi, vado in cerca di legna. Dopo mezzora torno e, visto che ormai il sole stava tramontando, accendo un fuoco con la legna trovata. Con questo arrostisco il mio pezzo di carne. Finito di mangiare, mi sdraio vicino ad un albero e mi metto a dormire. Giorno 7\ Domenica La mattina, appena sorge il sole, mi sveglio. Dopo essermi mangiato un piccolo pezzo di carne rimasta da quella di ieri sera, decido di dirigermi al lago per bere e per lavarmi. In mezz’ora lo raggiungo e subito ci entro, levandomi tutto, ma portando la maglietta dentro l’acqua per lavarla dal sangue. Dopo che l’ho lavata la metto a riva per farla asciugare. Poi rientro subito in acqua e comincio nuotare per rilassarmi un po’ facendo attenzione a rimanere non troppo lontano dalla riva. Alle 09:00 esco dall’acqua per asciugarmi e per riposarmi. In mezzora mi sono asciugato e mi rimetto i miei vestiti, che si erano asciugati mentre nuotavo. Faccio dieci giri del lago, poi eseguo tre serie di flessioni da 20 e tre serie di addominali da 20. Alle 11:00 mi levo i vestiti e mi ributto in acqua, questa volta per cercare qualcosa da mangiare. Dopo aver nuotato un po’ per scaldarmi, comincio ad immergermi per cercare qualche pesce. Dopo un ora riesco a trovare un pesce piuttosto grande. Quindi esco dall’acqua, mi asciugo e vado a cercare della legna. Accendo un fuoco poco lontano dalla riva e cucino il pesce, quindi comincio a mangiare. Alle 15:00, finito di mangiare, decido di tornare a casa. Riesco a uscire facilmente dalla foresta, orientandomi con il sole e con altri segni naturali, come il muschio sui tronchi degli alberi, che indica sempre il nord. Dopo mezzora esco dalla foresta e torno a casa allo stesso modo in cui sono arrivato qui. Alle 17:00 arrivo a casa, stremato ma felice per aver passato 2 giorni immerso nella natura, quindi mi faccio una doccia e alle 20:00 vado a cena. Vado a dormire alle 21:30, poiché sono veramente stanco. [Intervento di Yami] Anche tu all'inizio mi pare ti basi un pò troppo sul dire quali esercizi fai, senza soffermarti sullo sforzo compiuto dal personaggio. E nel tuo caso, sono sicuro che puoi fare un pò di più, sul lato "interpretazione" =3 Prova a soffermarti giusto un pò di più sui primi esercizi, e dovrebbe andare meglio. Per ora ti devo ritenere come non del tutto sufficiente. Respinto Edit di ShinnyIn effetti all'inizio sembra che stai elencando la lista della spesa, però diciamo che i punti salienti ci sono. Secondo me dovresti cercare di essere più descrittivo. Non è facile, ma con il tempo ci si riesce. Un appunto però: si sviene quando si rimane con poco chakra, ma si muore se si esaurisce il chakra. Fai attenzione, soprattutto nei post di combattimento ai consumi di chakra. Ho parlato con Yami e farà fede questo nuovo giudizio. Valutazione: Promosso. Guadagni l'energia gialla.Shiro/Onigumo: Grazie mille. Mi dispiace di non aver fatto meglio con questo allenamento, ma è la 5° volta che lo faccio (poichè questo è il mio 5° Pg  ) e mi ha un pò stufato rifarlo ogni volta. XD Edited by ~Shiro - 26/1/2008, 18:31 | | | |
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| Nome Utente: KDCobain Nome del PG: Ukah Villaggio: Kiri Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: http://narutolegend.forumfree.net/?t=225166311° Giorno - Lunedì Non aveva altra scelta. Se voleva diventare un ninja Ukah avrebbe dovuto iscriversi all'accademia. Non gli erano mai piaciute le scuole, le considerava una perdita di tempo, secondo lui la vera formazione fisica e mentale di un essere umano si ottiene attraverso la sopravvivenza solitaria. E lui la praticava ogni giorno. Ma purtroppo non era il kiriano a dettare legge negli ambienti degli shinobi e le sue esperienze gli valevano poco o nulla. Cosi si dedicò al duro allenamento. Ore 6:00 Si svegliò a quest'ora il nostro personaggio. Appena alzato si diresse in cucina, bevve un bicchiere di latte e fece una tappa in bagno per sciacquarsi un pò. Dopodiché decise di iniziare con l'allenamento. "Con cosa inizio?” pensò il giovane studente. Decise di cominciare facendo una corsetta intorno alla radura che circondava la sua abitazione. Compì circa 10 giri, dopodiché stette a riprendere un pò di fiato. Continuò facendo un pò di stretching per sciogliere i muscoli. Ore 7:00 Alle 7:00 si diresse verso la palestra, mantenendo sempre costante il ritmo d'andatura per non far indurire i muscoli. Arrivato cominciò con un paio di addominali ed alcune flessioni. Per lui il potenziamento muscolare era particolarmente importante, poiché non era dotato di un gran fisico e nel combattimento corpo a corpo sarebbe risultato sicuramente svantaggiato. Per questo dedicò gran parte della mattinata nella palestra anche sollevando pesi fino a 10 kg e tirando alcuni pugni e calci al sacco appeso. La gente lo guardava con un pò di timore. Era uno straccione, un poveretto ed era normale che fosse un pò messo ai margini della società. Ma lui non si curava per nulla degli sguardi altrui. Ukah aveva un solo ed unico obbiettivo: diventare un ninja e si era ripromesso che ci sarebbe riuscito indipendentemente da chi gli sarebbe frapposto davanti. Aveva una missione da svolgere, cambiare la mentalità del villaggio e degli stessi kiriani che lo guardavano con tanta sgradevolezza. Erano le 9:30 ed aveva portato a termine 500 addominali e 60 flessioni, naturalmente con pause di mezzo che gli permettevano di riprendere fiato ed energia. Aveva provato anche qualche tecnica di taijutsu al sacco appeso, rilevando però scarsi risultati. Ore 10:00 Era l’ora dello spuntino. La fame si faceva sentire, uscì di furia dalla palestra e si diresse verso una locanda nelle vicinanze dove avrebbe potuto mettere sotto i denti qualcosa e rinfrescarsi con della sana acqua. Non appena si sarebbe rifocillato sarebbe tornato a casa per provvedere a delle piccole faccende domestiche. Dopotutto viveva da solo e doveva pur mantenere l’ordine in casa propria in qualche modo. Ritornò effettuando sempre una piccola corsetta con ritmo abbastanza blando, anche per digerire in fretta ciò che aveva mangiato. Ore 11:30 Dopo aver risposto a tutti i compiti di casa, decise che era ora della caccia. In pratica essa consisteva nel procurarsi il cibo per il pranzo. Il bosco che racchiudeva la piccola casetta era popolato da una ricca fauna e la selvaggina non mancava di certo. Lepri e conigli squisitissimi per il palato di Ukah erano spesso le specie più in “pericolo”. Inoltre questa attività gli permetteva di fare anche allenamento con l’equipaggiamento ninja di cui disponeva. Infatti, per colpire la preda, avrebbe dovuto centrarla con uno shuriken o con uno spiedo. Così, una volta avvistato l’animale, il kirano si avvicinava lentamente verso le spalle di questo con passo felpato e arrivato più o meno a 5 metri da lui gli lanciava lo spiedo. Così fece per diverse volte. Non era facile avvicinarsi senza che il mammifero si accorgesse di nulla e tanto meno non era facile centrarlo con l’arma. Ma puntato un coniglio un po’ lento e impacciato, non se lo fece sfuggire e lo catturò. Ore 18:00 Dopo aver cucinato (possedeva anche ottime abilità in cucina)e pranzato con il suo bottino di caccia, Ukah decise di andare a riposare e si svegliò solo alle sei del pomeriggio. A questo punto decise di provare una tecnica che gli era stata insegnata dal suo amico Mikeru della nebbia qualche anno addietro. CITAZIONE Tecnica del Piranha Tropicale Villaggio: Nebbia Posizioni Magiche: 1 Gallo rovesciato (molto veloce) Descrizione: Si tratta di un ninjutsu abbastanza semplice. Accumulando il Chakra sul palmo della mano si concentra l'umidità presente nell'atmosfera, perciò inutilizzabile in luoghi troppo secchi. La massa si trasforma da uno a tre piranha composti di nebbia di lunghezza pari a 10 centimetri, altezza 5 centimetri, e uno spessore d'un solo irrisorio centimetro. Questi prenderanno a fluttuare nella zona, volando silenziosamente e completamente nascosto alla vista, finché non passa all'attacco. Non si tratta di una vera creatura ma dell'effetto del ninjutsu: un costrutto che seguirà velocissimo il ninja ad una distanza variabile di 1-15 metri fino a che viene indirizzata sul nemico o si smette di pagare il costo di mantenimento. In un qualsiasi momento il ninja può comandare alla creatura di infastidire un bersaglio (nei round successivi al primo fare ciò conta come uno slot di tecnica Base), muovendosi presso alla faccia a sorpresa e cercando di morderlo per poi svanire. Ogni piranha può effettuare questo attacco solo una volta a round; è possibile far attaccare una seconda volta un costrutto utilizzando un proprio slot azione. Quando un costrutto si avvicina a più di cinquanta centimetri a un oggetto composto di chakra dopo la creazione, compresi altri piranha tropicali e l'utilizzatore, esso assume colori sgargianti, caratteristici per gli animali dei tropici. Questo può prendere uno shinobi di sorpresa, ma contemporaneamente permette la semplice individuazione di essi. Il piranha infligge solo un danno lieve, ma può distrarre l'avversario o distoglierlo da quanto stava facendo se questi non si difende opportunamente. Fino a che il costrutto non colpisce, per ogni turno a parte il primo, la tecnica deve essere mantenuta spendendo un consumo Bassissimo. Tipo: Ninjutsu Livello: 5 Consumo di Chakra: 1/2 Basso x ogni Piranha, Bassissimo ogni turno x ogni Piranha Compose il seal per questo semplice ninjutsu ed evocò un piranha, poi un altro ed un altro ancora. Ordinò a loro di attaccarlo. I piranha si dirissero tutti e tre insieme di nascosto e in silenzio verso il volto di Ukah. Il kiriano si concentrò e poco prima dell’impatto riuscì a spiccare un balzò di circa 1 metro verso l’alto ritrovandosi sul ramo di un albero. I piranha cambiarono direzione e lo inseguirono fin sopra il ramo su cui era appoggiato il nebbioso. Appena arrivati su, Ukah si lanciò giù ed in caduta prese tre shuriken e gli lanciò contro i tre pesci di nebbia. Ne colpì solo 2. Il terzo lo prese con un spiedo una volta poggiati i piedi a terra. Non contento provò un’altra tecnica , sempre insegnatagli da Mikeru. CITAZIONE Servitori di Nebbia Villaggio: Kiri (Orig. Nebbia) Posizioni Magiche: Ariete; Scimmia; Cinghiale; Scimmia; Serpente (medio) Descrizione: Quest'arte illusoria genera un alto numero di cloni che si dispongono in un'area circolare con diametro di 30 metri. Le copie fingeranno quindi di attaccare l'avversario o gli avversari presenti nella loro area di effetto (un attacco da ogni clone a portata, una sola volta per turno). I danni subiti da tale tecnica non sono reali. Essendo un Genjutsu, gli evocatori della tecnica scompariranno davanti all'avversario che in balia della stessa si troverà solo con i cloni. L'evocatore della tecnica può inoltre far scomparire i compagni con un consumo aggiuntivo di un Bassissimo. L'utilizzatore e i suoi compagni possono attaccare di nascosto (solo a distanza) senza svelare dunque la propria posizione. I cloni imiteranno l'attacco a distanza del loro padrone come se fosse lui stesso a lanciare un attacco, facendo uscire eventualmente dai loro corpi di pece le armi utilizzate dal padrone per l'attacco. I cloni sono di colore nero, e quando vengono colpiti con attacchi fisici non scompaiono, rispondendo all'urto come fossero fatti di pece. Al termine dell'attacco avversario possono rigenerarsi o addirittura duplicarsi. Il numero di copie create dipende dal grado raggiunto dal ninja che esegue la tecnica. La tecnica dura fino all'esaurimento del chakra dell'utilizzatore o al rilascio della stessa. Per essere mantenuta ha bisogno di un consumo Basso per ogni turno escluso il primo. L'unico modo per sfuggire a questa tecncia è utilizzare la tecnica del rilascio 1. Tipo: Genjutsu Livello: 5 Consumo di Chakra: Medio-Basso [Massimo copie: Reclute 3, Studenti 7, Genin 14, Chunin 21] Questo genjutsu si rivelò già un po’ più complicato. Ci mise un po’ a comporre i seal, non si ricordava la posizione del cinghiale e ne provò un paio prima che gli venisse in mente quella giusta. Una volta riuscito però evocò 7 cloni fatti di pece che ripetevano esattamente gli stessi attacchi a distanza di Ukah utilizzando invece di armi vere e proprie armi di pece. Si allenò nel controllare al meglio questi cloni centrando più bersagli in varie posizioni contemporaneamente. Ma il consumo di chakra era piuttosto elevato per un principiante come lui e dovette rilasciare i cloni dopo 10 minuti circa. Erano ormai le 19:00 ed Ukah si diresse verso una locanda dove lavorava come cameriere. Dopotutto i soldi per il sostentamento in qualche modo doveva accumularli. Finiva tardi, per le 24:00 ed una volta tornato a casa, stremato, si abbandonò ad un sonno profondo. 2° Giorno – Martedì Si sveglio tardi erano. Erano le 10, quando aprì gli occhi il nostro protagonista, poiché si era dimenticato di impostare la sveglia la sera precedente. Decise di non perdere tempo e di dirigersi subito in palestra dove avrebbe svolto i quotidiani esercizi. Ore 10:30 Arrivò in palestra già tutto sudato per la corsa che aveva fatto per arrivare in tempo. Fece un paio di esercizi con la corda, effettuando circa 50 salti, dopodiché si dedicò al sollevamento pesi. Rimase intorno ai 10 kg, ma compì più sollevamenti del giorno precedente, provocandosi anche un piccolo strappo muscolare al braccio. In quelle condizioni decise di non sforzare più per il momento gli arti inferiori e provò qualche calcio contro il sacco. Né provò vari tipi: calci bassi, rotanti e alti. Concluse l’allenamento mattutino con degli scatti. La velocità era uno dei punti forti di Ukah e la gente presente rimase sorpresa dalla rapidità e dall’agilità del nebbioso. Erano ormai le 12:30 quando uscì dalla palestra. Decise di non ritornare direttamente a casa. Per oggi si sarebbe accontentato di un piatto di ramen per pranzo, presso una trattoria che si trovava nelle vicinanze. Ore 14:00 Appena finito di pranzare si dirisse verso il bosco che si trovava nelle vicinanze di casa sua. Una volta entrato nel cuore della foresta, si avvicinò ad un albero e segnò su di esso 5 bersagli con il suo aikuchi. Si mise ad una distanza di circa 7 metri, afferrò uno shuriken e lo lanciò contro il primo bersaglio. Non lo centrò… Fece una piccola smorfia di disappunto col viso, ma ci riprovò, sbagliando ancora, ma andandoci sempre più vicino. La terza volta lo centrò in pieno. Un sorriso di compiacimento si dipinse sul suo volto. In un modo o nell’altro, riuscì a centrare alla fine tutti e 5 gli obbiettivi disegnati sull’albero. Allora decise di allontanarsi di qualche metro arrivò a circa 10 metri dal legno. Questo volta prese uno spiedo e lo lanciò. Centro. Con gli spiedi era molto più abile che con gli shuriken e, infatti, colpì i 5 bersagli entrambi al primo colpo. Si galvanizzò e si allontanò fino a 15 metri. L’impresa si rivelò arduo e solo dopo 20 minuti di continui lanci di spiedi riuscì a centrarli tutti. Ma non era ancora stanco. Ancora con gli spiedi tentò questa volta di centrarli, mentre lui stesso si trovava in movimento. Così si mise a correre un po’ alla cieca intorno a quell’albero e lanciava anche più spiedi alla volta. Non riuscì a centrarli tutti. Due gli aveva mancati. Era diventato tardi, questo impegnativo allenamento aveva occupato tutto il pomeriggio del kiriano che aveva intenzione di compiere un ulteriore sforzo per garantirsi una cena con i fiocchi. Ore 19:00 Infatti aveva deciso di aprire la caccia. Questa sera non lavorava perché la locanda era chiusa, così poteva rimanere a casa e gustarsi un buon piatto fatto in caso. Ma questa volta aveva intenzione di metterci minor tempo di quanto era consuetudine impiegarne, anche se a costo di maggior utilizzo di energia. Così si diresse verso un fiume lì vicino. Stasera si sarebbe mangiato pesce. Ma non l’avrebbe pescato con un semplice amo da pesca, impiegandoci ore ed ore, ma utilizzò una tecnica che tanto gli piaceva. CITAZIONE Prigione Acquatica (Suirou no Jutsu - Water Prison Skill) Villaggio: Kiri (Orig. Cascata) Posizioni Magiche: ??? Descrizione: Questa tecnica permette di imprigionare un nemico che sia a contatto con una discreta quantità di acqua (almeno un'equivalente di 10 litri entro un metro dal bersaglio). Il ninja crea una sfera d'acqua imprigiona l'avversario immobilizzandolo (all'interno quindi non è possibile respirare, inoltre muovere braccia e gamba sarà impossibile per un pari energia, difficile per un energia superiore e mediamente complesso per un energia 2 volte superiore). Finchè l'utilizzatore mantiene il contatto con la sfera con almeno una mano è molto difficile che l'avversario riesca a fuggire; altrimenti il jutsu sarà annullato in pochi istanti. La tecnica dura fino all'esaurimento del chakra dell'utilizzatore o al rilascio della stessa. Per essere mantenuta ha bisogno di un consumo Bassissimo per ogni turno escluso il primo. Tipo: Ninjutsu (Livello: 5 / Consumo: Medio) Una volta localizzata la preda, una bella trota, creò attraverso questa tecnica una bolla d’acqua che imprigionava il pesce. La tecnica sarebbe durata fino a quando Ukah non avrebbe smesso di mantenere il contatto della bolla con una mano. Così utilizzo l’altra per afferrare un paio di spiedi e trafiggere il corpo immobilizzato dell’animale acquatico. “Mangiamo spiedino stasera” sussurrò sarcasticamente il kiriano. La fame incombeva e non ci pensò su due volte a cucinare immediatamente la sua preda. Dopo la cena decise di andare a letto, impostando però la sveglia prima di dormire. La mattina dopo l’avrebbe aspettato un allenamento molto difficile. 3° Giorno – Mercoledì Quest’oggi Ukah si sarebbe concentrato nell’utilizzo dell’energia ponderante che guidava ogni ninja nelle sue battaglie e nelle sue missioni: il chakra. Nei giorni precedenti aveva consumato un certo quantitativo di chakra, ma non l’aveva mai usato concentrato in una certa parte del corpo per renderla più efficace durante gli attacchi. Ore 7:00 Subito dopo essersi alzato, si diresse nel bosco dove il giorno precedente aveva tenuto l’allenamento di tiro con gli attrezzi ninja. Si fermò davanti al tronco di un albero, chiuse gli occhi e si mise in posizione come se avesse intenzione di sferrare un pugno sul vegetale. Stette molti minuti in quella posizione, doveva concentrarsi nell’utilizzare un quantitativo non troppo alto di chakra per non rischiare seri danni. Una volta raggiunta la quantità adatta (un bassissimo nel braccio destro), sferrò un fortissimo colpo che lacerò profondamente la scorza della pianta. Mentre lanciava l’attacco, Ukah emise un urlo barbaro che aveva messo in fuga la fauna che era nei dintorni. Ansimava, il kiriano, per lo sforzo compiuto. Ma sentiva che dentro di lui c’era ancora energia per portare avanti un altro attacco. Si concentrò allora su un’altra parte del corpo, il piede. Avrebbe sferrato un potente calcio, sempre contro lo stesso tronco. La quantità di chakra che stava concentrando era la stessa di quanta ne ha aveva messa nell’attacco precedente (bassissimo sulla gamba destra). Chinò il capo e chiuse gli occhi. Stette così per qualche minuto. Dopodiché alzo di scatto la testa e lanciò un calcio laterale violentissimo. La pianta tremava, quasi sembrava stesse per crollare a terra, ed Ukah, che aveva utilizzato quasi tutto il chakra che aveva in corpo, si stese a terra e stette lì a riprendere fiato per un po’ di tempo. Erano passati alcuni minuti ed Ukah aveva avvertito nuovo chakra stabilizzarsi dentro di lui. La decisione fu immediata, portare a termine un nuovo attacco. Questa volta aveva intenzione di concentrare nei suoi arti superiori un ½ di basso (un bassissimo per braccio). Il colpo sarebbe stato sferrato con entrambe le mani, nella tipica posizione del serpente  . Chiuse gli occhi e si concentrò. Sentiva il chakra circolare all’interno del suo corpo e scorrergli attraverso i vari conduttori. Lo concentrò nelle braccia ed una volta arrivato al limite, spalancò gli occhi ed un urlo ancora più forte di quello precedente e colpì con tutta la potenza del chakra iniettato nel colpo il fusto dell’albero. L’albero, a causa dei colpi subiti in precedenza e non essendo particolarmente imponente (doveva avere 2 metri d’altezza e 30 cm di spessore), crollò. Ukah era completamente esausto e stava quasi per svenire. Ma prima che perdesse i sensi, un piccolo sorriso si dipinse sul suo volto. Era riuscito ad abbattere un albero, anche se non grandissimo, con la sola forza del suo chakra e non poteva che esserne che fiero. Ore 14:00 Riprese i sensi solo dopo 4 ore il kiriano e si diresse a casa sua per pranzare. Quest’oggi si sarebbe accontentato di ciò che era riuscito a mettere da parte nei giorni precedenti. Dopo essersi nutrito si sentì più vigoroso che mai e decise di continuare gli allenamenti. Questa volta avrebbe cercato di migliorare la velocità. Ukah già di sua andava molto veloce e sviluppare il suo punto forte non gli avrebbe fatto di certo male. Si mise a corricchiare attorno alla radura che circondava la sua abitazione, giusto per scaldarsi un attimo. Dopodiché iniziò a fare un paio di scatti. Non aveva nessun strumento per misurare le sue prestazioni, ma si accorse comunque che erano davvero ottime. Nei 10 metri era velocissimo, poi con il passare del tempo la stanchezza si faceva sentire e la sua velocità perdeva sempre più di continuità. Era quasi calato il buio ed Ukah, che oggi ritornava a lavoro, dovette fermarsi. L’allenamento mattutino l’aveva stancato tantissimo, tanto che anche quello del pomeriggio ne era stato condizionato. Ma il lavoro era un dovere cui non poteva fare a meno per mantenersi, almeno fino a quando non sarebbe diventato un ninja. 4° Giorno - Giovedì Un nuovo giorno era all’alba. Il quarto giorno di allenamento. Al risveglio Ukah era un po’ annoiato. Pensava non avesse più nulla da migliorare e non ebbe idee geniali su come effettuare un buon allenamento. Ore 10:00 Cosi si diresse in palestra. Compì i soliti esercizi. Fece un numero smisurato di addominali (circa 300 in un colpo solo), numerose flessioni e altrettanti salti con la corda. Puntò l’allenamento sul rafforzamento muscolare. Sollevò pesi fino a 20 kg quest’oggi e riprese a colpire con attacchi di taijutsu il sacco appeso. Questa volta andò meglio della prima, riuscì a mettere a segno colpi interessanti sia con gli arti inferiori che con quelli superiori. Provò anche colpi tipici del pugilato, come montanti, diretti e manrovesci. Quella mattina aveva puntato molto sulla potenza e l’impatto dell’attacco. Avrebbe voluto tanto confrontarsi con qualcuno lì, ma sarebbe stato difficile trovare gente pronta a combattere contro di lui. Ore 17:00 Mentre mangiava un piatto di ramen in una locanda di Kiri, aveva ascoltato che la gente per mantenersi in forma scalava una piccola montagna situata nella periferia del paese. Ukah, che aveva proprio bisogno di un nuovo allenamento, decise di seguire quel consiglio indiretto che aveva ricevuto e si diresse verso la montagna. Non era particolarmente elevata, non doveva superare i 60 metri. Per il kirano non avrebbe dovuto essere particolarmente difficile superare l’impresa e così si mise a camminare. La salita era meno semplice di quanto sembrasse e fossi e dirupi si incontravano facilmente nel percorso ed Ukah doveva mantenere la concentrazione alta per non cadere nelle “trappole”della natura. Era quasi fatto buio ed il nebbioso aveva raggiunto la vetta senza particolari patemi e senza uno spreco elargito di energia. Non sentiva particolare freddo e così decise di pernottare in una caverna nelle vicinanze. La sopravvivenza sarebbe stato un allenamento più che efficace, che avrebbe potuto servire moltissimo all’aspirante ninja. Accese un fuoco e si scaldò, mentre cucinava alcuni funghi raccolti durante il cammino. Incurante di aver saltato il lavoro, si addormentò in quella grotta. Non era una novità per lui passare notti in luoghi così desolati. Era orfano da un sacco di tempo e prima che trovasse l’abitazione del suo amico Mikeru, aveva passato molte notti sotto ponti e in mezzo a distese selvatiche. Era un figlio della natura, un selvaggio, quasi. Che però invidiava la gente privilegiata del paese e che avrebbe voluto tanto vivere una vita normale e non sentire il bisogno di diventare ninja. Una carica che gli sarebbe servita per prendersi le sue rivincite e completare le sue vendette… 5° Giorno – Venerdi Non aveva dormito bene il buon Ukah, che oramai si era abituato alle soffici lenzuola del letto di casa sua. Quella mattina sarebbe tornato a valle ed il pomeriggio aveva previsto altri allenamenti. Ore 7:00 A quest’ora si alzò il kiriano, e cominciò a scendere dalla montagna. Come l’andata, il ritorno non fu particolarmente difficoltoso. L’unica insidia era la stanchezza che si era accumulata dentro Ukah per non aver dormito abbastanza, ma riuscì a seguire il sentiero senza particolari patemi. Altra gente faceva quel percorso, soprattutto nei primi metri, che rappresentavano soltanto una camminata salutare. Arrivò ai piedi della montagna che era quasi mezzogiorno. Ore 15:00 Nel pomeriggio aveva deciso di affinare ancora una volta le sue tecniche. Questa volta era il turno di una delle sue tecniche preferite ed ancora insegnatagli dal suo amico Mikeru. Essa era: CITAZIONE Tecnica del Velo di Nebbia - Kirigakure no Jutsu Villaggio: Kiri (Orig. Nebbia) Posizioni Magiche: Scimmia ( Molto Veloce ) Descrizione: Questa tecnica crea una fitta nebbia che ricopre un area vasta a seconda del grado raggiunto dal ninja esecutore, sfruttando l'umidità presente nell'aria, perciò non può essere utilizzata in luoghi troppo secchi. La vista normale diventa perciò inutile, sia per chi utilizza la tecnica che per i suoi compagni ed avversari. Si rivela invece perfetta per l'assassinio silenzioso solitamente accompagnato dall'abilità "Combattere alla Cieca". La tecnica dura fino all'esaurimento del chakra dell'utilizzatore o al rilascio della stessa. Per essere mantenuta ha bisogno di un consumo Bassissimo per ogni turno escluso il primo. Tecniche di vento con un consumo pari o superiore a medio che agiscono in tutta l'area influenzata dalla nebbia la possono dissolvere completamente. Tecniche di fuoco con un consumo pari o superiore a medio disferanno la nebbia dell'area colpita fino al round successivo. Tipo: Ninjutsu ( Livello: 5 / Consumo di Chakra: Basso primi 100mq + 1/2 Basso ogni successivi 100mq) [Area ricoperta massima: Studenti - 200mq; Genin - 400mq; Chunin 600mq; Jonin - 900mq] Questa tecnica sarebbe stata inutile in un combattimento, visto che impedisce di vedere anche al’utilizzatore, ma si rivelerebbe interessante nell’esito di alcune missioni. Compose i sigilli con le mani ed esclamò ad alta voce il nome della tecnica. Dopo un pò vide una fitta nebbia spargersi nel raggio di 200 metri quadrati. Ukah non vedeva più nulla, ma era felice di saper utilizzare alla perfezione quella tecnica. Rilasciò la tecnica e si concentrò in un altro tipo di allenamento. Il chakra era diminuito era diminuito parzialmente, ma dopo pochi minuti nuova linfa vitale era tornata a prendere posto nel corpo di Ukah. Così decise di concentrarsi ancora una volta nell’utilizzo del chakra come rafforzamento di una qualsiasi parte del corpo. Si piazzò dinnanzi un piccolo alberello, che doveva avere le stesse dimensioni del kiriano all’incirca, con uno spessore molto piccolo. Avrebbe concentrato un ½ basso negli arti inferiori (un bassissimo per gamba) e con un doppio calcio volante si era prefissato di abbattere la pianta. Si concentrò e riuscì ad accumularlo in molto meno tempo di prima e a sferrare un colpo fortissimo con le gambe. L’albero cadde a terra di schianto. Ukah era molto soddisfatto per l’ottimo utilizzo del suo chakra e un po’ infiacchito a causa della grande quantità utilizzata (era solo uno studente!). Ma non aveva ancora finito. Compose i seal per la tecnica del piranha tropicale ed evocò 3 di questi pesci. Ordinò loro di attaccarlo da diverse parti. Naturalmente non erano attacchi reali, ma servivano ad Ukah per migliorare la sua velocità nell’evitare gli impatti. Arrivò il primo frontalmente e per Ukah fu un gioco da ragazzi evitarlo con un salto vero su. Arrivò il secondo dall’alto che cercò di prendere di sorpresa Ukah in salto, ma il kiriano fu furbo ad aggrapparsi ad un ramo di un albero e fare un piccolo passo all’indietro in modo da mandare fuor via il secondo. Il terzo arrivò alle spalle, ma Ukah riescì ad evitarlo con un salto in capovolta all’indietro e trovarsi a sua volta alle spalle del piranha, che svanì dopo aver fallito l’attacco. Questa fu una grande dimostrazione di agilità e velocità di Ukah che oramai era consapevole del suo punto forte e sicuro di poter fare pieno affidamento a queste abilità. Terminò qui l’allenamento. La sera andò a lavoro, pensando soltanto al giorno dopo che sarebbe stato l’ultimo giorno d’allenamento per il kiriano. E sarebbe stato che si sarebbe impegnato al massimo per concludere nel migliori dei modi questa faticosa settimana. 6° Giorno - Sabato Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno. Prima di iniziare per il sesto giorno gli allenamenti, Ukah diede uno sguardo alla foto che aveva sul comodino della sua cameretta. Erano fotografati lui insieme a Mikeru, traditore della nebbia ed unico amico di Ukah. Fu ucciso nel tentivo di catturarlo 5-6 anni fa. Era lui il motivo maggiore per cui Ukah aveva intrapreso questa strada. Non voleva vendicarlo con il sangue, ma continuare ciò che Mikeru aveva lasciato a metà. Cambiare la mentalità del paese e cambiare l’amministrazione di Kiri. Oggi si sarebbe allenato seguendo i tre fondamentali del ninja: attacco, velocità e chakra. Ore 9:00 A quest’ora si diresse in palestra. Avrebbe iniziato con ciò con cui aveva iniziato questo duro allenamento, il potenziamento muscolare. Prese a fare alcuni addominali riuscendone a fare quasi 600 in tutto e alcune flessioni, compiendone 100. Aveva migliorato moltissimo rispetto all’inizio e riuscì inoltre a sollevare pesi di 25 kg, quando all’inizio non andava oltre i 10. Fece 100 salti con la corda e migliorò anche moltissimo i propri attacchi, tirando calci e pugni ben indirizzati al sacco appeso. Riuscì a stupire la maggior parte della gente che era lì, cercando magari di fargli cambiare idea riguardo di sé. Uscì dalla palestra soddisfatto e neanche molto stanco. Oramai aveva costruito una resistenza fuori dal normale. Ore 12:00 Oggi avrebbe voluto mangiare qualcosa di pregiato e quindi non vedeva un giorno soleggiato come questo migliore di una buona caccia. Ci mise un po’ a trovare la preda adatta, ma una volta avvisto un coniglio succulento aveva deciso che non doveva farselo scappare. Ma quest’oggi avrebbe testato quanta velocità possedeva in sé. Si avvicinò il più possibile all’animale ed una volta accorciato il più possibile il distacco che lo separava da esso, si lanciò verso di lui. Il coniglio si accorse e scappò. Ma resistette poco. Ukah era ormai in grado di uno scatto sovrumano e gli arrivò in pochi secondi. Lo afferrò per il collo e lo guardò negli occhi. Lo faceva per la prima volta. Infatti, colpire gli animali dalla distanza con attrezzi ninja, non gli aveva mai permesso di guardarli da vicino ancora in vita. E quando guardò quegli occhi di pietà e di paura, si sentì incredibilmente male. In quegli occhi guardava se stesso pochi anni addietro e decise di lasciarlo andare. Era un po’ sconfortato da questo gesto, aveva paura che la pietà avrebbe potuto essere un ostacolo alla sua “carriera” ninja. Quest’oggi avrebbe mangiato soltanto qualche frutto e un po’ di verdura che arricchiva i boschi del luogo. Ore 15:00 Nel pomeriggio avrebbe migliorato ancora una volta l’utilizzo del chakra come rafforzamento di qualche parte del corpo. Era un allenamento su cu si era soffermato abbastanza spesso negli ultimi giorni, soprattutto perché queste erano le prime volte che utilizzava il chakra in questo modo. Comunque era arrivato ad un livello abbastanza buono ed ora si apprestava a migliorare ulteriormente questa capacità. Se le prime volte aveva concentrato i colpi su bersagli di modeste dimensioni, quest’oggi avrebbe cercato di abbattere un tronco alto circa 6 metri e spesso mezzo metro. Si mise in posizione di concentrazione e dopo pochi secondi sferrò un incredibile diretto destro di immane potenza che lacerò profondamente l’albero. Ci aveva messo molto meno tempo per impastare il bassissimo nel braccio destro, ottenendo comunque una potenza fuori del normale. Ci mise poco tempo a sferrare un altro diretto, stavolta con il sinistro però. Aveva impastato un altro bassissimo nell’arto superiore sinistro e stavolta, con grande impressione anche da parte di Ukah per la potenza liberata, trapassò praticamente la pianta, facendo uscire il braccio dall’altra parte. Aveva raggiunto una potenza pazzesca ed anche il chakra sembrava essersi sviluppato insieme al kiriano. Non attese più di 10 minuti per riprovare un altro attacco. Concentrò un bassissimo nell’arto inferiore sinistro e sferrò un calcio laterale. L’albero sembrò barcollare. Ukah aveva intenzione di buttarlo giù e concentrò il chakra nella stessa gamba sinistra per effettuare un ulteriore attacco da quella parte. Questa volta ci mise un po’ più di tempo per far fluire il chakra verso la direzione giusta, ma una volta sentita la quantità giusta per poter attaccare (un altro bassissimo) lanciò un ennesimo calcio laterale. Quasi stava per crollare la pianta, ma mantenne le radici ben salde a terra e la posizione eretta. Questa volta Ukah non riuscì nel suo intento, ma comunque fu soddisfatto di ciò che aveva fatto. Ma prima di andare Ukah vide ancora quel coniglio che aveva risparmiato prima. Vedeva che non aveva più paura del nebbioso e che quasi voleva avvicinarsi a lui. Ukah non si lasciò prendere da questi sentimentalismi, ma prima di proseguire per la sua strada, rivolse un sorriso a quel piccolo animaletto che forse desiderava solo un po’ di affetto. Un po’ come Ukah, forse... Quella sera aveva concluso gli allenamenti. Il giorno dopo avrebbe svolto solo qualche esercizio all’aria aperta per non perdere il passo. Il giorno dell’iscrizione all’accademia si stava per avvicinare. 7° Giorno – Domenica Si svegliò abbastanza tardi. La mattina non fece nulla. Solo un piccola passeggiata per le vie del paese per svagarsi un po’. Dopo aver mangiato un piatto di ramen si diresse a casa per rifinire gli allenamenti. Ore 15:00 Non si sprecò molto in questa ultima sessione. Si limitò a fare un paio di giri attorno al bosco, un po’ di stretching e tirare qualche pugno o calcio contro un albero. Era teso per l’indomani, non riusciva a concentrarsi sul suo dovere. Durante tutti gli esercizi pensava a ciò che avrebbe trovato all’interno dell’accademia, se avrebbe conosciuto ottimi ninja e se avrebbe imparato tecniche nuove e potenti. Ma pensava soprattutto ad una cosa: chissà se avrebbe trovato un amico…. Ci pensava a questo Ukah. Si perché lui in quell’ambiente sperava di trovare una famiglia, cosa che non aveva mai avuto nella sua vita. Appena tornato da lavoro andò a letto subito, non aspettava l’ora di presentarsi all’accademia, per far vedere a tutti ciò che sapeva fare e il potenziale che custodiva dentro se. [Intervento di Yami] Addestramento sufficiente, e anche gli esercizi per le tecniche mi sono piaciuti, come idee. Promosso Edited by Yami Kaguya - 22/1/2008, 15:02 We passed upon the stair, we spoke of was and when Although I wasn't there, he said I was his friend Which came as some surprise I spoke into his eyes I thought you died alone, a long long time ago
Oh no, not me I never lost control You're face to face With The Man Who Sold the World
I laughed and shook his hand, and made my way back home I searched for form and land, for years and years I roamed I gazed a gazeless stare at all the millions here We must have died along, a long long time ago
Who knows? not me We never lost control You're face to face With the Man who Sold the World          mia skeda | | | |
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 Group: MemberPosts: 77 Status:  | |
| Nome Utente: Choji94 Nome del PG: Leon Villaggio: Konoha Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: http://narutolegend.forumfree.net/?t=24221724Era una mattinata di sole, e faceva molto caldo, ed era anche la prima giornata di allenamento per l'ammissione agli esami. Ero felice, perchè avevo l'occasione di diventare genin. Andai nel bosco, dove solitamente mi allenavo. Arrivato, mi allenai con i shuriken cioè: prendevo gli shuriken,e li lanciavo contro gli alberi, a una distanza di 13,5metri circa, ma non erano semplici alberi, negli alberi, c'èrano disegniate delle persone, e io mi allenavo a colpire nei punti vitali. Non era male, ma dovevo miglioreare. Allora mi allenai a colpire la testa, e la presi 10 volte su 25. Allo stesso modo mi allenai con i kunai, ma stavolta presi la testa, 12 volte su 25. Per la mattina mi allenai così,e feci un record di 19 volte su 25. Per pranzo, andai a casa, ma uscii presto. Andai di nuovo nel bosco, ma stavolta mi allenai sull'aggilità, cioè: facevo delle copie, e mi allenavo a prenderle.
Uscì di buon ora, con una schietta colazione, e andai in un negozio di oggetti ninja, e comprai un paio pesi di 20kg, e un paio di polsini di 5kg. Ritonai a casa, presi i polsini e me li misi non ai polsi, ma alle caviglie, allora con i pesi da 20kg feci degli esercizi come: stendere le braccia ai lati, con i pesi in mano, e alsarli fino all'altezza della testa, e poi riabbassarli, dovevo fare 10 serie da 10. Pensavo che le braccia mi stessero cadendo quando finii di fare l'esercizio. Mangiai un ramen squisito,fatto di mia madre, e subito dopo ripresi ad allenarmi, in quei giorni pensavo solo ad allenarmi, volevo a tutti i costi passare l'esame. Nel pomeriggio continuai ad allenarmi con i pesi, ma adottai un altro tipo di allenamento cioè: con i polsini, messi nella caviglia, mi allenavo a dare calci a un manichino di legnio. Stavano cominciando a spuntare delle ferite nel piede, il manichino incominciò a diventare rossiccio, il sangue che stava uscendo dai miei piedi, stava macchiando il manichino. Il dolore era forte, ma dovevo continuare, per sforzare i miei muscoli, e poi delle ferite non possono mica fermarmi. Arrivò sera, feci uno spuntino a base di patatine fritte. Mia madre mi chiese dove ero stato tutto quel tempo, e gli risposi che ero nella mia stanza ad allenarmi per l'esame, e mia madre mi disse che nn faceva bene allenari tutto quel tempo senza ripsarsi un attimo. Cenai e andai a letto presto, con il pensiero che il gorno seguente dovevo allenarmi.
Il terzo giorno mi svegliai, e vidi che era tardi, sprecai quasi tutta la mattinata a dormire, ma pensai che forse faceva bene riposrsi un po di più qualche volta. Non feci colazzione, perchè ormai era tardi e non valeva più la pena. Allora non uscii perchè era tardi, e pranzai, e uscii subito di casa. Mentre caminavo trovai un mio amico, Keitaro, e gli dissi se voleva allenarsi con me, lui accettò, e andammo nel bosco, allora incominciai con dei pugni, ma lui li parò tutti, allora saltai e gli lanciai un kunai, lui prese un kunai e parò il colpo, ma io in mentre gli diedi un calcio, e lo beccai in piena faccia, indietreggiò, e fece la moltiplicazione del corpo, feci lo stesso, e con le mie copie attaccai le sue, mentre io cercavo quello vero,alla fine lo trovai, e gli diedi un pugnio, le mie copie sparirono, perchè ero stanco, ci riprendemmo qualche momento, e poi continuammo, stavolta incominciò lui con una serie di calci, alcuni li parai mentre altri mi presero in pieno. Allora misi in pratica quello che avevo imparato il giorno prima, cioè: praticamente iniziai a dargli calci con furia, e senza smettere mai, lui indietreggiava sempre, ad un certo punto, misi la mano a terra e feci una spece di capriola in aria e atterrai con il piede nella spalla di keitaro, e lui emise un grido, e cadde a terra. urlava di dolore, e io andai a soccorrerlo.Lui non accennava a riprendersi, allora lo portai all'ospedale.Alla fine si scoprì che gli feci una frattura alla spalla, ma facilmente guaribile, con del gesso e un po di riposo.Accompagniai keitaro a casa poi ritornai a casa.
Il quarto giorno,mi alzai dal letto a fatica, aevo dolori in tutte le gambe e le braccia. Feci colazione e uscii, e decisi di allenarmi in resistenza e negli addominali. Iniziai a correre, e mi feci tutta konoha 3 volte, ero stanchissimo, e mi sedetti in una panchina, aspettai qualche minuto, poi mi misi a fare le flessioni,ero stanchissimo, ma dovevo continuare, dovevo farlo per me, dovevo farlo per diventare un ninja, ma soprattutto dovevo farlo per konoha. Poi feci 500 flessioni, poi 1000 addominali, mi riposai un'altro po,il dolore era lancinante, ma la mia forza di volontà mi disse che dovevo continuare, dovevo imparare a impormi su me stesso, a far prevalerelere la mente sulla stanchezza, dal dolore, qualsiasi messaggio mi mandi il mio corpo. Quindi ripresi a correre, e mi feci konoha 3 volte. Così finì la mattinata, a pranzo mangiai una cosa al volo, per poi riprendere gli allenamenti. Feci gli stessi identici allenamenti.
Il quinto giorno mi svegliai presto, feci colazione e andai al fiume nel bosco. Appena arrivai, mi allenai sul bushin no jutsu, provai a frli, e feci le posizioni magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane, concentrai il mio chakra, e poi uscì una copia, un po diversa, in piccolezze.Riprovai, e rifeci le posizioni magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane, e concentrai meglio il mio chakra, uscì fuori una copia abbastanza buona, quindi riprovai l'ultima volta per essere sicuro di saperla fare bene, e rifeci per la terza volta le posizioni magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane, e concentrai il chakra come la volta scorsa, e uscì una copia ugale all'altra. Il pomeriggio lo usai per allenarmi con la tecnica della trasformazione, ma non sapevochi copiare, allora me ne andai alle terme, a vedere le ragazze, e mi venne lidea, di copiare loro, e quindi spiandolo da un foro nel muro, che affacciava alle terme. Quindi concentrai il chakra, feci la posizione magica, e mi trasformai in una bella ragazza, ma mi accorsi che la feci troppo bassa, allora riprovai, e venne troppo magra, e riprovai un'altra volta, ero gia stanco, ma dovevo farcela,allora mi concentrai bene e mi trasformai in una bella ragazza, uuale a quella, alle terme, ma passò un'uomo, che si avvicinò a me, con brutte intenzioni, allora gli diedi un pugnio in faccia, e cadde, ma non era l'unico a cadere, gli caddero anche i denti.
Il giorno seguente avevo dolori per gli allenamenti,ma dovevo lo stesso allenarmi, ero determinato e nessuno mi poteva fermare, dolori o non dolori, allora feci colazione e uscii di casa. Andai nel bosco, il solito posto dove mi alleno. Mi allenai sia sulla moltiplicazione sia della trasformazione, e devo dire che andava piutosto bene, ma potevo ancora migliorare e questo mi spingeva ad allenarmi, io non volovevo essere il terzo, ma il numero uno e per questo non dovevo fermarmi al semplice allenamento, ma dovevo sempre migliorare. Era già pomeriggio e non me ne ero nemmeno accorto, decisi di combinare la tecnica della moltiplicazione con quella della trasformazione, cioè feci una copia di me, e poi la trasformai in una copia di mio padre, non venne fuori una copia perfetta di mio padre, dovevo concentrarmi al massimo. La concentrazione si sposa alla pazienza, alla capacità di attendere.Si tratta di leggere il mondo come un libro, compenetrandosi in esso.Sentirlo nelle ossa e interpretarne i segniali, fino a trovare l'attimo, l'unico in cui colpire efficacemente.Ecco l'essenza della concentrazione. Mi concentrai per cica un ora, alla fine quando sentivo il chakra scorrere in tutto il corpo, sprigionai il chara, feci le posizioni magiche, e la copia diventò una copia perfetta di mio padre.
Ultimo giorno, ed ero molto emozionato, perchè si avvicinava l'esame, e per sfogarmi, mi allenai, andai come al solito nel bosco. Feci una mia copia, e combattei contro di essa, e mi allenavo, poi mi allenai su una'alra tecnica, utilizzando sempre le copie come bersagli, usai la palla di fuoco suprema, che non veniva tanto bene, usciva una specie di fiammetta troppo piccola.Allora incominiciai a concentrarmi, ero stufo di concentrarmi, ma consisteva propio in questo la concentrazione.Dopo un po feci le posizioni magiche, e feci una palla di fuoco abbastanza grande.Nel pomeriggio mi allenai invece sull'Attacco concatenato del leone, sempre utilizzando le mie copie, così mi allenavo doppiamnte. Alla fine della giornata anche quella mossa mi riuscì bene. Allora andai a casa, e apsettai il grande momento. [Intervento di Yami] D'accordo, hai aumentato gli esercizi, ma purtroppo non è ancora sufficiente. Vorrei che ti soffermassi di più su ognuno di essi ^^'''' Per esempio... CITAZIONE Ritonai a casa, presi i polsini e me li misi non ai polsi, ma alle caviglie, allora con i pesi da 20kg feci degli esercizi come: stendere le braccia ai lati, con i pesi in mano. La mattinata se ne andò velocèmente, All'esercizio hai dedicato poche parole ^^'''' Mentre la parte descrittiva è fra i punti più importanti della valutazione. Questo addestramento è importante per il tuo personaggio visto che lo farà passare a genin, dovresti provare a farlo capire al lettore. Puoi farlo descrivendo gli errori, la delusione quando li compie, la fatica che gli esercizi richiedono, e infine gli esercizi nei loro dettagli. Più descrivi, più possibilità hai di venire promosso ^^ Mi basta che provi a soffermarti di più sulla parte dell'addestramento, ok? Sull'interpretazione ci siamo, ma anche lì aggiiungere qualche frase in più sulla determinazione di Leon, aumenta la qualità dell'addestramento ;3 Occhio però a rispettare la punteggiatura ^^ [Respinto] Ho modificato. [Intervento di Yami:] ....Credo inizierai ad odiarmi. Ma no, non è ancora sufficiente. Vediamo di esaminare il tuo caso nello specifico, allora =3 CITAZIONE Arrivato, mi allenai con i shuriken cioè: prendevo gli shuriken,e li lanciavo contro gli alberi, a una distanza di 13,5metri circa, ma non erano semplici alberi, negli alberi, c'èrano disegniate delle persone, e io mi allenavo a colpire nei punti vitali. Non era male, ma dovevo miglioreare. Allora mi allenai a colpire la testa, e la presi 10 volte su 25. Allora, vediamo. Prima di tutto, ci sono alcune lettere in più in alcuni punti, usi spesso la virgola anzichè il punto per separare le frasi, e l'esercizio potrebbe essere più sviluppato. Ti faccio esempio di come potrebbe essere. CITAZIONE Arrivato, mi allenai con gli shuriken, in questo modo: Ne prendevo alcuni, e li lanciavo contro gli alberi, a una distanza di 13,5 metri circa. ma non erano semplici alberi, quelli a cui miravo.. Avevo disegnato su ogni tronco la figura di una persona, in modo da avere un bersaglio di forma umana a cui mirare. Soprattutto,, mi allenavo a colpire nei punti vitali della figura, così da abituarmi fin da subito a colpire un essere umano, all'occorrenza.. Alla fine dell'allenamento, il risultato non era male, ma dovevo migliorare, gli shuriken erano in punti diversi da dove avevo mirato, o non si erano conficcati in modo soddisfacente. Decisi quindi di non fermarmi fino a che non avessi ottenuto ciò che volevo. Tornai ad allenarmi, mirando a colpire la testa, e la presi 10 volte su 25. Un sorriso soddisfatto si allargò sul mio volto, mentre recuperavo una a una le mie armi. Le parti in giallo sono le aggiunte, in modo che tu capisca un pò meglio come potresti sviluppare un esercizio simile, in modo che te e il tuo pg possiate dire "sì, ho fatto un bel lavoro." Aumentare la descrizione è più semplice, se cerchi di immaginarti davvero lì, pensando a come potrebbero andare gli esercizi, a cosa provi in caso di successo, cosa può andare bene e cosa male, così. Altro esempio: CITAZIONE Andai di nuovo nel bosco, ma stavolta mi allenai sull'aggilità, cioè: facevo delle copie, e mi allenavo a prenderle. Se sfruttato bene l'esercizio, può diventare: CITAZIONE Andai di nuovo nel bosco, ma stavolta mi allenai sull'agilità. Ci pensai su qualche minuto, per trovare qualcosa che potesse aiutarmi nello scopo. Finchè non venne l'idea. Formai i sigilli necessari per la tecnica che faceva al caso mio, la Moltiplicazione del corpo. Unii le mani nell'ultima posizione, e due copie comparvero davanti a me. Tuttavia, caddero a terra, come senza forze. Accidenti, dovevo aver sbagliato qualcosa. Riprovai, concentrandomi sul flusso di chakra che percepivo nel mioo corpo. Quando mi sentii pronto, unii ancora le mani nelle posizioni necessarie, e ripetei la tecnica. Stavolta due copie in perfetta forma si presentarono davanti a me. Mi concessi un sorriso, per poi iniziare l'allenamento. L'obbiettivo sarebbe stato allenarmi a prendere le copie, per scaldarmi. Subito dopo, mi misi in mezzo a loro, facendogli muovere le braccia in maniera circolare, muovendosi verso di me. Mi allenavo così a evitare di toccare le copie, che sarebbero scomparse anche con un colpo di un ramoscello. figurati se sbattevano contro di me. . Qui, prima di tutto pensare all'esercizio. L'agilità è la capacità di schivare i colpi o assumere posizioni precarie con facilità: se corri per inseguire delle copie, al massimo alleni la resistenza alla fatica, o la velocità. E comunque, come vedi si possono raccontare molte cose, parlando del proprio pg. Se riesci a coinvolgere il lettore, allora il tuo scopo è raggiunto. Perchè lo scopo dello scrivere, è per fare in modo che qualcun'altro possa leggere ;3 Poi, attenzione, al quarto giorno. CITAZIONE Così finì la mattinata, a pranzo mangiai una cosa al volo, per poi riprendere gli allenamenti. Feci gli stessi identici allenamenti. Feci gli stessi identici allenamenti. Questo è un errore molto importante. In un addestramento in cui ogni giorno è valutato, ogni dettaglio conta. Scrivere che ripeti le stesse cose, senza nemmeno fare un riassunto, non ti consiglio di farlo. Anche riscrivere ciò che è già stato fatto, riassumendolo magari, è sempre un occasione per coinvolgere il lettore, e quindi avere un giudizio migliore. Pensaci ;3 Infine: CITAZIONE Feci una mia copia, e combattei contro di essa, e mi allenavo, poi mi allenai su una'alra tecnica, utilizzando sempre le copie come bersagli, usai la palla di fuoco suprema, che non veniva tanto bene, usciva una specie di fiammetta troppo piccola. Anche qui, usi poco i punti, affidandoti alle virgole. Ma se provi a leggerlo a voce alta, dovresti riuscire a sentire come sia quasi uno "sforzo" leggere, visto la mancanza di pause lunghe, come un punto. Vorrei ci pensassi un attimo, anche su questo. Insomma, spero di esserti stato d'aiuto, perchè vedo piccoli miglioramenti un pò alla volta. Vorrei che provassi a concentrarti un altra volta sull'addestramento, ma tenendo in conto ciò che ti ho scritto, sul coinvolgere il lettore, aumentare la descrizione di alcuni esercizi, e non tralasciare mai le occasioni per descrivere cosa fai in un dato momento. E per finire, l'uso della punteggiatura, utile per rendere la lettura più scorrevole. Spero che questi consigli ti siano d'aiuto ^^ Purtroppo mi dispiace, ma non posso ancora dire che sei promosso. Riprova ancora, immagina che sia il tuo pg a voler superare a ogni costo questo addestramento. L'immedesimazione e le idee su cosa descrivere dovrebbe venire da sè ^^ [Respinto] Edited by Yami Kaguya - 24/1/2008, 23:31 | | | |
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 Group: MemberPosts: 563 Location: Nelle fottute pareti (cit.) Status:  | |
| Allenamento Nome Utente: *Griever89* Nome del PG: Tenshi Shinretsu Villaggio: Kiri Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Bianca Scheda: Link SchedaLegenda: -Narrato - Pensato- Parlato Tenshi- Parlato altriNB: Scusate se non seguo l'esplicito consiglio di Ratty, ma già i miei post sono "formato mattone", se non provo a riassumere almeno con il discorso diretto e i pensieri qua finisce che vi passa la voglia di leggere prima ancora di quella di valutarmi  Lunedi Erano le 7 del mattino di una giornata piuttosto rigida ma stranamente soleggiata. In un quartiere residenziale di Kiri un giovane aveva appena aperto gli occhi, pronto ad affrontare una nuova giornata. Il giovane in questione era Tenshi Shinretsu, un diciottenne di Kiri e quel lunedi era il primo giorno della sua "settimana di allenamento speciale", come lui stesso la definiva. Appena aprì gli occhi il ragazzo era già completamente sveglio, un po' perchè non era il tipo a cui piaccia molto poltrire la mattina, un po' per l'eccitazione data dalla particolarità di quel giorno. Di lì ad una settimana, infatti, avrebbe avuto comunicazione riguardo al giudizio circa la sua domanda di ingresso nell'Accademia Ninja; Tenshi sapeva benissimo che, per diventare ninja, sarebbe dovuto prima diventare studente dell'Accademia, e quindi era assolutamente determinato a dare tutto se stesso pur di raggiungere quello che lui stesso definiva "un obiettivo intermedio". Se è vero che per arrivare lontano bisogna fare tanti piccoli passi, quello era certamente un buon punto di partenza. Si stiracchiò e si stropicciò bene gli occhi, ancora un po' assonnati dopo otto ore di sonno, e si diresse in bagno. Qui fece una bella doccia fredda per eliminare il normale senso di spossatezza post-riseveglio e, una volta uscito, con ancora l'accappatoio indosso, andò in cucina per fare colazione. Nel corridoio trovò il suo fido amico Kun ad attenderlo, e, non appena questi vide il padrone, cominciò a fargli le feste come ogni mattina. Ciao bello! Mi dispiace ma oggi non potrò darti molte attenzioni... E' una settimana un po' difficile, ma stà pur certo che presto ci divertiremo parecchio assieme.Il cane si limitò a scondinzolare e a guardare il ragazzo sperando in qualche carezza, che però non arrivò, in quanto il giovane stava andando a fare colazione e non voleva sporcarsi le mani. Giunto in cucina il giovane preparò la colazione con una mano sola: la destra era ancora impegnata a frizionare con forza i capelli corvini bagnati. Tenshi sapeva benissimo di aver bisogno di molte energie per allenarsi come si deve, e quindi bevve un gran bicchiere di latte, accompagnato da due fette di pane, burro e marmellata e un uovo al tegamino. Normalmente non si abbuffava così tanto nel primo pasto della giornata, ma quella era una settimana speciale, e in fondo non aveva certo problemi di linea... Dopo aver fatto colazione riportò l'asciugamano con cui si era asciugato i capelli in bagno ed andò in camera sua a vestirsi. Il cane questa volta lo attendeva davanti alla porta della camera da letto e non lo avrebbe fatto passare prima di ricevere una grattata dietro le orecchie. Ho capito, ho capito! Ecco, contento?Finalmente Kun, dopo diverse carezze sulla testa e dietro le orecchie si decise a spostarsi da lì. Ecco, adesso devo lavarmi le mani... Meno male che ho il bagno in camera...Uscito nuovamente dal bagno il giovane si vestì con una pratica tuta da combattimento nera a maniche corte ed indossò il suo guanto di pelle (la catenina intorno al braccio non la toglieva mai, neanche per andare a dormire), dopodichè si recò in giardino. Erano ormai le otto passate e c'era un bel sole, il che mise subito di buon umore il ragazzo, che si diresse verso alcuni tronchi posti in verticale da cui spuntavano diversi cilindri di legno. Per prima cosa facciamo un po' di riscaldamento.Tenshi decise di iniziare con una corsetta intorno al giardino della casa: una decina di giri potevano bastare (la casa lasciata al giovane era molto grande, essendo la sua famiglia ricca, e quindi un solo giro era già un bel po' di strada). Finito di correre fece due serie da 20 flessioni ed altrettanti piegamenti e un po' di stretching, per poi dedicarsi agli allenamenti veri e propri. Si comincia!Il programma della mattinata prevedeva un allenamento specifico per migliorare forza e agilità, che consisteva nell'esercitarsi a colpire i cilindri fuoriuscenti dai tronchi; questi, disposti a cerchio intorno a lui, erano dotati di un dispositivo a pressione che faceva in modo che ogni cilindro, una volta colpito, rimanesse incassato per dieci secondi, per poi fuoriuscire di nuovo con una certa forza. L'obiettivo dell'allenamento era dunque quello di colpire tutti i cilindri (ogni tronco ne aveva 5) degli 8 tronchi che lo circondavano, schivando contemporaneamente quelli che fuoriuscivano. Si trattava di colpire quindi 40 pistoni in 10 secondi: una media di 4 colpi al secondo. Niente di impossibile, ma era comunque un buon allenamento da cui partire. Tenshi inziò col mettersi al centro dei tronchi, attivando i macchinari, i quali facevano partire prima dei pistoni in modo casuale, in modo da risultare imprevedibili. I primi tentativi furono fallimentari, ma dopo tutto era la prima volta che provava quel nuovo tipo di allenamento. Decise allora di fermare il macchinario e fermarsi per fare il punto della situazione: aveva già preso alcune botte sulle cosce e dietro la schiena, ma si trattava di un dolore leggero solo al momento dell'impatto. Calma Tenshi, calma. Tutto sta a concentrarsi di più, e farò meglio anche a tenere bene il tempo.Tenshi riattivò il macchinario, e ricominciò a colpire i pistoni, tenendo però una conta sommaria di quanto tempo passava. Uno...due...tre,a destra!...quattro, arriva da sotto!...cinque...sei, in alto!...sette...otto...nove, a sinistra!...dieci.Mentre pensava questo teneva i muscoli sempre tesi e pronti a scattare, il che aumentava la fatica ma lo rendeva più reattivo. L'idea di tenere il tempo era buona, ed inoltre lo aiutava a migliorare la propria concentrazione e, indirettamente, anche la sua forza spirituale. Dopo circa due ore e mezza, riuscì finalmente a bloccare tutti i pistoni. Era molto stanco dopo quell'allenamento e, appena uscito da quel circolo di tronchi, andò a sedersi sotto un albero, la fronte imperlata di sudore e il respiro affannoso. Kun, che fino ad allora si era limitato a guardarlo incuriosito, gli corse incontro e si sdraiò vicino a lui. Tenshi gli mise una mano sulla testa e cominciò ad accarezzarlo, parlando con voce spezzata dall'affanno. Uff...alla fine...cel'ho fatta...vecchio mio!...Però...che faticaccia!Effettivamente l'allenamento si era rivelato più faticoso del previsto, e quindi il giovane decise di riposarsi per una decina di minuti all'ombra di un vecchio faggio pianto in giardino. Dopo essersi riposato, controllò l'ora. Sono le undici meno un quarto: è ancora presto per mangiare: torniamo al lavoro!Si alzò di scatto e andò verso un tronco, questa volta liscio, utilizzato per l'allenamento di calci e pugni. Tirò 50 pugni con la mano destra, poi 75 con la sinistra, ed in fine 100 calci equamente ripartiti fra le due gambe. Il motivo che lo spingeva ad esercitare di più la mano sinistra era la sua consapevolezza di essere ambidestro, ma ciò nonostante di essere ben più pratico con la destra. Finito quell'allenamento fece un centinaio di salti con la corda e si decise a tornare in casa per mangiare. Era l'una e mezza circa. Prima di andare a mangiare Tenshi fece un'altra doccia rapida per lavare via il sudore accumulato dalla faticosa mattinata; fatto ciò cucinò e mangiò un abbondante pranzo a base di carne. Dopo mangiato aspettò un mezz'oretta prima di tornare ad allenarsi, in quanto non era salutare fare troppi sforzi con il cibo sullo stomaco, stendendosi sul divano e rilassandosi un po'. L'allenamento pomeridiano che seguì fu la ripetizione di quello mattutino, ma, siccome ormai ci metteva poco tempo a concludere l'allenamento con gli otto tronchi, decise di ripeterlo per tre volte. Una volta concluso quell'allenamento si dedicò all'esercizio principale che aveva in programma per quel pomeriggio. Si diresse verso un albero abbastanza basso da avere un ramo robusto a circa due metri da terra e si arrampicò sul ramo in questione, appoggiandovi sopra due piccole giare. Fatto ciò sistemò due tinozze piene d'acqua sotto di queste e prese in mano due piccoli bicchieri da sakè, di quelli molto piccoli e schiacciati. L'ultima cosa da fare era legarsi a testa in giù per i piedi in mezzo ai quattro contenitori. Mamma mia, questo non è per niente piacevole... Vabbè, nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.L'esercizio consisteva nel riempire le giare poste affianco ai suoi piedi con l'acqua contenuta nei tinozzi a terra e con il solo ausilio dei bicchieri da sakè e di un grandissimo sforzo degli addominali. Prendo l'acqua...lascio l'acqua. Prendo l'acqua...lascio l'acqua. Non lo facevo così difficile però. Questa stramaledetta acqua sembra non finire mai! Ok, dai, prima o poi finirà anche questo.Effettivamente l'esercizio durò molto più del previsto, e il sole iniziò a tramontare prima che il giovane avesse finito. Dannazione, speravo di finire prima che facesse buio. Sono sfinito, non ce la faccio più!.....Ma che sto dicendo?!?! Stare qui a lamentarsi non farà certo levitare magicamente l'acqua! Coraggio, non manca molto. Ce la posso fare!Tenshi completò l'esercizio solo verso le otto, dopo aver passato due ore appeso per i piedi a raccogliere acqua. Gli facevano male gli addominali e le gambe, ed inoltre gli girava la testa. Si appoggiò all'albero da cui era appena sceso e si mise a sedere per terra, osservando la luna che spuntava da dietro ad una nuvola. Tutto quello che non ti uccide ti rinforza...almeno alla fine cel'ho fatta.Il giovane guardò i due tinozzi completamente vuoti affianco a lui e non potè nascondere un grande sorriso di soddisfazione. Adesso però era davvero ora di andare a mangiare, visto che moriva letteralmente di fame! Si preparò velocemente la cena e la divorò ancora più rapidamente, dopodichè andò a farsi un bel bagno caldo; paradossalmente anche quello faceva parte dell'allenamento, visto che, mentre rimaneva in ammollo, si esercitava a svuotare la mente da ogni pensiero e a concentrarsi unicamente su di un elemento: prima il vapore che fuoriusciva dall'acqua, poi il lieve fruscio del vento fuori dalla finestra, ed in fine si concentrò sul proprio Chakra, sentendolo scorrere all'interno del proprio corpo ed allenandosi a convogliarlo in parti del corpo specifiche, soprattutto mani e piedi. Uscito dalla vasca si sentiva davvero rinato: era stanco, ma non sentiva il peso della fatica fisica. Decise di andare subito a letto; nonostante fossero ancora le 10 e mezza era davvero distrutto dopo quel primo giorno di allenamenti. Si mise sotto le coperte e ripensò ai progressi fatti quel giorno. Oggi ho allenato il mio corpo. non è andata tanto male alla fine... Beh, domani mi aspetta un'altra dura giornata di lavoro!Martedi Come la mattina precedente, Tenshi si svegliò alle 7 in punto. La routine doccia-colazione-carezze a Kun-preparazione era la stessa del giorno prima, mentre il riscaldamento fu più intenso (fece molte più flessioni e piegamenti, ed inoltre eseguì due serie da 20 di flessioni in verticale), in quanto quel giorno non si sarebbe allenato sulla forza. Quel giorno, infatti era dedicato all'allenamento con le armi. Per prima cosa decise di esercitarsi con gli shuriken e per questo si diresse verso una zona del giardino dove erano presenti diversi manichini di paglia con dei bersagli posti in corrispondenza delle zone vitali. Tenshi si posizionò di fronte ad uno di essi, ma non perfettamente parallelo, bensì con il busto leggermente inclinato verso destra e con la gamba sinistra leggermente arretrata; stando in questa posizione estrasse due shuriken dai suoi porta-armi, tenendoli uno con la sinistra e uno con la destra, entrambi fra l'indice e il medio. Vediamo se almeno le basi le ho imparate come si deve...Per prima cosa si mise l'indice destro in bocca e poi lo tese verso l'alto, in modo da avere una valutazione approssimativa dell'intensità del vento: spirava leggermente da sinistra; poi chiuse l'occhio sinistro e, distendendo il braccio destro fino a portare lo shuriken esattamente sulla linea di visuale, prese la mira puntando al bersaglio centrale, posto in corrispondenza dell'ipotetico cuore del bersaglio, e tenendo conto della leggera deviazione verso destra che la traiettoria avrebbe ricevuto sotto l'azione del vento. Effettuò il lancio dello shuriken nella mano destra facendo compiere un ampio movimento orizzontale al braccio e, una volta che questo era completamente disteso, accompagnò il colpo con un rapido movimento del polso, quasi come lo schiocco di una frusta. In questo modo diede maggiore spinta allo shuriken, ma non era finita lì: immediatamente, sfruttando lo slancio ottenuto dal precedente movimento del braccio, fece perno sul tallone destro e ruotò il busto di 180 gradi circa, puntando con forza la gamba sinistra in avanti, pronto a lanciare anche il secondo con lo stesso metodo utilizzato per l'altro. Entrambi gli shuriken avevano colpito il bersaglio, anche se non proprio nel centro: il primo aveva centrato il secondo cerchio, mentre il secondo si era conficcato nel terzo. Era un risultato accettabile, ma Tenshi era un perfezionista e, quando decideva di fare qualcosa, doveva farla dannatamente bene! Ripetè più e più volte il lancio degli shuriken, fino a quando non ebbe centrato perfettamente il cuore con entrambe le stellette. Fatto ciò si esercitò a colpire prima due parti diverse del corpo dell'avversario con i due shuriken, e, quando fu soddisfatto del risultato (e ci volle un bel po') si esercitò nel puntare a due manichini diversi; ormai si era abbastanza impratichito con gli shuriken e quest'ultimo passaggio risultò essere più facile del previsto. Il passo successivo però non fu affatto una passeggiata: doveva lanciare più shuriken contemporaneamente. Il suo obiettivo era quello di lanciare quattro di questi per mano, ma il massimo che riuscì a fare era di tre, e di questi soltanto due raggiungevano perfettamente il bersaglio. Dannazione! Perchè non riesco a fare di meglio? Eppure dovrei riuscire ad utilizzare anche lo spazio fra il pollice e l'indice... Non credevo che fosse così dura...Il giovane notò però che erano ormai le undici, e decise di passare ad altro. Per ora è meglio accontentarsi, anche se questa mi è rimasta proprio indigesta... Quando sarò iscritto all'Accademia dovrò ricordarmi di migliorare il lancio multiplo degli shuriken, e immagino che lo stesso problema si ripresenterà con i kunai...Dovendo lanciare ora i kunai, Tenshi fece ben attenzione a tenere conto del maggiore peso dell'arma, e quindi della minore deviazione impressa dal vento alla traiettoria. Non fu affatto difficile, ed anzi il giovane si riconfermò più portato verso i kunai che verso gli shuriken; il problema degli otto lanci simultanei, però, si ripresentò, anche se adesso i sei lanci che riusciva a compiere risultavano molto più precisi. Erano ormai le due circa, e quindi Tenshi tornò in casa per pranzare. Dopo pranzo, e dopo essersi rilassato per mezz'ora sul divano, il ragazzo tornò in giardino per continuare l'allenamento. Adesso però si spostò in un'altra zona, dove, addossato ad una parete, c'era un macchinario che presentava tre file sovrapposte di bersagli in legno legati a delle funi in costante movimento: con i bersagli fissi se la cavava, adesso era giunto il momento di quelli mobili. Tenshi effettuò prima qualche lancio di prova con due shuriken; non era certo la prima volta che faceva quell'esercizio, ma doveva ammettere che era decisamente più difficile rispetto a quello precedente. Beh, non posso certo pretendere che i miei nemici stiano sempre immobili come tante belle statuine a farsi bersagliare...Almeno non posso pretendere che siano tutti così cortesi...Con un sorriso divertito raccolse gli shuriken che aveva appena lanciato ed iniziò immediatamente con il lancio multiplo, estraendone altri quattro e mettendoseli fra le dita. Dopo un po' di allenamento riuscì a padroneggiare anche quell'allenamento, dopodichè lo ripetè con i kunai, fin quando non ne fu soddisfatto. Era ormai quasi sera e, stranamente, questo rallegrò Tenshi. Adesso vedremo se tutta questa faticaccia è servita a qualcosa...Effettivamente, nonostante potesse sembrare il contrario, l'esercitazione con le armi da lancio aveva molto stancato le braccia del giovane, ma l'allenamento di quel giorno non era ancora finito. Tenshi si recò in casa e, più precisamente, in cantina. Qui prese una piccola gabbia, dove aveva messo un piccolo topo albino che aveva catturato un paio di giorni prima, in vista di quell'allenamento, nel piccolo boschetto limitrofo la sua abitazione. Si portò la gabbia davanti agli occhi e fissò il topo, il quale non stava fermo un attimo e continuava ad annusare in tute le direzioni. Bravo, proprio così ti voglio. Fra un po' mi sarai parecchio utile.Il giovane portò la piccola gabbia in giardino e chiamò a gran voce il suo cane. Kun, vieni qui bello!Questi arrivò immediatamente. Bravo cagnone! Adesso stai fermo qui che devo fare una cosa.Mentre pronunciava queste parole legò un palloncino nero al collare del cane, un gesto alquanto bizzarro, ma che poteva rivelarsi molto utile ai fini dell'allenamento. Il sole era ormai del tutto tramontato: erano le otto di sera circa. Benissimo Kun; ti ho detto che ci saremmo divertiti parecchio e adesso ci divertiremo. Anche se ho come il presentimento che per te sarà tutto un gioco, mentre il sottoscritto dovrà faticare parecchio...Detto ciò rilasciò il topo nel giardino e corse a nascondersi fra i rami degli alberi. La struttura dell'esercizio era estremamente elementare, ma dannatamente efficace: Tenshi doveva riuscire a colpire il palloncino che svolazzava sopra la testa di Kun con uno shuriken o un kunai, operazione complicata dal fatto che il palloncino era nero ed erano già calate le tenebre. se però il cane fosse rimasto fermo sarebbe stato come colpire un semplice bersaglio fisso poso visibile: e qui entrava in gioco il topo. Tenshi conosceva bene il suo cane e sapeva che, benchè fosse ormai adulto, Kun rimaneva sempre un cucciolone troppo cresciuto e non si sarebbe lasciato sfuggire l'occasione di rincorrere un topo per tutto il giardino. Questo rendeva le cose molto più divertenti per Kun e, ovviamente, molto più complicate per Tenshi. Non appena il topo fu liberato, il cane cominciò a corrergli dietro come un forsennato e Tenshi, dall'alto del suo nascondiglio arboreo, iniziò a vedere abbastanza distintamente i movimenti del palloncino. Fino ad allora, infatti, non si era allenato molto nel lancio in movimento, e quella era l'occasione migliore per mettersi alla prova: dopo tutto, non c'è nulla di più imprevedibile di un cane giocherellone che rincorre un topo spaventato...o magari una c'è, ma questa Tenshi sel'era conservata per l'ultimo giorno. Tornando all'allenamento, comunque, era effettivamente difficile seguire i movimenti di quella piccola macchia scura che si muoveva nel cielo illuminato solo dalla luna, e per questo molti dei colpi di Tenshi non andarono a segno. Il ragazzo, però, sapeva anche che Kun prima o poi si sarebbe stancato di quel nuovo gioco e, dopo oltre mezz'ora di inseguimenti vari, il cane sarebbe tornato da un momento all'altro dentro per riposare. Si era giunti ad una situazione di stallo: il topo era finito in un angolo (è davvero il caso di dirlo) come un topo in trappola, Kun era rimasto lì a puntarlo scodinzolando, mentre Tenshi era appostato su un albero posto dietro di quest'ultimo. Dopo alcuni secondi, però, Kun fece un balzo in avanti, acciuffando finalmente il topo e bloccandogli la coda con una zampa; in quel preciso momento si sentì un sonoro "PAM" nell'aria: Tenshi era finalmente riuscito a far scoppiare il palloncino con un kunai. Per farlo aveva compiuto un lungo balzo in direzione del suo obiettivo e, non appena si trovò vicino ad esso, lanciò la sua arma in modo da colpirlo con la certezza data dalla vicinanza. Di tutto questo Kun non si era neanche accorto ed iniziò ad abbaiare non appena sentì lo scoppio sopra la sua testa, dopodichè annusò il topo e lo lasciò andare: dopo che l'ebbe acchiappato la creatura aveva perso qualsiasi interesse ai suoi occhi, e di certo non voleva mangiarselo... Il povero topo scappò via, fuori dal giardino. Tenshi era davvero soddisfatto del suo lavoro ed era rimasto a guardare la carcassa del palloncino che era rimasta a terra. Kun, mi hai dato parecchio filo da torcere!I due tornarono in casa e Tenshi preparò la sua cena, più una doppia razione di cibo per Kun, a mò di ricompensa per il suo "aiuto" negli allenamenti. Dopo aver mangiato il ragazzo si concesse un po' di meritato riposo sul divano. Non appena lo vide, Kun andò a sdraiarsi vicino a lui, appoggiando la testa sulle sue ginocchia e guardandolo dal basso verso l'alto con una faccia stanca. Tenshi lo guardò sorridendo e gli accarezzò vivacemente la testa. Stanco, eh? Benvenuto nel club! Abbiamo anche le tessere...Il giovane rise divertito. Per lui fare queste piccole battute di spirito per sdrammatizzare era la norma, anche se il suo interlocutore era un semplice cane particolarmente stanco. Ancora una volta Tenshi si abbandonò ad un bel bagno caldo ristoratore, ricordandosi però di continuare in questo modo gli allenamenti sul Chakra. Dopo il bagno andò a letto: alla stanchezza del giorno precedente si era sommata quella di quello appena passato e quindi era davvero a pezzi, anche se non poteva negare di essere alquanto soddisfatto. Mercoledi Quella mattina Tenshi si svegliò un po' più tardi, verso le otto. Fuori il tempo era l'esatto opposto di quello dei giorni precedenti: pioveva a dirotto e spirava un forte vento. Dopo essersi alzato e lavato, Tenshi diede un'occhiata fuori dalla finestra. Mmh, oggi piove... Poco male, vorrà dire che anticiperò la teoria.Il giovane, infatti, aveva programmato di ripassare le basi della teoria il giorno successivo, ma, con quel tempo che invitava a rimanere in casa, decise che forse era il caso di invertire i programmi dei due giorni. Fece un'abbondante colazione e si vestì, anche se con abiti meno legati al combattimento: un normale paia di pantaloni neri ed una maglietta bianca. Dopo che ebbe finito di prepararsi fece alcuni esercizi di riscaldamento mattutini, soprattutto flessioni e piegamenti, a cui aggiunse una mezz'oretta di pesi. Dopo circa un'ora di allenamenti fisici, quindi, bevve un bicchiere d'acqua fresca e si gettò a capofitto nello studio. Iniziò a passare in rassegna con un dito i vari libri della grande libreria a muro in solido legno di mogano che si trovava nell'ingresso. Allora...C, C, C, eccolo qui: Chakra! Adesso vediamo un po' per gli altri...Ecco la T. Tattiche e Tecniche: questi due mi servono. Forse è meglio che controlli anche quello delle armi...Estrasse quattro pesanti tomi di suo interesse e li portò in salotto, dove si stese sul divano ed iniziò la lettura del primo: quello sulle armi. Per il momento non gli interessavano tutti i tipi di armi ninja, e quindi si soffermò solo su quelle di sua attuale competenza: shuriken, kunai e, soprattutto, Kusari Fundo. Tenshi infatti aveva da poco intrapreso l'allenamento in questo particolare tipo di arma, che lui considerava molto versatile. Approfondì molto lo studio di quest'arma, leggendo con molta attenzione il modo migliore di rotearla per attaccare, così come quello di lanciarne un'estremità per avvolgere un oggetto, o, nel migliore dei casi, un avversario. Dopo aver letto tutte quelle informazioni non riuscì a resistere e si fiondò a prendere il suo di Kusari Fundo per vedere se quello che aveva letto poteva essere davvero utile all'atto pratico. Fuori stava ancora piovendo a dirotto, ma Tenshi era abituato al cattivo tempo, ed erano ormai anni che non prendeva nemmeno un raffreddore. Incurante della pioggia si diresse quindi in giardino dove iniziò a ruotare con una certa forza la sua arma, esattamente come aveva indicato quel manuale. Si accorse subito di come, sfruttando in maniera più razionale i pesi posti all'estremità della catena, si poteva imprimere maggiore forza ai vari colpi con minore fatica. Il ragazzo fu molto felice di poter constatare che, effettivamente, era davvero facile far compiere all'arma movimenti anche abbastanza complicati, come il farla roteare velocemente davanti a sè con un movimento circolare, per bloccare ipotetici attacchi a distanza, e poi sfruttare lo slancio ottenuto per colpire in affondo con l'altra estremità dell'arma. Si allenò per un po' e poi decise di tornare dentro per continuare lo studio della teoria. Tutta quella pioggia, però, aveva reso fradici i suoi abiti e i suoi capelli, e quindi si andò a cambiare, lasciando però i capelli bagnati, un po' per pigrizia, un po' perchè in casa era acceso il riscaldamento, e quindi era anche piacevole rimanere con la testa al fresco. Ora che il libro riguardante l'uso delle armi aveva esaurito gli argomenti interessanti ancora da studiare, Tenshi si dedicò allo studio del Chakra. Qui si trattò più che altro di un rapido ripasso, visto che conosceva già abbastanza bene le basi di questa disciplina. Più che altro fece in modo di tenere bene a mente quali fossero i vari elementi che potevano caratterizzare il Chakra, così come i vari Punti di Fuga e le Porte Difensive. Dopo aver completato anche questo studio era ormai giunta ora di pranzo, e quindi lasciò i libri per andare a mangiare. Non appena ebbe finito di pranzare tornò immediatamente in salotto per continuare lo studio. Rimanevano soltanto il libro riguardante le tecniche e il manuale con le tattiche più comuni. Il giovane prese il primo ed iniziò a leggere per bene le descrizioni delle tecniche che conosceva: sapeva benissimo che era impossibile imparare una nuova tecnica semplicemente leggendo le fredde pagine di un libro, e quindi preferì non impelagarsi in questioni al di fuori della sua portata. Dopo aver studiato con precisione ogni voce riguardante le poche tecniche che sapeva eseguire pensò per un attimo di passare anche in quel caso dalla teoria alla pratica, anche se subito dovette ripensarci, visto che quello era ciò che aveva in programma per il giorno seguente. Prese allora in mano il libro di tattica, un tomo pesante dalla copertina verde. Tenshi iniziò a sfogliarlo abbastanza scettico sul suo contenuto: egli infatti aveva sempre creduto che, a causa dell'innumerevole numero di fattori che possono determinare la buona riuscita di una strategia, era assolutamente impossibile scrivere un libro che dicesse "nella tal situazione comportati in questo modo", per il semplice motivo che la "tal situazione" non teneva in conto nemmeno il 10% delle variabili da considerare. Iniziò a sfogliare il libro e si soffermò su alcune tattiche base. Vediamo un po'... Stando alla figura il ninja A si muove in questo modo...capirai, ci voleva molto... Vediamone un'altra...niente di particolare. Questa forse? Macchè, queste tattiche sono tutte di una banalità estrema!Le tattiche di base erano troppo elementari per Tenshi, il quale si sentiva quasi infastidito dalla scarsa utilità di quel libro, il quale non gli insegnava niente di nuovo. Decise allora di passare a delle tattiche avanzate: magari quelle avrebbero suscitato la sua curiosità. Dopo averne guardate un paio, però, si accorse che non era così. Ma è deficiente questo?? Idiota, se scendi e attacchi lateralmente offri il fianco all'altro avversario! Dannazione, ma qui pensano davvero che i nemici seguano per filo e per segno i comportamenti che loro stessi vorrebbero che assumessero? Bah, star qui e sperare di ottenerne qualcosa di utile è una pura perdita di tempo... Si girò a guardare Kun, che era rimasto tutto il tempo a sonnecchiare poco lontano. Kun, questi tizi che hanno scritto il libro sono proprio dei falliti... Mi sa tanto che a livello di tattica stai messo meglio tu.Tenshi rise dopo questa battuta, soprattutto per via dello strano sguardo incuriosito con cui lo guardava Kun in quel momento. Il ragazzo richiuse il libro. Beh, il programma di teoria l'abbiamo finito...chissà che ore sono.Erano le cinque. Dopo aver constatato ciò Tenshi decise che per quel giorno gli allenamenti erano stati sufficienti ed andò in camera da letto per vestirsi; era sua intenzione uscire per fare una passeggiata, visto che era ancora presto ed aveva terminato il programma della giornata con largo anticipo. Indossò degli abiti neri bordati di bianco, il suo guanto ed uscì di casa. Camminò per circa dieci minuti con le mani in tasca, pensando a ciò che lo avrebbe aspettato all'Accademia, sempre ammesso che fosse riuscito ad entrare. Ad un certo punto però fu riportato a forza con i piedi per terra da un evento inatteso. Tenshi!!!Una voce maschile lo stava chiamando da dietro, e quindi si voltò per vedere chi fosse. Voltandosi vide di fronte a sè un ragazzo della sua età, più alto e robusto di lui, con i capelli castano chiaro e gli occhi verdi. Era un volto familiare per Tenshi, che subito lo accolse con un gran sorriso e gli camminò incontro. Ryo! che diavolo ci fai qui? Non dovresti essere a sputare sangue appresso ai tuoi studi per diventare ufficiale?Il ragazzo che aveva salutato Tenshi era Ryo, il suo migliore amico, il quale aveva scelto una strada decisamente atipica per un abitante di Kiri: diventare un alto ufficiale dell'esercito regolare. Ryo guardò il suo vecchio amico con aria divertita. E tu non dovresti essere a sputare sangue appresso ai tuoi allenamenti per diventare ninja?Touchè...incasso il colpo con onore.Tenshi rise. Vedo che non sei cambiato in questi sei mesi.Non sono cambiato in tutti questi anni, non cambierò certo in sei mesi.E' giusto. In fondo c'era da aspettarselo da uno come te.La conversazione si tenne con il tono allegro di due amici che si rincontrano dopo sei mesi di assenza di uno di questi. Si sedettero su di una panchina e rimasero per un bel po' di tempo a parlare. A un certo punto Ryo estrasse da una tasca un pacchetto di sigarette, mettendosene una in bocca e porgendone un'altra a Tenshi. Vecchio mio, dovresti saperlo che non fumo...E tu dovresti sapere quanto io odi fumare da solo... E poi ti conosco troppo bene: non tirare fuori questa scusa vecchia come il mando con me.Tenshi prese la sigaretta e se la mise in bocca, poi prese anche il fiammifero già acceso che Ryo gli stava porgendoe, dopo che l'ebbe accesa, fece un tiro. Tu mi porti sulla cattiva strada, maledetto...Non attacca! Lo sai che non mi farai sentire in colpa per così poco... E poi so benissimo che fumi solo quando sei con me. E quando sei nervoso.Incasso il colpo...I due rimasero lì a parlare per un bel po' e il tempo passò molto velocemente, scandito da un buon numero di sigarette. Si era fatta ormai sera e i due decisero di andare a cenare in un piccolo ristorante lì vicino. Continuarono a parlare raccontando come avevano passato quei sei mesi in cui non si erano visti. Allora, come procedono i tuoi allenamenti?Se tutto va bene fra una settimana sarò un allegro cadetto dell'Accademia Ninja... Diciamo che per ora me la cavicchio.Questo vuol dire guai per me, giusto?Ma che dici? No, non ho la minima intenzione di procurarti dei guai o di obbligarti senza la minima possibilità di controbattere o di opporti ad aiutarmi con i miei allenamenti. Ma piuttosto, bevi un po' di sakè.Tenshi versò del sakè nel bicchiere dell'amico e poi nel proprio, alzandolo come per brindare. Ryo prese il suo bicchiere dal tavolo e brindò con l'amico. Stavolta però ho intenzione di batterti sul tempo: mi offro volontario. Tanto lo so già che se è così che hai deciso non potrò fare niente per farti cambiare idea: dimmi solo dove e quando.Dai, non fare così... Ci divertiremo, sarà come tornare ai vecchi tempi.Non vedo l'ora...Ryo disse queste parole con un'aria seccata, anche se stava palesemente punzecchiando il suo amico: in realtà non vedeva l'ora di tornare ad allenarsi insieme. I due ragazzi decisero di incontrarsi il venerdi direttamente a casa di Tenshi. Beh, il minimo che possa fare adesso è offrire io.Tenshi appoggiò i soldi dell'intero conto sul tavolo da cui si erano appena alzati. Ryo scosse la testa e rise in maniera sommessa. Tu non cambi mai...I due amici uscirono dal locale, si salutarono e tornarono a casa. Erano ormai le undici, quando Tenshi rincasò, e quindi decise di andare direttamente a letto: lo aspettava una giornata dura, e quella seguente lo sarebbe stata ancora di più. Giovedi Tenshi si svegliò per le otto, si lavò, fece colazione, si vestì ed iniziò immediatamente a fare i suoi soliti esercizi mattutini per rafforzare il corpo, anche quel giorno in maniera piuttosto prolungata: il giovedi l'avrebbe dedicato al miglioramento dell'uso del Chakra, più nello specifico nell'esercitazione delle tecniche. Per prima cosa il giovane si diresse nel giardino, dove si trovava un piccolo stagno con molti pesci di svariate forme e colori. A volte Tenshi spendeva qualche minuto nell'osservarli nuotare, e questo in qualche modo lo rilassava, ma quel giorno lo stagno serviva solo come fonte d'acqua per le tecniche che l'avessero richiesta. Per prima cosa Tenshi volle esercitarsi nelle sue tecniche di moltiplicazione, partendo da quella più elementare: la Bunshin no Jutsu. Per prima cosa Tenshi necessitava di concentrazione per richiamare il Chakra e svolgere così la tecnica. Per prima cosa chiuse gli occhi, cercando di concentrarsi al massimo, e uno dei modi migliori per farlo era senza dubbio quello di concentrarsi su un solo elemento. Per prima cosa cercò un suono regolare esterno, e trovò che il rumore dell'acqua che sgorgava nel piccolo stagno accanto a lui facesse al caso suo. Rimase quindi per alcuni secondi concentrato su quel suono, escludendo tutti gli altri dalla sua mente; poi, una volta completato questo primo passaggio, iniziò a respirare in maniera ritmica e profonda, concentrandosi solo sul proprio respiro. La mente di Tenshi a quel punto era quasi vuota, ed iniziava a percepire chiaramente il Chakra che scorreva dentro di lui, però pensò che si poteva fare ancora di meglio e si concentrò su di un suono maggiormente ritmico e meno percettibile: il battito del suo cuore. Per Tenshi concentrarsi era molto facile, mentre mantenere la concentrazione ottenuta era per lui naturale come respirare. Iniziò allora a comporre i sigilli necessari abbastanza rapidamente e contemporaneamente impastò una buona quantità di Chakra; dopo aver fatto ciò aprì gli occhi e pronunciò a gran voce il nome della tecnica. Bunshin no Jutsu!Immediatamente tre cloni si materializzarono accanto a Tenshi, due a destra ed uno a sinistra. Il giovane si girò per guardare la sua opera: effettivamente erano precisamente uguali a lui. Prima di allora il massimo di cloni che era riuscito a creare erano due, e questo dimostrava che lo studio del giorno precedente, unito agli allenamenti che stava facendo dall'inizio della settimana, stava davvero dando i suoi frutti. Il ragazzo era molto soddisfatto del risultato raggiunto: adesso aveva padroneggiato la tecnica e la poteva esprimere al suo massimo potenziale, almeno a quello consentito dal suo attuale livello di forza. Per essere più sicuro ripetè la tecnica ancora per una decina di volte, ottenendo sempre tre cloni perfettamente identici a lui. Quando ormai era certo di saper compiere quella tecnica basilare al meglio, decise di passare a qualcosa di più complicato: la Mizu Bunshin no Jutsu. Il primo passo era quello di ottenere la massima concentrazione, ma questa volta passò direttamente all'ascolto dei battiti calmi e cadenzati del proprio cuore, visto che aveva mantenuto gran parte della concentrazione ottenuta in precedenza. Le cose si fecero leggermente più complicate dal fatto che adesso doveva utilizzare l'acqua dello stagno per creare i propri cloni. Tenendo sempre gli occhi chiusi immaginò un flusso di Chakra azzurro che, dalle sue braccia, fluiva all'esterno di sè, in direzione dello stagno; effettivamente provò precisamente quella sensazione. Poi nella sua mente si creò l'immagine della superficie dell'acqua che, da completamente piatta e quieta, diventava via via sempre più increspata, fino a quando non vi fuoriuscirono due protuberanze che via via andavano sempre più definendosi con forme antropomorfe: erano due cloni perfetti di Tenshi. Il ragazzo per un istante rimase incerto se quello che stava vedendo fosse reale o solo immaginario, tale era la definizione dell'immagine che si era creata nella sua mente, ma comunque pronunciò con decisione il nome della tecnica. Mizu Bunshin no Jutsu!Non appena lo ebbe fatto aprì gli occhi e vide che davanti a lui vi erano due perfette copie di sè, che lo guardavano come in attesa di eseguire i suoi comandi mentali. Per prima cosa il ragazzo toccò scettico la spalla di uno di questi, ma si accorse che effettivamente avevano consistenza. Tenshi decise allora di fare un po' di pratica nel comandarli ed ordinò mentalmente ad uno di essi di correre verso l'interno del giardino, mentre all'altro comandò di saltare su un albero lì vicino. I due cloni eseguirono le istruzioni alla lettera, ma il primo, non appena si fu allontanato di 25 metri, svanì tornando ad essere l'acqua informa da cui era stato creato. Ah, già. Preso dall'entusiasmo mi sono dimenticato del limite di distanza da me.Osservò il terreno bagnato dove si era dissolto il suo clone. 25 metri... Beh, è comunque un bel po'. Di sicuro molto di più rispetto alla distanza massima per i cloni creati con la semplice Bunshin no Jutsu...Fece scendere l'altro suo clone dall'albero dove era salito e lo fece posizionare davanti a sè. Hanno consistenza e possono attaccare, ma si dissolvono non appena vengono feriti...Tirò un pugno al suo clone, in direzione dell'addome; questi si piègò sotto la forza del colpo subito e svanì anch'esso in un getto d'acqua che bagnò anche il volto di Tenshi. Non sono un grnachè come resistenza ma come diversivo sono perfetti... Questa tecnica mi piace davvero un sacco!Lo stupore di Tenshi riguardo a quella tecnica era legato al fatto che, prima di allora, non era mai riuscito ad eseguirla in maniera del tutto corretta: riusciva infatti a creare un solo clone, estremamente instabile, e che si dissolveva pochi secondi dopo essere stato evocato: per lui quello era un vero traguardo. Tenshi si guardò la mano destra, ancora chiusa a pugno e gocciolante d'acqua con la quale aveva distrutto il clone. "Mens sana in corpore sano"... L'antico popolo che ha coniato questo detto sapeva il fatto suo: allenando il mio corpo sono riuscito a raggiungere questi risultati in così poco tempo... Se tanto mi dà tanto, non vedo davvero l'ora di entrare in Accademia!Tenshi decise di allenarsi ancora in quelle due tecniche nella mattinata, fino a quando non fu ora di pranzo. Stava per tornare in casa ed era effettivamente stanchissimo, a causa di tutto il Chakra che aveva utilizzato per esercitarsi: una bella mangiata era proprio quello che ci voleva. Nel tornare verso la porta di ingresso, però, vide una figura fuori dal cancello principale che si accingeva a suonare il campanello: riconobbe subito la sagoma di Ryo. Mi sa che sei un po' in anticipo, oggi è ancora giovedi... So che la notizia potrebbe sconvolgerti, ma mi sento in dovere di avvisarti che dopo il mercoledi viene il giovedi, e non il venerdi…Tenshi gridò queste parole rivolte al suo amico per punzecchiarlo un po' come era solito fare. Il tono comunque era molto scherzoso. Ryo ci rise su e poi parlò. No comment... Comunque, stavo passando di qui e ho deciso di chiederti se ti andava di andare a mangiare un boccone. Stavolta però offro io, altrimenti puoi lasciare anche le chiappone qui a casa.Che c'è, vuoi sdebitarti per ieri sera? Vabbè, dai, per questa volta ti lascerò l'immenso onore di offrirmi un pranzo.Ma com'è buono lei! Dai, ti aspetto qui fuori.Ok, faccio in un secondo!Tenshi entrò in casa e prese un mazzo di chiavi appoggiato su un tavolino all'ingresso, dopodichè uscì richiudendo la porta a chiave. Raggiunse l'amico e si diresse insieme a lui nel piccolo ristorante dove erano andati a mangiare la sera prima. La cucina era davvero buona in quel posto, e la compagnia era delle migliori: Tenshi riuscì in questo modo a recuperare pienamente le proprie forze fisiche e psichiche. Erano ormai le tre del pomeriggio, e i due si stavano godendo una sigaretta dopo mangiato rimanendo ancora seduti al tavolo, ormai sparecchiato, dove avevano mangiato. Allora, su cosa ti stai allenando oggi?Disse Ryo. Su quelle "diavolerie strampalate in cui un idiota fa strani gesti con le mani, grida quattro parole messe lì a caso e puff si creano un sacco di casini", per usare la tua definizione... Io le chiamo semplicemente tecniche ninja...Vabbè, ancora con quella storia! Ti ho detto che da un po' di tempo a questa parte non le considero diavolerie... E' solo che non ci capisco niente!Eh si, brutto male l'ignoranza...Che fai, sfotti?Io? Non mi permetterei mai! Non ne sono all'altezza nè ne ho la statura!Non cambierai mai... Dovrei chiamarti Tenshi Sarcasmo.Effettivamente non sarebbe male come nome...Comunque, parlando d'altro, che hai intenzione di fare oggi pomeriggio?Continuare ad allenarmi sulle tecniche. Se vuoi puoi venire a vedere. Non ci capirai niente come al solito, ma almeno poi sarai costretto ad ammettere che possono tornare davvero utili.Ok, così vedremo se tutta questa storia del ninja ti ha portato almeno a faticare un po'.Amico mio, non ne hai la più pallida idea...I due così andarono a casa di Tenshi, fermandosi però in giardino. Per prima cosa Tenshi mostrò all'amico le tecniche che aveva imparato a padroneggiare la mattina, e Ryo rimase effettivamente colpito dalla qualità dei cloni evocati. Poi il giovane aspirante ninja decise di provare qualche tecnica semplice, ma che ancora non aveva provato quel giorno, ed incominciò con la Henge no Jutsu. Guarda bene adesso, e dimmi se noti qualche differenza.Differenza rispetto a cosa?Tenshi non rispose e si limitò a zittire l'amico con un gesto: adesso doveva concentrarsi. Ripetè il solito metodo utilizzato a tale scopo e, dopo aver impastato il Chakra ed eseguito l'unico sigillo richiesto dalla tecnica, disse ad alta voce: Henge no Jutsu!Tenshi conosceva molto bene il suo amico, e quindi una rapida occhiata prima dell'esecuzione della tecnica potè permettergli di avere nella sua mente una chiara immagine delle sue fattezze, in modo da poterle assumere nel modo più preciso possibile. Dopo aver attivato la tecnica sentì il suo corpo pervaso dal Chakra, come se una forza lo stesse modificando dall'interno. quando riaprì gli occhi vide il suo amico, in piedi, che lo scrutava. Mmmm, niente male, niente male davvero. Devo proprio dire che adesso sembriamo due gocce d'acqua... Certo, una squallida copia non sarà mai bella come l'originale.Ryo pronunciò l'ultima parte della frase con un tono scherzoso, e Tenshi decise di rispondergli a tono, passandosi una mano fra i capelli in modo volutamente vanitoso e dicendo con la voce di Ryo: Guardatemi, sono Ryo Sakuragi! Sono il figo più figo del Paese dell'Acqua e nessuna ragazza può resistere al mio fascino! All'accademia tutti mi invidiano per la mia bellezza divina, ma ti prego, tu che sei qui di fronte a me e mi assomigli tanto, non odiarmi per questo.Il tono teatrale con cui la frase era stata pronunciata aveva reso la scena davvero comica, e quindi Ryo non potè trattenersi dallo scoppiare in una sonora risata. Tenshi decise allora di rincarare la dose. Ma perchè ridi in maniera così sguaiata? Ah, se ci fosse qui il mio amico Tenshi Shinretsu ti insegnerebbe un po' di buone maniere. Certo, non sarà figo quanto me, ma è sicuramente molto più intelligente, più forte, più simpatico, più attraente, più interessante di me, ed inoltre ho sentito dire che presto entrerà in Accademia Ninja… Adesso che ci penso però è anche più figo di me!Ryo continuava a ridere rumorosamente. Basta, basta, ti prego! Non ce la faccio più, mi fa male la pancia!Tenshi decise di smetterla e riassunse la propria forma originale. Anche lui stava ridendo, anche se in maniera più discreta. Ok, Mr. Simpatia, adesso sappiamo che puoi cambiare forma con una certa precisione, ma sotto una testa che sembra la mia il cervello bacato è sempre il tuo in tutto e per tutto.Su questo non c'è dubbio... Bene, che ne dici se adesso ti mostro qualcosa di più divertente?Mah, se mi fai ridere ancora come prima finisce che soffoco...No, non ti preoccupare. Questa non ti farà ridere. Dicevo divertente perchè è una gran figata.Detto questo Tenshi si concentrò ed iniziò a convogliare il Chakra, impastandolo nella bocca, e contemporaneamente iniziò a compiere alcuni sigilli in rapida successione. Durante questo tempo sentì una strana sensazione in bocca, come se tutto a un tratto avesse iniziato a masticare dei pezzi di ghiaccio, eppure non era qualcosa di spiacevole. Una volta completati i sigilli, tenendo ancora gli occhi chiusi, disse, questa volta a voce più bassa: Soffio Artico!Mentre pronunciava quelle parole il suo alito fumava, un po' come quando ci si trova in luoghi particolarmente freddi, anche se quel giorno non era di certo così: l'effetto era dovuto all'utilizzo del Chakra legato all'elemento Ghiaccio nella bocca del giovane, che faceva in modo che in quel luogo la temperatura fosse effettivamente di parecchi gradi sotto lo zero. Dopo aver pronunciato il nome della tecnica che si accingeva ad attivare, girò parzialmente la testa verso sinistra, in modo da non colpire il suo amico Ryo, poi fece un profondo respiro e soffiò con tutta la forza dei suoi polmoni: dalla bocca del giovane fuoriuscì un getto di aria ghiacciata che si diresse verso il tronco di un albero. Tenshi guardò Ryo, e notò con soddisfazione un'espressione particolarmente stupita sul suo volto. Allora, che te ne pare?Guarda là.Ryo indicò l'albero colpito dal Soffio Artico; la superficie del tronco investita dal getto di gelo era ricoperta da un sottile strato di ghiaccio, mentre sulle foglie che si trovavano sui rami e sui fili d'erba posti alla base del tronco si era formato uno spesso strato di brina. Beh, lo prenderò come un complimento.Tenshi sorrise soddisfatto. Era ormai pomeriggio inoltrato, e Ryo disse di dover sbrigare alcune faccende, e che quindi sarebbe dovuto andar via. Tenshi gli ricordò dell'appuntamento fissato per il giorno dopo a casa sua verso le nove di mattina ed accompagnò l'amico fino al cancello. Una volta tornato in giardino, vicino al piccolo stagno, Tenshi decise di esercitarsi ancora sulle tecniche di quel giorno, preferendo ripetere gli esercizi che aveva appreso al meglio, invece di iniziare con qualche altra tecnica che non aveva ancora provato quel giorno. Arrivato alle otto di sera decise di smettere, ma, siccome era ancora presto per cenare, rimase in giardino facendo esercizi per rafforzare il corpo. Tornò in casa per le nove, cenò, si rilassò per un po' sul divano dando un'occhiata rapida al libo riguardante le tecniche e poi andò a letto per le dieci e mezza. Venerdi Il venerdi Tenshi si svegliò verso le otto, si preparò come suo solito e fece gli stessi esercizi fisici mattutini che aveva svolto nei giorni precedenti. Una volta pronto erano le nove meno cinque circa, e quindi decise di aspettare l'amico Ryo direttamente davanti al cancello di casa. Ryo era una persona molto puntuale, e alle nove in punto era di fronte al cancello di casa di Tenshi, il quale lo salutò con un gesto della mano. Giorno.Ryo espresse questo saluto con aria alquanto assonnata. Come al solito fai fatica a svegliarti presto la mattina... Vieni dentro, ti preparo un caffè.Ryo si limitò ad annuire sbadigliando. Dopo che i due ebbero bevuto il loro caffè andarono in giardino. L'aria era quella fredda tipica delle mattine kiriane, ma i due erano abituati alla basse temperature ed ormai soffrivano il freddo solo quando la colonnina di mercurio scendeva di parecchi gradi sotto lo zero. Ah, quel caffè ci voleva proprio!Disse Ryo stiracchiandosi. Puoi dirlo forte. Ok, come puoi ben intuire non ti ho fatto venire qui solo per bere del buon caffè a sbafo. Oggi ci alleniamo insieme.Ne sono perfettamente consapevole. Vedremo finalmente chi dei due è migliorato di più in questi sei mesi.Non vedo l'ora...Tenshi e Ryo erano uno davanti all'altro a circa quattro passi di distanza. Tenshi distese il braccio destro verso Ryo rimanendo con il busto di lato e, muovendo le dita tenute strette ed attaccate, invitò l'amico a farsi sotto. Con uno scatto fulmineo Ryo raggiunse il suo "avversario" e i due iniziarono l'allenamento previsto per quel giorno: combattimento a mani nude. Ryo cercò di colpire Tenshi con alcuni rapidi colpi, ma il giovane aspirante ninja li schivò tutti. Nonostante dal punto di vista fisico Ryo fosse decisamente più robusto, in quanto ad agilità non c'era davvero sfida fra i due, in quanto Tenshi era dotato di un'ottima destrezza naturale. I due continuarono a trattenersi, cercando più che altro di schivare o di parare i colpi dell'avversario e tentando di capire fino a che punto l'altro faceva sul serio. A un certo punto, però, un colpo di Tenshi colpì Ryo all'altezza dell'addome, facendogli più male del previsto. Immediatamente il ragazzo colpito fece un piccolo balzo indietro. Vedo che sei migliorato parecchio. In genere i tuoi colpi diretti non riuscivano nemmeno ad impensierirmi... Sembra che dovrò stare più attento, ed impegnarmi a fondo.Così ti voglio! Da adesso si comincia a fare sul serio.Tenshi assunse la sua posa da combattimento preferita: il corpo leggermente proteso in avanti e ruotato in modo tale che la testa fosse parallela alla spalla sinistra; il braccio sinistro era tenuto piegato in posizione abbastanza abbassata, mentre quello destro era più in alto e dietro al resto del corpo. Questa posizione consentiva a Tenshi di dare all'avversario una minore superficie del corpo da colpire, poichè lo fronteggiava tenendosi in posizione laterale, e contemporaneamente il braccio sinistro era utilizzato principalmente per la difesa; in questo modo poteva facilmente schivare o parare con la sinistra gli attacchi di Ryo e tenere la destra pronta per colpire non appena il suo amico avesse abbassato la guardia. Gli attacchi di Ryo non si fecero attendere a lungo e Tenshi, dopo aver schivato due pugni e parato uin calcio, decise di colpire con il pugno destro. Ryo però non stette a guardare e riuscì ad intercettare il colpo chiudendo le braccia a croce all'altezza del petto, intercettando il colpo: effettivamente la sua velocità era aumentata di molto. La situazione era di apparente stallo, in quanto Tenshi continuava a fare pressione sulle braccia di Ryo, il quale dal canto suo non aveva la minima intenzione di cedere. Tenshi allora decise di concentrare una buona quantità di Chakra nel braccio destro, facendolo fluire e dando maggior vigore all'arto. L'utilizzo del Chakra sortì l'effetto sperato: il colpo di Tenshi riuscì a penetrare la difesa di Ryo, il quale si ritrovò sbalzato di un paio di metri all'indietro. Dannazione, e quello che diavolo era?Ryo rivolse questa domanda mentre si stava rialzando e con un tono alquanto stupefatto, inoltre gli doleva particolarmente il petto. Beh, non posso certo stare con le mani in mano e lasciarti vincere. Tu hai la tua forza fisica, io ho il mio Chakra. Sei fortunato che non ho intenzione di usare alcuna tecnica...per oggi.Tenshi pronunciò questa frase con un tono da sbruffone, pienamente consapevole che l'amico non l'avrebbe preso sul serio. I due si conoscevano troppo bene perchè Ryo potesse pensare di avere di fronte una persona piena di sè, e quindi decise di rispondere anch'egli in modo volutamente provocatorio ma fondamentalmente scherzoso. Hey mi hai colpito, lo riconosco, ma adesso non montarti la testa, pivello. Oppure vuoi che ti faccia abbassare la cresta a suon di pugni?Tenshi fece una risata volutamente sguaiata e teatrale. Oh oh oh. Sto tremando di paura!Poi assunse un'espressione più seria, ma sempre divertita e guardò il suo "nemico" negli occhi. Forza Mr. Esercito Regolare, fammi vedere cosa vi insegnano.Mi inviti a nozze!Ryo si scagliò nuovamente contro Tenshi colpendolo con un pugno molto forte, che fu parato ma che, ciò nonostante, fece indietreggiare il giovane di due passi. Sembra che qualcosina tu l'abbia imparata, dopo tutto...Il combattimento tra i due durò fino alle sei del pomeriggio, quando il sole era ormai tramontato e i due ragazzi erano completamente esausti. Ryo alzò un braccio come per fermare l'amico, che stava portando avanti un altro assalto particolarmente fiacco. Basta, basta. Non ce la faccio più! Sono tutto un dolore e se tiro ancora un altro pugno finisce che mi consumo del tutto la mano.Ryo aveva il fiatone, e Tenshi non era da meno. Ok, però chiedendo tu la tregua ti autodichiari sconfitto...Ryo scosse la testa in maniera svogliata. Tutto quello che vuoi, basta che ci fermiamo.Per quel giorno era decisamente abbastanza e i due ragazzi decisero di fermarsi. Sono esausto! Dai, vieni dentro, adesso ci vuole qualcosa da bere.Entrambi entrarono in casa e Tenshi prese due bibite fresche dal frigorifero. Dopo che l'ebbero bevute rimasero un po' a chiacchierare, principalmente riguardo il combattimento appena conclusosi: nella lotta a mani nude erano sostanzialmente alla pari, quindi la vera sfida sarebbe stata quella del giorno dopo, in cui i due si sarebbero fronteggiati con l'ausilio di armi e, nel caso di Tenshi, anche delle tecniche ninja. I due si misero d'accordo per vedersi la mattina seguente, ma era ancora presto, e quindi decisero di andare a bere qualcosa in un locale lì vicino. Dopo essere tornato a casa Tenshi era davvero a pezzi. Si concesse un bel bagno caldo prima di andare a letto e, mentre era ammollo nell'acqua, pensò alla sfida che lo attendeva il giorno seguente. Quello di oggi era solo un assaggio... domani si farà sul serio. Finalmente potrò testare sul campo quello che ho imparato finora.Dopo essere uscito dalla vasca ed essersi asciugato per bene Tenshi andò a letto: era talmente stanco che non ebbe tempo di pensare a nulla una volta sotto le coperte, e non appena chiuse gli occhi cadde immediatamente in un sonno profondo. Sabato Come il giorno precedente, Tenshi si svegliò alle otto e fece sostanzialmente le stesse cose, fino all'arrivo di Ryo. Ancora una volta Tenshi si vide costretto ad offrire un caffè all'amico, altrimenti si sarebbe trovato a combattere contro una specie di morto vivente semi-addormentato. Ma a casa tua il caffè non te lo sai preparare?Uff, quanto la fai lunga! A casa non ho tempo, e poi lo sai che il caffè che faccio io non è buono quanto il tuo.Pensavo che dove stai adesso avessi almeno imparato a fare un caffè decente... non quell'acquetta colorata che prepari di solito.No. Questi insegnamenti purtroppo esulano da quelli che sono i requisiti per diventare un buon ufficiale. Immagino che fra dieci anni dovrò ancora venire qui per bere un buon caffè.Si, come no... E chi ti dice che magari fra dieci anni io non diventi Mizukage? A quel punto sarebbe difficile per me trovare il tempo di preparartelo.Si, vabbè, e se tu diventi Kage io chi sarò, il Re dei Demoni Guardiano delle Porte dell'Inferno? Pensa a bere in fretta, piuttosto... Si sta facendo tardi, mio caro futuro Mizukage-sama.Agli ordini futuro Re dei Demoni Guardiano delle Porte dell'Inferno-dono.La conversazione fra i due amici ebbe il solito tono scherzoso che i due erano abituati ad utilizzare fra di loro, e fu concluso con una sana risata da parte di entrambi. Una volta finito il caffè Tenshi risciacquò le tazze e le ripose sulla mensola da cui le aveva prese. Ryo, vai avanti tu, io ti raggiungo in giardino. Vado a prendere una cosa.Quando Tenshi raggiunse l'amico aveva in mano il suo Kusari Fundo, arma utilizzata finora solo nei suoi allenamenti in solitaria. Oh oh, allora facciamo sul serio eh? Beh, non mi trovi certo impreparato.Ryo brandiva un solido bastone da combattimento che si era portato da casa e che aveva lasciato appoggiato vicino alla porta di ingresso fino ad allora. Il giovane cadetto di accademia era sempre stato molto abile nel maneggiare quel tipo di arma, e nelle loro piccole sfide in passato Tenshi aveva sempre perso ogni qualvolta il suo amico aveva la possibilità di utilizzarlo; a volte, però, le tradizioni vanno infrante. Ti avverto, potremmo farci male seriamente questa volta.Cosa c'è, ti preoccupi per me adesso? Lo sai che le sfide mi piacciono di più quando la posta in gioco si alza, e lo stesso vale per te.Beh, che vinca il migliore allora!Dopo questo breve scambio di battute Tenshi iniziò a far roteare la sua arma di fronte a sè, mentre Ryo si preparò allo scatto: il combattimento era iniziato. Entrambi i combattenti sapevano il fatto loro, e quindi lo scontro si mantenne equilibrato per un bel po'. A un certo punto, però, Tenshi riuscì ad avvolgere parte della sua arma intorno a quella di Ryo, tirandola con forza verso di sè; il suo opponente non si lasciò tuttavia disarmare, ma anzi sfruttò l'occasione per far perdere l'equilibrio al suo avversario strattonandolo con forza. Tenshi si ritrovò quindi in posizione di svantaggio, dovendo abbassarsi e puntellarsi con una mano a terra per non cadere; Ryo colse la palla al balzo e si gettò sul suo amico cercando di colpirlo con un possente pugno. Tenshi però non si lasciò sorprendere e, concentrando il Chakra nelle gambe, si diede una poderosa spinta verso l'alto con entrambe le gambe e, rimanendo piantato a terra con la mano appoggiata, colpì Ryo sotto il mento con entrambi i piedi, così forte da sollevarlo da terra. Ma non era finita lì: sfruttando lo slancio ottenuto con il doppio calcio, si diede una spinta con la mano in modo da tornare con i piedi per terra e, prima che il suo amico potesse fare lo stesso, ruotò con forza su sè stesso, in modo da sfruttare la sua catena legata al bastone di Ryo per sbalzarlo lontano, contro un albero alle sue spalle. La tattica sortì l'effetto sperato: Tenshi fu costretto a lasciare la propria catena, ma Ryo toccò terra solo cinque metri più in là andando a sbattere con violenza di schiena contro il tronco. Tenshi sfruttò il momentaneo stordimento di Ryo per balzare sui rami di un albero lì vicino e nascondersi. Il giovane colpito, dopo un paio di secondi in cui era rimasto a terra dolorante, si rialzò e non vide più il suo avversario: in quel momento capì che Tenshi l'aveva superato nel combattimento e che ormai lui era nelle sue mani. Dove ti sei cacciato? Cosa c'è, hai paura di venire qui ed affrontarmi da uomo?Le provocazioni di Ryo però non furono minimamente ascoltate da Tenshi, il quale non era tipo da farsi influenzare da attacchi di inutile orgoglio, men che meno nel bel mezzo di un combattimento. Con perfetta calma si concentrò al meglio e compose rapidamente il sigillo della Scimmia, iniziando a convogliare attorno a sè l'abbondante umidità che permea sempre l'aria di Kiri. Fatto ciò attivò la nebbia dicendo a voce bassa: Kirigakure no Jutsu!Immediatamente una fitta coltre di nebbia avvolse un'area di 100 mt quadri intorno alla posizione di Tenshi, rendendo impossibile per i due combattenti vedere qualsiasi cosa si trovasse a più di una manciata di centimetri di distanza dal proprio naso. E questa adesso cos'è!?! Maledetto Tenshi, lui e le sue diavolerie!Tenshi sorrise soddisfatto: tutto stava andando secondi i piani. Quello su cui stava appollaiato, infatti, non era un albero scelto a caso, ma il più vicino rispetto al piccolo stagno che aveva usato due giorni prima per le sue evocazioni: in questo modo, anche senza vedere nulla, sapeva benissimo che poteva attingere ad una buona riserva d'acqua per la Mizu Bushin no Jutsu. Immediatamente compose i sigilli necessari e, esattamente come aveva fatto le altre volte, ricreò nella sua mente l'immagine di due suoi cloni che fuoriuscivano dall'acqua. Al momento non poteva essere certo se la tecnica avesse funzionato o meno, ma subito ordinò ai suoi cloni di fare alcuni passi a sinistra, ponendosi dietro l'albero dove lui era nascosto: saltando lì sopra infatti aveva calcolato precisamente quanta distanza passasse fra la superficie del piccolo stagno e il punto da far raggiungere ai cloni, e quindi questi poterono disporsi in modo abbastanza preciso dietro il tronco. Una volta che ebbe sentito i passi di due persona dirigersi verso il punto designato, Tenshi fu sicuro che il suo piccolo trucco aveva funzionato, e quindi rilasciò la tecnica del Velo di Nebbia. Mentre la nebbia si stava diradando scese dall'albero e fece disporre i suoi cloni in modo tale da circondare Ryo, sfruttando la visibilità ancora scarsa per non farsi scoprire. Ryo ormai era come un topo in trappola. Tenshi sorrise con estrema sicurezza, coordinando i suoi gesti e le sue parole con i suoi cloni d'acqua in modo da non far capire a Ryo quale dei tre fosse quello reale. Adesso facciamo un bel gioco. Si chiama Trova il Vero Tenshi e so già che mi ci divertirò un mondo!Tenshi si era posizionato in modo di trovarsi di fronte a Ryo, mentre e suoi cloni si trovavano ai suoi fianchi. I tre Tenshi si scagliarono contro il loro avversario, che non potè fare altro che parare il colpo proveniente da davanti a lui, quello più forte e sferrato del vero Tenshi. Il colpo fu parato e Ryo rispose con un violento pugno che colpì Tenshi al petto; non essendo un clone, però questi non si dissolse ed immediatamente ordinò ai cloni di afferrare Ryo per le braccia, bloccandolo. Tenshi però sapeva benissimo che, se Ryo avesse avuto il suo bastone, si sarebbe liberato con estrema facilità, ed era proprio per questo motivo che non aveva provato a schivare il colpo: ricevendo un pugno in pieno petto aveva potuto con la mano sinistra afferrare la catena ancora avvolta intorno al bastone di Ryo (l'aveva lasciata avvinghiata quando aveva scagliato via il suo avversario precisamente per questo motivo) e, sfruttando il fatto che il suo avversario la stava tenendo solo con una mano e servendosi anche della forte spinta derivante dal colpo ricevuto, con un forte strattone riuscì a strappare di mano all'avversario la sua arma: Ryo era bloccato e disarmato. Tenshi fece un colpo di tosse per via del vigoroso pugno ricevuto, ma sapeva benissimo che ogni buona strategia richiede dei sacrifici per poter funzionare. Si limitò a sollevare lo sguardo fissando negli occhi il suo avversario sorpreso ed inerme per un secondo che sembrò durare un'eternità: Tenshi aveva uno sguardo davvero glaciale. Fece un passo in avanti con la gamba sinistra e poi portò il busto e la gamba destra in avanti; sfruttando lo slancio così ottenuto preparò un pugno con la destra con tutte le sue forze e concentrandvi il Chakra per renderlo ancora più poderoso. Tenshi colpì Ryo alla bocca dello stomaco con grande violenza. Il colpo fu tale che, in seguito all'impatto, i cloni dovettero lasciare la presa su Ryo, il quale fu scagliato di nuovo di schiena contro un albero, il quale si trovava però a circa tre metri e che colpì con grande forza di shiena. Il combattimento ormai era concluso: Ryo giaceva svenuto ai piedi dell'albero, Tenshi aveva vinto. Il giovane aspirante ninja si fermò vicino al suo amico che giaceva inerme ai suoi piedi. E' stato un bel combattimento Ryo. Ti sei fatto valere.tenshi si caricò l'amico in spalla e lo portò in casa, adagiandolo delicatamente sul divano. Quando Ryo si svegliò erano le otto di sera. Il combattimento si era protratto per quasi tutta la mattinata e il povero ragazzo era rimasto ko per oltre otto ore. Ryo si alzò dal divano di scatto, mettendosi subito una mano sull'addome ancora dolorante. Tenshi lo vide e si avvicinò a lui. Ben svegliato dormiglione! Ci tengo ad informarti che hai dormito finora, e sono quasi le otto.Il giovane disse queste parole in tono severo, ma poi guardò l'amico con sguardo amichevole e disse in modo gentile: Ti ho lasciato qualcosa da mangiare sul tavolo... Avrai fame, dopo tutta la faticaccia di questa mattina.ryo era ancora un po' intontito, e quindi si limitò ad andare verso la cucina senza dire nulla. Una volta giunto lì si sedette ed incominciò a mangiare. Tenshi lo seguì ma non disse nulla. ryo finì di mangiare, dopodichè si alzò in piedi e si accese una sigaretta, porgendone una a Tenshi, il quale la prese e se la accese a sua volta, il tutto senza dire una parola. A rompere il silenzio fu Ryo. E comunque in un combattimento ad armi pari e senza tutte quelle diavolerie ti avrei battuto!Ryo disse queste parole senza la minima traccia di risentimento, ma con tono scherzoso: mangiare gli aveva fatto tornare il suo solito buon umore. Si, si, come no... Adesso non te la sentire solo perchè hai perso!Io non me la sento affatto, sto solo esponendo una realtà oggettiva!Si, certo. Questa è come la storia del Re dei Demoni Guardiano delle Porte dell'Inferno?Più o meno...I due ragazzi continuarono a scherzare fra di loro per un po', poi andarono di nuovo a bere qualcosa fuori e, verso le dieci si salutarono. Allora ci vediamo domani?Ehm... veramente no. Parto stanotte.Come!? Di già? Pensavo ti saresti trattenuto un po' di più... E poi, scusa, perchè me lo dici solo ora?Perchè pensavo che se tel'avessi detto prima del combattimento di oggi tu ti saresti trattenuto per non farmi affrontare il viaggio malconcio... Pensandoci bene sarebbe stato un bene per me...Bah, certe volte non ti capisco proprio... Lo sai che ti avrei comunque conciato per le feste.Lo so, lo so... adesso fai tanto il figo ma sotto sotto ti saresti preoccupato. Beh, alla fine è andata come doveva andare. Sinceramente sono sbalordito dai progressi che hai fatto.Dai, anche tu ti sei fatto valere. E poi io conoscevo a menadito il terreno. Dopo tutto, giocavo in casa...Ma smettila di fare il falso modesto! Comunque, scherzi a parte, stamattina sei stato davvero grande. Fidati di me, tu diventerai qualcuno.Lo sai che non me ne frega un granchè di diventare chissà chi. ho altri obiettivi ben più importanti io.E io li conosco bene. Dopo tutto tuo nonno Toushiro in un certo senso ha tirato su anche me. quello che sto cercando di dirti è che sono sicuro che arriverai a trovare le risposte che cerchi. E' da quando ti conosco che lo sospettavo, ma oggi ne ho avuto la conferma: Tenshi, se crederai in te stesso non c'è niente che non riuscirai a fare.Speriamo che sia vero, Ryo. Ti ringrazio, sei davvero un amico.Dico solo le cose come stanno... Beh, adesso però è meglio che mi avvii, altrimenti non farò in tempo a preparare la sacca da viaggio. e poi devo camminare piano: mi fa ancora male dove mi hai colpito... Beh, in un certo senso te la sei cercata.I due risero con spontaneità. Beh, è stato davvero un piacere rivederti dopo tanto tempo. E' probabile che ne passerà ancora un po' prima che ci incontriamo di nuovo.Probabile... Beh, di certo non resterò con le mani in mano. E ti assicuro chei la prossima volta che ci incontreremo sarò io a prepararti la cena dopo averti messo ko per otto ore.Tenshi rise divertito. Ok, allora ci conto! Anche io però non resterò con le mani in mano, e ti converrà impegnarti davvero per superarmi.Non ti preoccupare, lo farò. Allora alla prossima, amico.A presto Ryo.I due si strinsero vigorosamente la mano e si abbracciarono da buoni amici. Ryo si voltò e si incamminò verso casa, e Tenshi fece lo stesso. dopo alcuni passi però il ragazzo si sentì chiamare. Tenshi! Queste non mi servono per il viaggio, a casa ne ho altre. Prendile tu!Ryo lacniò a Tenshi un pacchetto di sigarette mezzo vuoto, con dentro un accendino in argento. Hey, ma questo non era il tuo preferito?Esatto, quindi vedi di non perderlo! Me lo riprenderò frugando nelle tue tasche quando ti lascierò a terra privo di sensi!Allora lo terrò fino ad allora! Fai buon viaggio!Ryo si limitò a fare un cenno con la mano e si incamminò. Una volta tornato a casa, Tenshi sentì come un senso di solitudine. Guardando al piccolo altare con la foto di suo nonno e dei suoi genitori si ricordò di quando l'anziano uomo era ancora vivo, e lui e Ryo, ancora bambini, si rincorrevano per la casa. Subito dopo però arrivò Kun scodinzolando e facendo le feste al suo padrone, il quale lo accarezzò felice. Ma che vado pensando! Non sono mica solo, c'è Kun qui con me.Tenshi, come la sera precedente, si fece un bagno caldo e poi andò direttamente a dormire. Domani è l'ultimo giorno di allenamenti. Poi vedremo se tutta la fatica che sto facendo è valsa a qualcosa...Domenica Era l'alba dell'ultimo giorno di allenamento di Tenshi, il quale si svegliò non appena i primi raggi del sole iniziarono ad apparire pallidi e stanchi all'orizzonte; sembrava quasi che l'astro volesse dire "Oggi è domenica anche per me, fatemi riposare un altro po'!". Ma dopo tutto il sole non può non sorgere solo perchè è domenica, e di certo Tenshi quella mattina non poteva rimanere a poltrire. Appena ebbe aperto gli occhi si buttò giù dal letto con particolare vigore e andò immediatamente a farsi la sua solita doccia mattutina. Uscito dal bagno seguì per filo e per segno la routine che lo vedeva fare colazione, poi vestirsi e poi fare i soliti esercizi mattutini; l'unica differenza stava nell'orario, visto che finì il tutto per le sei e mezza. Subito dopo aver finito di prepararsi uscì di casa insieme a Kun. L'aria era gelida e si sentiva ancora chiaramente l'odore fresco della notte, quell'odore di aria umida e fredda che caratterizza le primissime ore del dì. Quella mattina Tenshi aveva intenzione di compiere l'ultimo allenamento previsto nel suo programma, ma per farlo doveva necessariamente uscire molto presto e recarsi in una piccola radura vicino ad un boschetto non molto lontano; anche la presenza di Kun era necessaria. Una volta che cane e padrone furono giunti a destinazione Tenshi iniziò a guardarsi intorno alla ricerca di qualcosa fra i fili d'erba ancora ricoperti dalla brina mattutina, la quale aveva già iniziato a sciogliersi in tante piccole gocce di rugiada che, per il fenomeno della diffrazione della luce solare, restituivano agli occhi del giovane una gamma di colori sempre diversa man mano che spostava il suo sguardo. L'idillio di quel momento, però, non era destinato a durare a lungo, e infatti fu prontamente interrotto dall'abbaio di Kun che indicava un piccolo buco nel terreno segnalandolo con forti latrati. Tenshi si recò immediatamente verso quel buco nel terreno e, dopo essersi inginocchiato lì di fronte, prese dalla piccola sacca che aveva portato con se un piccolo fascio di rametti e foglie secche, che adagiò per terra. Fatto ciò si cacciò di tasca un accendino e preparò il sacco che conteneva foglie e rametti davanti all'entrata di quella che certamente era la tana di un qualche animale: se poi l'inquilino fosse davvero del tipo che Tenshi andava cercando si sarebbe scoperto subito. Il ragazzo accese le sterpaglie che aveva preparato con l'accendino e si tenne pronto con il sacco in mano. Il fumo scaturito dal fuocherello penetrò immediatamente nella piccola tana e dopo una quindicina di secondi qualcosa scattò con grande velocità fuori di essa, ma Tenshi con un rapido gesto riuscì ad intrappolarla nel sacco. Immediatamente il ragazzo richiuse il sacco e spense il fuoco con un po' di terra: per fortuna l'animale catturato era precisamente ciò che gli serviva per il suo ultimo allenamento. Kun continuava ad aggirarsi incuriosito attorno al suo padrone scodinzolando ed annusando il sacco, ma Tenshi lo tenne ben in alto in modo che il cane non potesse nuocere per sbaglio alla bestiola in esso contenuta. Sei stato bravissimo Kun, ma adesso non puoi giocare con questo. Dobbiamo prima arrivare a casa.Una volta tornato a casa Tenshi ripose immediatamente l'animale catturato in una piccola gabbia. La caccia era andata a buon fine, quindi, e nella gabbietta si trovava adesso un esemplare adulto di lepre delle nevi, il quale continuava a guardarsi spaventato intorno con i suoi occhi neri che tanto erano in contrasto con il suo manto candido, appunto, come la neve. Adesso era giunto il momento di preparare il resto. Per prima cosa Tenshi prese diverse assi di legno dalla cantina e le infisse con forza nel terreno del giardino, in modo tale da formare, insieme con il muro di cinta della casa, una zona vasta un centinaio di metri quadri circa e ben delimitata. Dopo aver creato questa specie di rudimentale ma solido recinto, Tenshi legò con una corda l'ultima asse ad un bastone infisso anch'esso nel terreno, in modo da avere un'entrata facilmente richiudibile. Dopo aver preparato il "campo di battaglia", Tenshi si recò in casa per sistemare gli ultimi preparativi: portò Kun nel recinto appena costruito e uscì richiudendo la "porta" artigianale che aveva preparato e, una volta presa la lepre dalla gabbia, legò al suo collo un piccolo collare con un campanellino di ottone, che risuonava ad ogni movimento della bestia spaventata. Tenshi mise la lepre con cautela nel piccolo sacco con cui l'aveva catturata e si recò nel recinto. Una volta arrivato lì si bendò con cura gli occhi, assicurandosi di non vedere assolutamente nulla, ed aprì il sacco contenente la lepre. In breve l'esercizio dell'ultimo giorno, benchè potesse sembrare molto strano, era estremamente efficace per potenziare concentrazione e velocità e consisteva nel dover acchiappare la lepre, certamente inseguita da Kun, basandosi solo sull'udito e sui propri riflessi. In occasione dell'altro esercizio che aveva richiesto la presenza di Kun si era detto che c'era solo una cosa più imprevedibile di un cane giocherellone che rincorre un topo spaventato: questa cosa è senza dubbio un cane giocherellone che rincorre una lepre completamente terrorizzata. Non appena la bestiola fu liberata dal sacco iniziò istintivamente a correre in avanti, ma si trovò di fronte un enorme (rispetto a lei, ovviamente) cane che la guardava con la bocca aperta e sventolando a destra e a manca la sua enorme coda: di certo non sarebbe rimasta ferma. La lepre iniziò a correre a più non posso, subito inseguita da Kun che abbaiava eccitato per il nuovo gioco. La prima cosa che Tenshi doveva fare era concentrarsi, e tuttavia la cosa era resa abbastanza complicata dai continui latrati del cane; bisognava concentrarsi su qualcosa in particolare. Per fortuna, proprio mentre il giovane stava cercando il modo per ottenere la miglior concentrazione possibile, la lepre gli passò accanto, facendogli avvertire chiaramente il suono del campanello legato al suo collo. Ok, il campanello; concentriamoci sul campanello. In questo modo prenderò due piccioni con una fava: mi sarò concentrato e in più mi sarò abituato a quel suono e potrò individuarlo più facilmente.Tenshi rimase perfettamente immobile, cercando di respirare il più lentamente possibile e concentrandosi completamente sul proprio udito. Dopo una ventina di secondi riuscì a tracciare in maniera abbastanza chiara il suono del campanello: proveniva dalla sua sinistra. Per ora era alquanto inutile muoversi, quindi il ragazzo decise di rimanere ancora fermo e concentrato sul suono. Dopo una decina di minuti di immobilità e concentrazione i latrati del cane sembravano un suono sommesso e in lontananza, mentre lo scampanellio che accompagnava i movimenti della lepre giungeva cristallino alle orecchie del giovane, che poteva così tracciarne con una certa precisione gli spostamenti. Dopo che fu davvero sicuro di aver ottenuto la completa concentrazione sul suono, Tenshi decise di muoversi, tenendo sempre conto che, da dove si trovava, non poteva fare più di un'ottantina di passi in una stessa direzione, pena un bello scontro frontale con la recinzione da lui stesso posta. Il suo modo di muoversi, comunque, era ancora abbastanza goffo e privo della sicurezza data dagli stimoli visivi, e quindi il giovane dovette fare alcuni movimenti al solo scopo di prendere confidenza con il mondo di tenebre e suoni in cui si era calato coprendosi del tutto gli occhi. Dopo oltre mezz'ora ancora non aveva nemmeno provato a catturare la lepre. A un certo punto, però, sentì il suono avvicinarsi da destra, e subito concentrò il Chakra nelle gambe, scattando in quella direzione e cercando di afferrare qualunque cosa gli fosse capitata per le mani; sentì un morbido ammasso di pelo e lo strinse per impedirgli di fuggire. Forse cel'aveva davvero fatta, ma subito si sentì mordicchiare il braccio che teneva la presa: aveva acchiappato una zampa di Kun, e non il colo della lepre, e adesso il cane stava cercando di farsi lasciare così da poter tornare al suo giocoso inseguimento. Tenshi lasciò immediatamente la zampa di Kun. Scusa bello, mi sa che ti ho scambiato per la lepre...Di questo passo però ci metterò un bel po'... Beh, per ora cerchiamo di prendere maggiore dimestichezza con i movimenti.Passò un bel po' di tempo e, sebbene i movimenti di Tenshi si stessero facendo sempre più precisi, la velocità ed imprevedibilità della lepre erano davvero difficili da fronteggiare. Era orami passata ora di pranzo, ma Tenshi si era ripromesso che non avrebbe lasciato quel recinto fino a quando non avesse acciuffato quella lepre: era sempre stato un ragazzo determinato, e quando si poneva un obiettivo non si dava pace fino a quando non lo raggiungeva. Verso le quattro del pomeriggio il giovane aveva acquisito piena mobilità, e quidi i suoi tentativi di catturare la bestia che correva senza sosta sospinta dalla paura si facevano sempre più vicini. A un certo punto sentì che il campanello si avvicinava da destra e, rimanendo immobile fino all'ultimo, fece uno scatto con il braccio solo quando questo era davvero vicino; la sua mano sfiorò qualcosa di soffice e poi si sentì urtare una gamba da qualcosa di più grande e robusto. Non c'era dubbio: quella che aveva sfiorato era la lepre, mentre Kun gli era andato a finire addosso. Finalmente riusciva almeno a toccare la sua "preda", e questo lo sollevò molto: almeno adesso sapeva che non era impossibile. Si erano intanto fatte le sei del pomeriggio, e Kun iniziava a dare i primi segni di stanchezza: non abbaiava quasi più e il suo respiro si era fatto decisamente affannoso. Anche Tenshi era molto stanco, benchè fosse quello che si era mosso meno dei tre; l'unica che sembrava avesse ancora tutte le proprie energie era la lepre, che non smetteva di correre come un'ossessa a destra e a manca. Dannazione, questo animale è davvero tenace! Speravo che col tempo avrei avuto maggiori possibilità di catturarlo, ma a quanto pare gli unici a stancarci siamo io e Kun... devo pensare a un piano.Tenshi si fermò e rimase immobile a pensare. Ok, vediamo un po' che fare... Forse dovrei usare le tecniche, dopo tutto risultano sempre molto utili.In quello stato di totale concentrazione a Tenshi bastò una manciata di secondi per elaborare una strategia. E' deciso: farò così.Per prima cosa Tenshi impastò il Chakra (in quello stato non aveva il minimo bisogno di concentrarsi ulteriormente) e compose i sigilli della Bushin no Jutsu. Immediatamente accanto a lui comparvero tre sue copie. Subito dopo il giovane compose altri cinque sigilli, impastando una maggiore quantità di Chakra e creando nella sua mente una precisa immagine della lepre che stava cercando di catturare e che sarebbe stata il bersaglio della sua tecnica. Dopo aver composto i sigilli dell'Ariete, della Scimmia, del Cinghiale, ancora della Scimmia e del Serpente, potè attivare il suo Genjutsu. Tecnica dei Servitori di Nebbia!Tenshi adesso era perfettamente consapevole di essere sparito dalla vista della lepre, mentre al suo posto erano comparsi altri tre suoi cloni, che si andavano ad aggiungere ai tre già creati precedentemente. In questo modo Tenshi era diventato invisibile alla sua "preda" e poteva indirizzarla dove voleva spostando i suoi sei cloni. Il povero animale iniziò davvero a non capire più nulla: da ogni parte si girasse c'era un Tenshi che si muoveva minaccioso nella sua direzione. Il ragazzo, dal canto suo, utilizzava i cloni per spingere sempre di più la lepre verso la sua posizione attuale, che era circa al centro del recinto. Per fortuna Kun non aveva modo di interferire, visto che era talmente stanco da essersi andato a ritirare in un angolino distante per riposare. A poco a poco la morsa dei cloni si faceva sempre più stretta, e la lepre si trovava sempre più vicina al luogo designato a far scattare la trappola. Tenshi, dal canto suo, era completamente concentrato sul suono emesso dal campanello, in modo da indirizzare i cloni nel migliore dei modi ed evitare così che la lepre si allontanasse troppo. Dopo un po' di Tempo Tenshi iniziava a d essere davvero stanco: mantenere sei cloni lo costringeva a spendere una grande quantità di Chakra, e quindi sapeva che non sarebbero durati ancora a lungo. Per fortuna però la lepre si stava dirigendo sempre di più verso la sua posizione, e a un certo punto Tenshi potè sentire chiaramente il suono del campanello che correva verso la sua posizione attuale. Ci siamo. I cloni non dureranno abbastanza da concedermi una seconda opportunità... O la va o la spacca!Tenshi concentrò il chakra nelle gambe e si lanciò verso la lepre; contemporaneamente rilasciò entrambe le tecniche che aveva attivato, in modo tale da disorientare la lepre. Adesso non poteva tornare più indietro: si era lanciato contro la sua "preda" e non aveva abbastanza Chakra per ri-evocare i cloni. Quell'attimo sembrò davvero interminabile: tutto il sudore e la fatica di una giornata erano concentrati in quel singolo balzo verso un obiettivo che lui non poteva vedere e che probabilmente si sarebbe lasciato solo sfiorare. La mano destra protesa di Tenshi entrò in contatto con del pelo corto ed ispido ed immediatamente, quasi per un riflesso incondizionato, si strinse nel gesto di afferrare. Nella sua mano c'era effettivamente qualcosa che si dimenava e, ancora incredulo, Tenshi si tolse la benda con la sinistra. aprendo gli occhi potè constatare due cose: ormai il sole era già tramontato da un pezzo e, fatto ben più importante, nella sua mano destra teneva ben stretta per la pancia la lepre che aveva braccato per tutto il giorno: cel'aveva fatta! La gioia di quel momento fu davvero incontenibile e Tenshi non potè fare a meno di saltare in alto gridando per la felicità. YAHOO!!!L'allenamento di quella faticosissima settimana poteva considerarsi ufficialmente concluso. Tenshi rimise la lepre nel sacco e, accompagnato da un Kun particolarmente stanco, andò a liberarla nella natura dove l'aveva trovata, non prima di averle tolto il collare con il piccolo campanello. Mi hai dato parecchio filo da torcere, però grazie a te adesso so di essere più forte. Beh, scusa se ti ho fatto spaventare...Questi furono i pensieri di Tenshi mentre liberava la bestiola; Kun si limitò a scodinzolare e non si scomodò a muovere un solo passo: di certo ne aveva avuto abbastanza di inseguimenti per quel giorno! Una volta tornato a casa, il ragazzo preparò un'abbondante cena per sè e per il cane, che entrambi divorarono con estrema sollecitudine. Dopo aver finito di mangiare, il giovane sparecchiò e pulì le stoviglie usate, diede un bel po' di carezze a Kun (se le era davvero meritate), e, dopo aver fatto un rapido bagno caldo, si fiondò a letto per le nove. La sua settimana di allenamento speciale era ormai conclusa e presto avrebbe saputo se la sua iscrizione all'Accademia Ninja fosse stata accettata o meno. In cuor suo, però, sentiva che sarebbe sicuramente riuscito ad entrare. chissà, magari c'è un fondo di verità nelle parole che Ryo mi ha detto quando ci siamo salutati... Se davvero crederò in me stesso potrò fare qualsiasi cosa. Beh, di certo mi sono impegnato al massimo in questa intensa settimana. Coraggio, sento che la mia vita sta per cambiare. Ce la posso fare!Dopo aver pensato queste parole Tenshi fu vinto dal sonno ed iniziò a dormire profondamente. Cosa il Destino avesse in serbo per lui non era dato saperlo, ma una cosa era certa: qualunque fosse stato il suo fato, sarebbe stato qualcosa di grande. PS: mi scuso anticipatamente per le dimensioni bibliche del mio allenamento. Adesso non vorrei essere nei panni del povero martire che dovrà sorbirsi tutto il "mattone" per correggerlo!  [Intervento di Yami] Invece è stato un addestramento interessante. Le idee della caccia al topo e del travasare l'acqua mi sono piaciute, e anche il rapporto con il png è ben strutturato. Bel lavoro. Promosso con Lode Edited by Yami Kaguya - 24/1/2008, 23:59 | | | |
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| Nome Utente: Leøn Nome del PG: Ryuwa no Sable Villaggio: Suna Grado Attuale: Studente Energia Attuale: Gialla
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 | Renji:. | | | CITAZIONE Nome Utente: Renji:. Nome del PG: Renji Villaggio: Kiri Grado Attuale: Studente Energia Attuale: BiancaSchedozza kirianaCITAZIONE CITAZIONE Narrato Parlato Pensato Nonna LUNEDì:Mattina più calda del solito al villaggio kiriano, Renji si alzò di mal’umore. Il sole che penetrava oltre le tapparelle tagliava il freddo viso di Renji. AAAAAAH, cazzo che male!Renji si svegliò di colpo. Guardò attraverso la finestra, quei raggi erano fortissimi. Saltò giù dal letto e si toccò il viso che bruciava, erano le nove ed il sole era già da un pò che li batteva in faccia. Era inginocchiato d’innanzi al letto, che male!Ad un certo punto udì un rumore provenire dal piano di sotto ...ah?Quel rumore proveniva dalla cucina, che sia entrato qualcuno?Il padellame sbatteva, ed arrivava un aria fredda dalla cucina, che passando da sotto la fessura della porta li congelava i piedi. Renji si tuffò dal bordo del letto sino all’armadio, merda!Prese un kunai dalla sua attrezzatura per poi aprire la porta cercando di non emettere alcun rumore. Lentamente scese le scale ma aprendo gli occhi. O sei tu?Oh?...Nonna?Si,Renji sono io...D’innanzi a lui vi era la sua adorata nonna aveva un grande sorriso, stava preparando le frittelle con la cioccolata. Renji era sulle scale come intimidito da quella nonna che non vedeva da anni. Notò subito quei grandi occhiali, un sorriso stampato sul volto ed un odore...da nonna... Poi lasciò cadere il kunai e corse ad abbracciarla, o nonna... Iniziò a piangere come un bimbo, erano anni che non vedeva la sua amata nonna. La nonna abbracciò subito il nipote adorato, piangendo anch’essa. Passarono alcuni minuti a parlare del tempo trascorso,Renji fece colazione ed illustrò a sua nonna la casa, chiedendosi come l’avesse trovata. Lei disse che girò per tutta kiri, poi interrupe il discorso per far notare a Renji che erano divenute quasi le dieci. La nonna fece un grande sorriso, mostrando senza timore i segni dell’età. Piccolo dai vai a prepararti che io finisco di cucinare la colazione. L'acqua calda scorreva nel folto rosso manto per poi scivolare dolcemente sulla schiena. Quell'acqua dava una sensazione bellissima,la fredda lingua toccò le tepide labbra mentre lo scarlatto crine restava in disparte alla scena. Il freddo corpo si riscaldava lentamente,finchè il giovane non abbandonò la doccia. Andò in camera frettolosamente si preparò con tutto il completo ninja,fiero pulì il coprifronte per poi legarsi le 3 sacche dietro la schiena. Attrezzato,mangiò la pesante colazione della nonna. Partì alla volta di una palude vista domenica sera su di una mappa. Uscì di casa riscaldamento veloce per evitare problemi circolatori e stiramenti vari. Uscì dal villaggio a passo veloce per partire con corsa,dopo essersi reso conto di aver corso poco più di mezz'ora ed essere quasi K.O,cambiò metodo,riposandosi 5 min. Partì con una nuova idea,10 min di corsa e 5 di corsetta. Finite tre ripetizioni la stanchezza iniziava a farsi sentire dando parecchi fastidi,le caviglie erano calde quanto doloranti. Percorse un'altro chilometro,alla fine decise di rivedere l'allenamento. Nel suo programma si aggiunse una nuova opzione,il riposo anche se imprevisto. Mancavano ancora 15 Km, Renji non pensava ad altro. Ripetute le serie all'infinito giunse finalmente d'innanzi la palude. Partito alle 8:00AM si ritrovò all'arrivo alle 12:30AM. Lo shinobi distesosi si riposò per un paio d'ore necessarie al recupero di energia. Così stanco da non poter sognare,abbastanza caldo da non poter sentire freddo. Svegliatosi,era sotto l'albero,iniziò a pensare a quel posto. Che tristezza desolato,umido,asolato...che m'importa?Poi senza pensarci due volte si alzò. Corpo divenuto freddo come il suo animo,necessitava un altro riscaldamento. Scaldando bene le anche per il ritorno,la schiena e le gambe,facendo molta attenzione. Quel freddo avrebbe potuto causare dei danni,di conseguenza aumentò la velocità delle serie diminuendole di ripetizioni. Dopo 20 minuti d'esercizio decise di partire per ritornare a casa. Corse senza badare a mezzi termini,aveva una fame da lupi così corse fino a casa ignorando completamente l'ambiente forestiero che lo circondava ed i pericoli che vi potevano nascondersi. Arrivato a casa,soffriva la fame,ignorandola prese le fasce. 7Kg per gamba e 3Kg caduno braccio. Disteso sul divano pensò che quei 3 minuti di riposo erano persino troppi. Uscì di casa,contento di esser per le mille volte in piedi,forte e fiero come non mai. Fece degli scatti per allenare i muscoli e la velocità,girando innumerevoli volte attorno alla casa. Le braccia e le gambe facevano malissimo,erano calde ed affaticate. All'inizio notava solo i pesi,pian piano iniziarono a bruciare le gambe ed i polmoni costringendolo a rallentare. Dopo circa un'oretta stanco e debilitato rientrò,Nonna!cucini? Poi senza nemmeno dare voce in capitolo,andò sotto la doccia. aaaaaaaa,mi ci voleva propio.Il giovane uscì,fiero del suo nuovo accappatoio bordò. Cena veloce e lettura prima di andare a letto. Il ragazzo lesse dalle antiche scritture,tsubo e punti di fuga. CITAZIONE Primo rotolo: Gli tsubo sono i nervi posizionati in svariati punti del nostro corpo, la loro funzione è ben differente da quella dei punti di fuga, essi reagiscono a ferite,pressione,passaggio di chakra ed altro. Differenza dei punti di fuga?Essi son sfruttati da innumerevoli ninja, gli tsubo infatti possono avere diverse funzioni:rigenerare,paralizzare,distruggere,incrementare la forza,fingere una morte ed un innumerevole tipo di altre funzioni.Sono usati sia in fase offensiva, dai ninja assassini, sia in fase difensiva dai ninja medici; la loro conoscenza diventa quindi fondamentale per ogni ninja,infatti trovarsi impreparato contro un avversario che li conosce bene equivarrebbe alla morte.  CITAZIONE Secondo rotolo: I punti di fuga o fori del chakra sono 361 e disposti in tutto il corpo sul sistema circolatorio del chakra,hanno una dimensione che si aggira all'incirca su quella della cruna di un ago. Il loro compito è fondamentale visto che regolano l'apporto di chakra ai determinati punti del corpo,alcune tecniche ninja si basano sulla loro regolazione,l'unico difetto è che per essere apprese bisogna possedere una potentissima innata,il byakugan infatti essi ad occhio nudo non sono visibili nemmeno per chi ha una vista fortemente sviluppata.Il clan hyuga infatti basa moltissime delle sue tecniche sull'uso dei determinati punti,ad esempio possono essere colpiti in fase offensiva per paralizzare un arto ed in fase difensiva rilasciano una grossa quantità di chakra da essi si possono deviare attacchi o addirittura respingerli.   Inevitabilmente, dopo ore d’allenamento e lettura la stanchezza lo pervase, addormentandosi nel suo morbido cuscino. MARTEDì:Ore 6:00AM il piccolo si sveglia molto presto per allenarsi decentemente, colazione nutriente, integratore di proteine, vitamine ed aminoacidi ramificati per poi partire. Andò nella stanza adibita ai vari macchinari,pesi ed attrezzi ti tutti i generi. Entratovi sentiva un'aria più fredda del solito, Sua nonna era lì che lo attendeva, indossava una tuta ed aveva in mano uno spesso bastone che l’avrebbe accompagnato per tutto l’addestramento. Iniziò con un riscaldamento rapidissimo,flessioni 3x10 e addominali 3x100 passando alle 5 serie da 20 ripetizioni. Sfruttò questo metodo per i bicipiti,pettorali e dorsali. Sentendo un forte dolore alle braccia,le prime serie comprendevano un giro completo per poi passare a minimizzare i movimenti per ingrossare la "palla" del bicipite. Pettorali vennero fatti con peso maggiorato circa 20Kg l'uno. Il macchinario facilitava troppo,di conseguenza il giovane ignorando i dolori alle braccia aumentò ancora una di 5Kg. Finito i pettorali cambiarono già leggermente dato che come muscolo non lo aveva mai allenato. Alle prime serie le braccia fannò male,non abituate al peso si muovono stranamente facendo strani rumori. La nonna continuava a scrutare il nipote ed ogni cenno di cedimento, lo colpiva con una bastonata. Passaggio ai pettorali reso difficile dal dolore alle braccia,ignorabile dato l'uso d’altri muscoli mediante il macchinario che sfruttava tutto il braccio. Calò il peso per il tricipite ed i deltoidi sia anteriore che posteriore 2 kg. Tricipiti deboli,muscoli difficili da allenare il ragazzo durante l'allenamento urlò svariate volte dal dolore non potendo tacere. Costretto a levare ben 2 serie dall'esercizio le riverso sui teltoidi. Le braccia li facevano male,si alternavano crampi e bruciori. Le spalle erano nella medesima situazione,ma più lieve così decise di riposarsi. Dopo circa 4 ore di esercizio costante e con molta pazienza,Renji annoiato passò al saccone. Iniziò con pugni diretti ruotando il braccio dalle costole sino all'estensione. Poi montanti e ganci sino a raggiungere le 30 ripetizioni a serie. Sfruttando poco i muscoli,tenendo attenzione sulle leve,ovvero l'ossatura. Penso sia meglio se alleno anche le gambe. Eseguì con molta calma 2 serie da 50 di squat,non ebbe problemi dato che le gambe erano state poco allenate e quindi per niente affaticate. Infine riandò al saccone per poi eseguire alcuni calci rotanti ed altri frontali. Distrutto si accorse che ormai tra pause ed esercizi si erano fatte le 13:40PM. Dopo un lauto pranzo il giovane si riposò per poi lavarsi ed intraprendere la via dello studio. Aprì numerosi libri,tattiche di attacco,e consigli sulle tecniche vennero affrontati dal piccolo,nel dettaglio. Dopo alcune ore di studio dato il bruciore agli occhi smise di leggere,Renji scelse di concludere la serata cenando ed andando a letto presto. MERCOLEDì: Renji alzatosi alle 7:00AM fece tranquillamente colazione e doccia. Uscì fuori di casa ed iniziò ad allenarsi.  Con non pochi problemi riprovando continuamente riuscì a migliorarsi leggermente aumentando la velocità e la precisione dell'esecuzione. Pian piano partendo dalle tecniche basilari andò sempre complicando. CITAZIONE Tecnica del Tatami – Tatami Gaeshi Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: Nessuna Questa tecnica di taijutsu permette al ninja di difendersi dalle armi da lancio. Il suo funzionamento è molto semplice in quanto si tratta di frapporre una "barriera" fra se stessi e l'avversario. E' applicabile solo in presenza dei pannelli rimuovibili (tatami) presenti nelle tipiche abitazioni orientali. Chi possiede questa tecnica ha automaticamente e gratuitamente nel suo equipaggiamento un "Tatami Pieghevole". Nota: ogni tatami può essere utilizzato una sola volta, è comunque possibile portarne uno con se oppure materializzarli con una "tecnica del richiamo" apposita Tipo: Taijutsu (Livello: 6 / Consumo di Chakra: Bassissimo) Invocare il tatami,utilissima in difesa. Taijutsu fondamentale a distanza,i vari tentativi furono utili per migliorare il richiamo in vari casi I miglioramenti iniziarono a vedersi dopo poco,il tatami veniva richiamato in situazioni più estreme, dopo un salto una capriola ecc... Rendendosi conto che era solo questione di abitudine il Kiriano dopo circa una mezz'oretta cambiò tecnica. CITAZIONE Tecnica della Moltiplicazione del Corpo - Bunshin no Jutsu Villaggio: Tutti Posizioni Magiche: Tigre, Cinghiale, Bue, Cane Questa tecnica permette di creare dei cloni di se, composti unicamente di chakra. I cloni si presentano come una copia esatta del ninja che le ha create. Le copie possono essere create ad una distanza massima di 3 metri dall’utilizzatore. Le copie possono allontanarsi dal ninja che le ha create di circa 10 metri, superata questa distanza si dissolvono. La resistenza agli urti è minima, infatti ciascuna copia è distrutta appena subisce un qualsiasi contatto. Il numero di cloni creati non deve mai superare il massimo espresso sotto. Un clone che non fa nulla di particolare dura 6 turni mentre un clone costretto a correre o altro dura solamente 3 turni. I cloni creati con questa tecnica non possono attaccare ne simulare un attacco. Possiedono però la controparte illusoria di qualsiasi arma base in possesso del loro creatore. Possono muoversi camminando o correndo, abbassarsi e muovere gli arti con media velocità, e saltare. Non possono fare tecniche e non hanno forza. Se toccati svaniscono. Tipo: Ninjutsu (Livello: 6 / Consumo di Chakra: Bassissimo per Copia) [massimo copie: Studenti 3, Genin 5, Chunin 7, Jonin Grado D 9, Grado C 11, Grado B 13, Grado A 15] Durante i vari tentativi,la posizione dei cloni cambiava di volta in volta per poi abituarsi a muoverli,adattandosi così a dover gestire anche loro,oltre che se stesso. Impiegò ore facendosi ora di pranzo Renji aveva le mani stanche a forza di sigilli ed aveva bisogno di recuperare il chakra. Ragazzo impassibile,venne distolto della serietà,troppo stanco aveva bisogno di un pranzo ed un sonnellino, sua nonna penso a tutto Svegliatosi alle 15:00PM uscì di casa ed iniziò a pensare a cosa non fù in grado di fare la mattina. D'altronde non pretendeva di riuscire in un giorno,ma nemmeno di mantenere una situazione invariata. Convinto in se stesso iniziò con tecniche difficile ed avanzate. Inutile provare con le cose basilari devo superare quelli che sono i miei veri limiti,se mi sono stati imposti e solo per superarli! Così Renji impegnando tutto il pomeriggio dette libero sfogo alle sue energie. CITAZIONE Servitori di Nebbia Villaggio: Kiri (Orig. Nebbia) Posizioni Magiche: Ariete; Scimmia; Cinghiale; Scimmia; Serpente (medio) Descrizione: Quest'arte illusoria genera un alto numero di cloni che si dispongono in un'area circolare con diametro di 30 metri. Le copie fingeranno quindi di attaccare l'avversario o gli avversari presenti nella loro area di effetto (un attacco da ogni clone a portata, una sola volta per turno). I danni subiti da tale tecnica non sono reali. Essendo un Genjutsu, gli evocatori della tecnica scompariranno davanti all'avversario che in balia della stessa si troverà solo con i cloni. L'evocatore della tecnica può inoltre far scomparire i compagni con un consumo aggiuntivo di un Bassissimo. L'utilizzatore e i suoi compagni possono attaccare di nascosto (solo a distanza) senza svelare dunque la propria posizione. I cloni imiteranno l'attacco a distanza del loro padrone come se fosse lui stesso a lanciare un attacco, facendo uscire eventualmente dai loro corpi di pece le armi utilizzate dal padrone per l'attacco. I cloni sono di colore nero, e quando vengono colpiti con attacchi fisici non scompaiono, rispondendo all'urto come fossero fatti di pece. Al termine dell'attacco avversario possono rigenerarsi o addirittura duplicarsi. Il numero di copie create dipende dal grado raggiunto dal ninja che esegue la tecnica. La tecnica dura fino all'esaurimento del chakra dell'utilizzatore o al rilascio della stessa. Per essere mantenuta ha bisogno di un consumo Basso per ogni turno escluso il primo. L'unico modo per sfuggire a questa tecnica è utilizzare la tecnica del rilascio 1. Tipo: Genjutsu Livello: 5 Consumo di Chakra: Medio-Basso [Massimo copie: Reclute 3, Studenti 7, Genin 14, Chunin 21] Riprovò poco questa tecnica,durante l'uso però ne studiò attacchi e metodi era utile per le imboscate. Difficile era l'esecuzione dei seal,tanto quanto il comando di tutti i cloni,4 al momento. Provò anche ad armare i cloni o a rivolgerli quell'illusorio attacco contro se stesso. Non era difficile combattervi dato che,lui stesso ne decideva i movimenti,un nemico che ad ogni colpo si rigenera e non viene distrutto. Non pochi problemi vi erano,dopo un'oretta di allenamento,completo di tattiche ed idee di vario genere,Renji si accorse di essere in ritardo col programma di conseguenza passò esercizio. CITAZIONE Tecnica della Moltiplicazione Acquatica - Mizu Bushin no Jutsu Villaggio: Kiri (Orig. Cascata) Posizioni Magiche: 3 (veloce) Descrizione: Questa tecnica permette di creare dei cloni di se sfruttando l’acqua presente nella zona, almeno dieci litri entro dieci metri. I cloni si presentano come una copia esatta del ninja che le ha create. Le copie possono allontanarsi dal ninja che le ha create di circa 25 metri, superata questa distanza ritornano acqua. La resistenza agli urti è bassa, e le copie si disfano appena subiscono una ferita lieve. Il numero di cloni creati non deve mai superare il massimo espresso sotto. Un clone che non fa nulla di particolare dura 8 turni mentre un clone costretto a correre o altro dura solamente 5 turni. I cloni creati con questa tecnica possono attaccare, la loro velocità è però dimezzata rispetto all’originale, mentre la forza risulta ridotta del 90%. Possono muoversi camminando o correndo, abbassarsi e muovere gli arti con media velocità, e saltare. Non possono fare tecniche. Se toccati la loro consistenza è fisica. Solitamente non sono armati, ma con un ulteriore consumo Basso possono essere dotati di un’arma a scelta (che però deve essere presente nella scheda di chi utilizza la tecnica). [Massimo copie: Studenti 2, Genin 3, Chunin 4, Jonin 6, Kage/Sannin 8, Sennin 10] Tipo: Ninjutsu (Livello: 5 / Consumo: Medio-Basso per Copia) Corse in casa per poi uscire con 5 secchi pieni d’acqua e posizionatoseli vicino usò al tecnica per poi gestire alcune volte i cloni acquatici. Tecnica molto più semplice dei servitori di nebbia,dal punto di vista dei seal,anche se più dispendiosa da parte di chakra. La qualità dei cloni era bassa,nella norma era il massimo che avrebbe potuto ottenere in così poco tempo. Anche se non molto soddisfatto si guardò intorno e resosi conto dell’ora decise di andare avanti. Muovette i cloni quanto sarebbe bastato usandoli in vari modi. CITAZIONE Tecnica del Velo di Nebbia - Kirigakure no Jutsu Villaggio: Kiri (Orig. Nebbia) Posizioni Magiche: Scimmia ( Molto Veloce ) Descrizione: Questa tecnica crea una fitta nebbia che ricopre un area vasta a seconda del grado raggiunto dal ninja esecutore, sfruttando l'umidità presente nell'aria, perciò non può essere utilizzata in luoghi troppo secchi. La vista normale diventa perciò inutile, sia per chi utilizza la tecnica che per i suoi compagni ed avversari. Si rivela invece perfetta per l'assassinio silenzioso solitamente accompagnato dall'abilità "Combattere alla Cieca". La tecnica dura fino all'esaurimento del chakra dell'utilizzatore o al rilascio della stessa. Per essere mantenuta ha bisogno di un consumo Bassissimo per ogni turno escluso il primo. Tecniche di vento con un consumo pari o superiore a medio che agiscono in tutta l'area influenzata dalla nebbia la possono dissolvere completamente. Tecniche di fuoco con un consumo pari o superiore a medio disferanno la nebbia dell'area colpita fino al round successivo. Tipo: Ninjutsu ( Livello: 5 / Consumo di Chakra: Basso primi 100mq + 1/2 Basso ogni successivi 100mq) [Area ricoperta massima: Studenti - 200mq; Genin - 400mq; Chunin 600mq; Jonin - 900mq] OK,OK,ci riesco adesso però non vedo niente…sarà meglio dissolvere la nebbia vai…Provò varie azioni ma la nebbia era indissolvibile,tanto che si vedeva a poche decine di centimentri,ed era impossibile spostarla molto data la compattezza. Il cucciolo non incontrò nemmeno un problema nell'esecuzione del seal "scimmia"Tecnica semplice ma molto utile,piaqque subito al piccolo shinobi che soddisfatto dissolse la nebbia. Soffio Artico Posizioni Magiche: 5 ( medio ) Villaggio: Kiri Descrizione: Impastando una discreta quantità di chakra nella bocca, è possibile emettere un getto di vento ghiacciato che arriva anche a sei metri dall'utilizzatore, e raggiunge una larghezza all'estremità pari a tre metri. Chi viene colpito da questo jutsu riporta ustioni da congelamento leggere su tutte le parti colpite; inoltre se il ninja venisse anche solo in parte investito da tale jutsu sugli arti, risentirà di un peggioramento della velocità del 15 % per 2 turni. A causa del leggero congelamento dei muscoli. All'inizio il difetto di questa tecnica è che ci vuole molto tempo per impastare il chakra da utilizzare e che il ninja deve rimanere fermo mentre la esegue, ma dal grado di chunin in poi questa carenza viene a cadere, compensata dall'esperienza dello shinobi. Tipo: Ninjutsu (Livello: 4 / Consumo: Medio) Alta difficoltà nell'esecuzione dei seal ed alto consumo di chakra,due grandi problemi per l'esecuzione della tecnica. Inizialmente non riusciva ad eseguirla,quasi mai. Non riusciva a raggruppare il chakra necessario,ed il passaggio al gelo era molto complicato. Forse troppo piccolo per quella tecnica,alto livello e molti problemi,alla fine riuscì comunque. Renji era stanco ed affaticato,si fece forza e ripetè poche volte la tecnica mirando ad un muro dinnanzi lui,per poi cadere a terra stravolto. Stette una mezz’oretta disteso a riposarsi,per poi alzarsi per lavarsi,cenare ed andare a letto presto con sua nonna che li rimboccava amorevolmente le coperte. GIOVEDì:Mattina normalissima a Kiri,Renji alzatosi con calma andò a correre senza nemmeno fare colazione,doccia e tuta per poi partire. Pesi aumentati di un Kg l’uno rispetto all’ultima volta e via di corsa dopo un breve riscaldamento. Corse rispettando esattamente metà del tragitto infatti alle 14:00PM esatta era a casa in sole 4 ore di pura corsa alternata ai soliti minuti 10 corsa,10 corsetta e 5 di cammino. Questo ritmo li consentiva di mantenere un ottimo rapporto tempo-velocità. Dato il peso la difficoltà si fece sentire,superiore anche se di misura più breve. Inizialmente sentiva solo loro,successivamente anche i muscoli stanchi cominciarono a rallentarlo facendolo andare più piano del previsto Pranzò e cenò come da prassi con la carne per immettere proteine,cosa che lui amava e gustarsi qualche povero animale,senza ne forchetta,ne coltello era un piacere unico, la nonna guardava soffisfatta la fame del nipote. Sfamatosi e riposatosi una mezz’oretta lo shinobi andò nella sala ad allenarsi così ripetè il medesimo allenamento dell’ultima volta,però dimezzato di serie e con tutti i pesi aumentati di 7 KG,tranne quelli per i doltoidi di soli 2Kg ed per i tricipidi di 3Kg. Incontrò i soliti problemi,ritrovandosi con le braccia distrutte però questa volta non ebbe problemi con i muscoli dorsali e nemmeno i pettorali. I bicipiti sempre sovraccaricati ed i tricipidi con continui crampi. La cena lo salvò da quell’immani dolori che lo pugnalavano,tranciandoli i muscoli. Finì di cenare alle 20:25PM,alle 20:30 era già in stato comatoso. VENERDì:Mattina con aria stranamente più fredda di 5° rispetto al solito. Non avendo la minima intenzione di mettere il muso fuori casa,Renji decise di studiare. Presi tutti i libri iniziò a sfogliare le prime pagine. Mi faccio la doccia?gnaaa...Pigiama caldo,tattico e via ...NONNA!Ho fame,fammi il latte caldo con le gocciole!La nonna sorridendo accennò un sì e Renji fece una rapida colazione per poi andare sul divano. Quelle letture intense quanto lunghe,e lo piaqquero ancora più del solito. Sfogliando le pagine e sorseggiando il suo miscuglio passava di libro in libro. Pensava a come fosse possibile che non sapeva così tante cose a partire dal chakra ed il resto sue origini comprese. CITAZIONE Rotolo delle porte del chakra: Le porte del chakra o cancelli del paradiso sono delle valvole che hanno la funzione di limitare il flusso del chakra attraverso il sistema circolatorio, esse sono otto:Apertura,Riposo,Vita,Ferita,Chiusura,Visione,Stupore e Morte;esse sono disposte lungo la mediana verticale del nostro corpo tranne apertura riposo e morte,le prime due si trovano all'interno del cranio,una a destra e l'altra a sinistra mentre quella della morte si trova in corrispondenza del cuore. Solo konoha possiede una kinjutsu in grado di aprirle e di potenziare estremamente il corpo ma il tutto và ovviamente pagato a caro prezzo,il corpo infatti se le porte vengono aperte viene sottoposto a estremi sforzi muscolari che ovviamente non sarà in grado di reggere e che dopo l'utilizzo provocherà un calo fisico veramente drastico; in alcuni casi addirittura la morte. Nonostante questi rischi collasso muscolare,nervoso e persino morte un ninja di livello intermedio può raggiungere la potenza di un Kage. CITAZIONE Rotolo del chakra: Il chakra, unione tra energia fisica e stamina (energia fisica), teoricamente il chakra è questo ma forse alla fonte della nostra vita spetta una descrizione migliore; il chakra è tutto, sia per noi ninja che per le persone normali, il chakra permette di svolgere tutte le azioni quotidiane ed è anche risaputo che esso è presenta in ogni singola cellula del nostro corpo. Il chakra come detto sopra è dato dall'unione di due forze, esse si vanno a fondere nel tantien, meccanismo di vitale importanza, una volta creato il chakra inizia il proprio viaggio all'interno del sistema circolatorio e grazie ai sela prende forma e dà origine ai vari jutsu. Il chakra però può anche essere usato per potenziare un movimento, velocizzarlo, camminare sull'acqua o per altre svariate funzioni e generalmente ogni shinobi è affine a un tipo di chakra elementare; fuoco, vento, fulmine, terra, acqua ogni elemento presenta le proprie caratteristiche, per esempio il vento è un chakra molto tagliente e composto da micro aghi. Ogni elemento infine è in grado di battere l'elemento che lo segue ma è debole rispetto a quello che lo precede, i ninja più esperti e dotati inoltre sono in grado di unire due elementi dando vita ad un chakra come il chakra di legno cioè la fusine di terra e acqua in questo però riescono solamente ninja geneticamente dotati come Haku che fondendo acqua e vento dà origine al ghiaccio. Altri sono i possibili tipi del chakra: CITAZIONE -Chakra curativo, questo chakra è di colore verde chiaro e ha la capacità di curare qualsiasi ferita ovviamente proporzionale alla abilità del ninja medico, per saper usare questo tipo di chakra però bisogna avere un estremo controllo ed è per questo che sono pochi gli shinobi che lo sanno usare locazionati principalmente nel villaggio di konoha cioè colui che per primo ne ha constatato efficacia anche in combattimento. CITAZIONE -Chakra del Segno maledetto, questo chakra è dato dal sigillo di orochimaru e sviluppato grazie alle sperimentazioni sul corpo di Juugo da Orochimaru che dopo aver rielaborato il suo sangue ne ha dato origine hai sigilli. Il chakra che generano i sigilli è di colore viola scuro e quando entra in azione potenzia nettamente le caratteristiche psicofisiche di chi lo utilizza, esso inoltre da origine a dei segni di colore nero sul corpo di chi lo utilizza. Esso entrando nel secondo livello muta completamente il corpo di chi lo usa e aumentando ancora le doti dei ninja de usura anche il corpo e gli fa perdere in senno della ragione mandandoli in una trans di furia omicida infine compaiono corna o parti simili. CITAZIONE -Chakra del Jinchuuriki, i Jinchuuriki sono degli umani all'interno dei quali è stato sigillato un Bjuu (demone) essi possiedono un doppio sistema circolatorio del chakra ed hanno quindi una riserva di chakra molto aumentata, generalmente la potenza ed il chakra del Bijuu e quindi del Jinchuuriki si misura in base al numero di code che possiede il demone, insieme al variare delle code cambia quindi anche il nome, la forma e il colore del chakra del demone. Tutto lo appassionò,testi lunghissimi,numerose lettere,una moltitudine di pagine. Alcuni libri erano di marchio otese ricordo dei suoi avi,tramandavano le varie scritture le tecniche,consiglio e tattiche. Una concentrazione intensa come un legame d’amore,i libri man mano diminuivano ma lui non accennava segni di distrazioni. Saltò il pranzo senza nemmeno rendersene conto,macinava quei libri e vi era fissato come fossero belle donne. Calata la sera un forte brivido di freddo riportò alla realtà Renji,che stava studiando le tecniche. Si erano fatte le 18;00 così dopo una doccia pressoché bollente si segnò alcuni appunti ed dopo essersi programmato il giorno avvenire cenò. LUNEDì:corsa e studio MARTEDì:palestra e studio MERCOLEDì:tecniche GIOVEDì:corsa e palestra VENERDì:studio SABATO:corsa Cena leggere con pasta e pesce ad accompagnare. Vedere un paio di telefilm fù un lusso,d'altronde dopo poco gli bruciavano troppo gli occhi e decise di andare a godersi un meritato dopo un intenso anche se piacevole studio. SABATO:Renji si alza di buon’ora per andare a correre alle 7:00AM era vestito e colazionato. Presa la sua solita borraccia andò a correre. Categorico riscaldamento e poi giri intorno al villaggio. Aveva i pesi ancora una volta aumentati di un Kg. Dopo solo una mezz’oretta di corsa. Dannazione,quanto pesano!Nemmeno il sedere di nonna...Il giovane ninja era infastidito ed irritato,attorno al villaggio vi era un terreno morbido che gli dava non pochi problemi. Il tempo nonostante la completa idratazione del suo fisico stava facendo sudare il giovane che non abituato a corse di tali lunghezze era a disagio. Man mano che correva si sentiva sempre più strano visto che alcuni vecchietti in tuta lo superavano di tanto in tanto. Con urla di dolore superato l’ennesima volta disse basta,aumentò la velocità. ARG!Le gambe mi scoppiano!Ma come diavolo fanno?Parlano persino dei cavoli loro…bastardi!Aveva le caviglie e le cosce in fiamme completamente calde e sotto sforzo,ma non rinunciò. Digrignò i denti e corse fino in fondo ricuperando i tanto“agili”signori e poi correndo verso casa alla volta della tavola e del divano. Pranzando anzi strafogandosi si riprese completamente e non sentendo il bisogno di dormire uscì di nuovo fuori a correre stavolta diminuì drasticamente i ritmi ma con 3 Kg in più di peso. Con la massima fierezza correva intorno a Kiri quando... Alcune signore anziane correvano e li stavano davanti andando più veloce di lui. NO!Non ci posso credere...Renji era sconcertato Così tentò varie volte di superarle senza però ottenere risultati,lui rallentava,i vecchietti aumentavano. Ennesimo tentativo riesce a superarle e quando credeva di avercela finalmente fatta,sbucarono i signori della mattina ed iniziarono a parlare tutti insieme per poi superarlo. NO!Basta io...a si!Lo shinobi finì verso le 18:30PM i giri di corsa programmati Buttò via i pesi con molta fierezza,per poi raggiungere e superare i vecchietti. Li passò ad una velocità mostruosa non badando ai dolori ma solo notando l'assenza dei pesi e la velocità acquisita in breve. Finalmente...Ci era riuscito,finalmente non gli aveva più fra i piedi,sorpassandoli urlò e sbraitò per la felicità. Tutti i suoi obbiettivi erano completati al 100% così tornò a casa. Doccia ghiacciata,lauto pasto accompagnato da un telefilm,infine come di sua ruotine si appuntò le solite cose e programmatosi per l’ultimo giorno andò a dormire dopo aver visto alcuni triller. LUNEDì:corsa e studio MARTEDì:palestra e studio MERCOLEDì:tecniche GIOVEDì:corsa e palestra VENERDì:studio SABATO:corsa DOMENICA:palestra DOMENICA:Arrivò così domenica la fine della settimana. Alzatosi tardissimo,il piccolo recuperò tutto quello che aveva perso in questi giorni dove non ebbe tempo di riposare. Carico come un leone,svegliatosi lentamente andò a pranzo. Pranzo leggero per partire a lavorare con i muscoli a seguire una rapida doccia per poi correre agli attrezzi. Usò tutti i macchinari anche i più complessi pressa per le gambe,presse per le braccia,dorsali e via dicendo. Le presse per le gambe furono devastanti alla sua statura,gambe non così robuste che gonfiarono al massimo per sollevare 150Kg alla pressa orizzontale ed 105Kg alla pressa obliqua. Le gambe li scoppiavono,dato il fatto di non essere per niente abituate alle presse,oltretutto con quel carico. Quelle presse le braccia lo portarono ad una pozza di sudore in men che non si dica,allenò i muscoli nel dettaglio badando alla forma. Usò le varie panche e manubri,caricando sempre più del dovuto ma con 3 serie da 10 ripetizioni. Sentiva dolori lancinanti lungo tutto il corpo e man mano che andava avanti aumentavano,era necessario però che lui migliorasse i suoi muscoli. I dorsali allenati molto poco in passato,furono gonfiati all'istante da quegli esercizi che gli segnarono,i trapezi uscirono mentre i brachiali si allargarono grazie molto anche all'allenamento precedente. Conseguenza di tutto?Serie infinite di crampi e dolori lungo tutti i muscoli dai dorsali alle gambe. Finito si fece una doccia ghiacciata per stabilizzare la temperatura corporea e poi cenò coi fiocchi. Grande bistecca,pasta in bianco la sua preferita...ed infine una torta al cioccolato pressochè fondente. Finendo la serata come sempre,andò allo specchio ed iniziò a guardarsi tutto contento come non mai. Anche se era solo l'inizio dei suoi veri allenamenti ninja quello fù un buon inizio ed in cuor suo sapeva che a quei ritmi sarebbe diventato senz'altro il migliore Fratellone a TE  OVVIO richiedo iscrizione corsi Genin  [Intervento di Yami] Ci sono alcuni periodi, che considero un pò "strani" ^^''''' Ci sono alcune frasi scritte in un modo, e altre in un altro, tanto che mi pare tu abbia come alcuni "dubbi" sullo stile da adottare. Comunque, addestramento a volte un pò troppo nello stile "lista della spesa", cui non aiuta la struttura una riga per ogni frase. Però gli esercizi sono ben descritti nella parte dell'immedesimazione del pg. Per questi motivi, oltre che per una grammatica a volte un pò errata, la promozione piena non posso dartela, come però la bocciatura.Passi, però tieni presente ciò che ti ho detto ;3 Promosso con Riserva Edited by Yami Kaguya - 25/1/2008, 20:09 | | | |
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